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Back in Black (& White)

Back in Black (& White)

di Maurizio Firmani alias Celio Vibenna (www.emmeeffe.org)

C’è una strana e perversa convinzione, in giro, riguardo al fatto che le foto in bianco e nero abbiano un “qualcosa in più” che le fanno diventare incredibilmente belle e fascinose. Forse la causa sta nel fatto che la maggior parte dei fotografi di un certo nome debbano la loro fama a particolari foto in bianco e nero: si pensi ad esempio alle foto di Capa (che faceva foto in BN perché le pellicole a colori ancora non erano state messe in commercio) o alle foto di Cartier Bresson o di Berengo Gardin (che invece fanno foto in BN perché magari vogliono controllare una loro foto dallo scatto al momento in cui quello scatto finisce su carta).
Ad ogni modo, in molti si domandano come trasformare una foto a colori in una in BN, non ponendosi la domanda più importante, e cioè il perché di questa scelta.
Non voglio indagare su questo ultimo interrogativo, per non trovare inquietanti risposte (non mi spaventerei solo alla semplice risposta “Perché mi piace di più”), quanto piuttosto vorrei illustrare le tecniche che mi sono note per trasformare digitalmente una foto a colori in una in toni di grigio (e non in BN, anche se questo è il nome che tradizionalmente che si affibbia alle foto in toni di grigio).
Premessa doverosa: se volete fare foto in BN “vere”, usate pellicole in BN e possibilmente solo se siete in grado si svilupparle e stamparle da soli. Avrete molto più gusto nel “farle”.

Cose da sapere

Quanto segue è illustrato usando Photoshop 7 come software di fotoritocco. Molte di queste operatività non sono possibili con altri software analoghi, per la mancanza di alcune delle funzioni utilizzate: non tutti i software di fotoritocco, infatti, gestiscono la modalità LAB, e soprattutto non tutti i software permettono la creazione di livelli di regolazione, pur gestendo le immagini strutturate a livelli sovrapposti, oppure i metodi di fusione tra livelli.
Si dà quindi per scontato che si sappia cosa sono i livelli di regolazione, i livelli di riempimento, i metodi di fusione e le varie modalità di rappresentazione dei colori (in particolare RGB e LAB).

Le vie “comode”

Esistono diversi metodi comodi e veloci (uno dei quali può essere ottenuto seguendo due strade diverse), ma che non danno risultati ottimali, per il fatto che non permettono un controllo su ciò che si sta facendo: il risultato della conversione colore->scala di grigio va preso per quel che è, senza possibilità di intervento prima della trasformazione; è ovvio che a valle si possono aggiungere tutte le regolazioni si ritenga opportuno eseguire sul risultato, ma sarebbe auspicabile ottenere un buon risultato già dalla conversione. Questi metodi sono consigliabili solo a chi ha fretta e non bada troppo al risultato.

Conversione diretta in scala di grigio

Avete la vostra immagine a colori, un modo molto semplice di trasformarla in toni di grigio è quello di cambiare la modalità dell’immagine con il comando: Immagine->Metodo->Scala di grigio.
Con questo comando Photoshop esegue una miscelazione fissa dei canali RGB con i pesi di 33% per il rosso, 50% per il verde e 17% per il blu. Punto. Nessuna altra regolazione è consentita e il risultato ve lo beccate così com’è. L’impossibilità di intervenire sul modo in cui i toni a colori vengono mappati in un preciso livello di grigio comporta il rischio di avere un grigio uniforme su toni diversi ma la cui combinazione di canali RGB secondo i pesi sopra indicati dà lo stesso risultato. Eccovi un esempio:

Il risultato è anche accettabile, in questo caso, ma bisogna prenderlo così come viene, senza poter intervnire.

Desaturazione

Il comando Immagine->Regolazioni->Togli saturazione conduce allo stesso risultato solo apparentemente: l’immagine ottenuta non è in scala di grigio, bensì un’immagine RGB in cui la saturazione dei colori è stata soppressa, mantenendo inalterata la luminosità di ogni singolo punto. Anche in questo caso i risultati vanno presi per quello che sono, senza possibilità di intervento; inoltre i canali RGB non intervengono con dei pesi uniformi su ogni punto dell’immagine, bensì con pesi diversi punto per punto per mantenere fissa la luminosità. Inoltre si verifica un problema, di cui ignoro l’origine, ma suppongo derivi dal modo in cui i vari canali vengono “equalizzati” per dare i livelli di grigio: aumenta in maniera sensibile il rumore, o meglio viene reso più visibile il rumore presente su ogni singolo canale; e non è tutto: se i colori non hanno la saturazione adeguata, desaturando potrebbero non essere mappati in toni di grigio con lo stesso livello di luminosità. La stessa foto di sopra, presenta quest'ultimo inconveniente: guardate il giallo della colza:

Come si può vedere, il campo giallo che ci si aspetterebbe di vedere mappato in un grigio molto chiaro, qui viene impastato in un grigio medio, piuttosto brutto e non in grado di rendere la sensazione di luminosità del giallo nella foto a colori.

Selezione di uno dei canali RGB

Un’immagine RGB è composta da tre canali, che consistono sostanzialmente in tre immagini in scala di grigio associate ciascuna ad uno dei tre canali. Un modo estremamente semplice (ma dai risultati non sempre gradevoli) è quello di selezionare uno dei tre canali rimuovendo gli altri due. Per far ciò, basta selezionare uno dei tre canali (in base alla qualità di essi e alla resa dei toni) dalla palette dei Canali e rimuovere gli altri due, convertendo poi l’immagine così rimasta in Toni di grigio. L’immagine così risultante ha lo svantaggio di presentare dei toni di grigio molto poco reali, ed in alcuni casi potrebbe non essere possibile trovarne uno dei canali che possa essere usato come immagine finale, a causa della scarsità di dinamica dello stesso. L'immagine precedente, scomposta in canali, si presenta così:

Immagine RGB
Canale Rosso (R)
Canale Verde (G)
Canale Blu (B)

Come potete vedere i tre canali sono profondamente differenti tra loro, e ognuno di essi può rappresentare una conversione colore->BN; il canale rosso presenta un contrasto che rende drammatica l'immagine ma ha il difetto di essere molto rumorosa (nella riproduzione così piccola è molto poco visibile la "grana" che si ottiene); il canale verde è quello che più si avvicina alla percezione dell'occhio dei toni di luminosità (non a caso il primo metodo presentato prende questo canale col peso maggiore); il canale blu è invece inutilizzabile, a causa del fortissimo rumore (visibile anche nella versione ridimensionata) e per il fortissimo contrasto; tra l'altro, il giallo viene "convertito in un grigio molto scuro.

Creazione canale Alfa dalla somma dei canali

Sempre dalla palette dei canali, è possibile realizzare un’immagine in BN sfruttando i potentissimi strumenti che Photoshop mette a disposizione per la creazione di maschere: tenendo premuto CTRL, all’interno della suddetta palette cliccare sulla somma dei canali RGB (la prima riga) per selezionare l’area da cui creare la maschera, poi cliccare sull’icona Salva selezione come canale (in basso alla stessa palette, la seconda da sinistra, che ha per icona un rettangolino con dentro un cerchio). Quello che viene creata, in effetti, non è un immagine bensì un canale contenente una maschera, che guardacaso è esattamente identica all’immagine originale in toni di grigio. Anche qui si prende il risultato per quello che è, non essendo possibile alcun intervento di selezione/modifica/rimappaggio dei colori su toni di grigio ben identificati. Il risultato, sulla stessa immagine, è il seguente:


Canale Luminanza della modalità Lab

Convertendo l’immagine RGB nel metodo Lab si ottiene una “descrizione” diversa dell’immagine a colori: invece di avere i tre canali dei colori fondamentali, si hanno tre canali, uno dei quali rappresenta la luminanza dell’immagine, mentre gli altri due danno le transizioni di colore.
Convertendo l’immagine in Lab con il comando Immagine->Metodo->Lab e andando nella palette dei canali, selezionare il canale L e quindi convertire l’immagine in toni di grigio con Immagine->Metodo->Scala di grigi. Il risultato è il seguente:

Il livello di luminosità potrebbe non essere corretto; per tentare di aggiustare questo parametro, potrebbe essere utile duplicare il livello a scala di grigi e fondere il livello duplicato con metodo "Moltiplica", affidandosi all'opacità del livello per regolare la giusta luminosità. Esempio:


Metodo di fusione "Moltiplica" con Opacità al 100%

Metodo di fusione "Moltiplica" con opacità al 50%

 

Livello di riempimento con metodo di fusione “Colore”

Aggiungendo un livello di riempimento, il cui colore va scelto sulla scala dei grigi (non importa quale, da bianco a nero vanno bene tutti), e impostando il metodo di fusione per questo livello a “Colore” si ottiene di nuovo un’immagine RGB in scala di grigi. Questo metodo di fusione prende il valore di luminosità del livello di base (sfondo) e la tonalità e la saturazione del livello di riempimento: in questo caso la tonalità di grigio è ininfluente (in quanto rappresenta di fatto la luminosità che viene invece prelevata dall’immagine di sfondo), mentre la saturazione è nulla, per cui il risultato è un’immagine, seppure RGB, a livelli di grigio.
Dei tre “semplici” questo è indubbiamente quello che dà risultati migliori: la luminosità dei singoli punti è mantenuta, senza l’effetto di pesatura fissa del primo e senza l’aumento del rumore del secondo, ma anche questo non permette flessibilità: il risultato è univoco. Il risultato è il seguente:

Per inciso la stessa tecnica (utilizzando però solo il livello di riempimento) si può usare per ottenere un’immagine monocromatica con una particolare dominante: basta scegliere il colore e sostituirlo al grigio nel livello di riempimento; ovviamente, pur ottenendo un’immagine monocromatica, i risultati in termini di luminosità saranno ben diversi a seconda della “tinta” che si sceglie.

Le vie “flessibili”

I metodi di conversione illustrati precedentemente, pur dando velocemente il risultato voluto, presentano l’inconveniente di non permettere alcun controllo su ciò che si fa, se non intervenendo “dopo” la conversione, con altri strumenti come regolazioni di curve e livelli, da fare, ovviamente, sulla scala di grigi dell’immagine.
Potrebbe essere utile, invece, poter decidere come mappare una determinata tonalità di colore in un ben preciso livello di grigio. In fondo nella fotografia tradizionale in BN si fa la stessa cosa utilizzando i filtri.

Strumento Calcoli

Lo cito per dovere di cronaca, ma ad essere sincero non ho capito come si usa. I guru di Photoshop lo citano come il miglior modo per trasformare foto a colori in foto in toni di grigio: non ho capito se lo dicono perché sia vero e la loro superiorità in Photoshop permette loro di capire cose che a me sfuggono, oppure per darsi tono su una cosa che nemmeno loro capiscono…
Scherzi a parte, effettivamente come metodo è in assoluto il meno intuitivo. Può anche darsi che sia il migliore, ma è molto difficile capire che operazioni vanno compiute per ottenere un determinato risultato, e per chi come me non è molto ferrato in Photoshop questo non è altro che un mezzo per fare tentativi a caso. Ecco la maschera che si presenta allo sventurato che volesse avventurarsi in questo meandro...

E il risultato delle impostazioni di sopra, confrontato con l'originale:

Mappa sfumatura

Esiste uno livello di regolazione, Mappa sfumatura, che è uno degli argomenti più ignorati dai libri che parlano di Photoshop, manuale compreso. Anche questa, come la precedente, è una funzionalità generica, che non serve al solo scopo di creare immagini monocromatiche, ma può essere usata a tale scopo: anzi la prima mappa di sfumatura che viene proposta di default è proprio quella che va dal nero al bianco, permettendo, sull’intera immagine, la mappatura di un livello di luminosità in un tono di grigio. Questo metodo non appartiene al gruppo di “imposta e vai”, in quanto permette qualche regolazione (ad esempio gli estremi della gamma tonale), ma è molto più limitato rispetto ai due seguenti, se ci si limita alla sola trasformazione dei colori in toni di grigio. Ecco il risultato, preso per buono senza alcuna regolazione:

Ha il vantaggio di far parte del novero dei livelli di regolazione, per cui ogni impostazione applicata può essere modificata in qualsiasi momento. E’ pur vero che permette di fare altre cose, molto interessanti, come viraggi di colore particolari, con transizioni di toni completamente personalizzabili, sia in termini di colore di partenza e di arrivo, sia in termini di dinamica. Eccone un esempio, non meno valido dei toni di grigio ottenuti:

Tralascio ulteriori dettagli di questo strumento, che vanno oltre lo scopo prefisso da questa pagina.

Mixer canali

Questo metodo, come il successivo, sfrutta la capacità di Photoshop di usare i livelli di regolazione, cioè dei livelli che non contengono pixel ma solo dei comandi di regolazione. Ciò è un bene, perché in qualsiasi momento le modifiche apportate possono essere modificate senza dover modificare il livello di sfondo.
Con questo metodo non si fa altro che scegliere il peso di ciascun canale RGB; dando l’opportuno peso a ciascuno dei canali si può influire pesantemente sul modo in cui ciascun colore (non solo i tre fondamentali) vengono mappati in un determinato livello di grigio; ovviamente gli interventi sui singoli colori fondamentali sono diretti, mentre per gli altri va opportunamente misurato l’effetto congiunto dei tre canali.

Il livello di regolazione si aggiunge mediante Livello->Livello di regolazione->Mixer canali; viene immediamante mostrata la maschera che presenta i tre cursori abbinati ai canali RGB; per ottenere l’immagine in scala di grigio va spuntata l’opzione Monocromatico; con questo metodo è facile ottenere alte luci bruciate e neri piatti: bisogna infatti avere molta cura nella scelta dei pesi dei singoli canali. Una buona regola è quella di impostare i pesi in maniera tale che la somma dei valori (positivi e negativi) non superi il 100%; ad esempio una combinazione potrebbe essere R 68%, G 46%, B -14% (questa combinazione, tra l’altro, simula piuttosto bene l’effetto di un filtro rosso-arancio). Il risultato, con l'esempio sopra illustrato, è il seguente:

 

Metodo “Russell Brown”

Questo metodo è descritto approfonditamente anche in un documento scritto da Russell Brown (da cui il nome, non avrei saputo come chiamarlo altrimenti), scaricabile dal sito dell’autore, e anche come tutorial direttamente dal sito di Adobe Photoshop. A mio avviso questo è il sistema migliore, in quanto permette un controllo accurato su come i singoli colori vengono mappati in un determinato tono di grigio.

Per applicare questo metodo va aggiunto all’immagine da convertire un livello di regolazione Tonalità/Saturazione, che chiameremo "Filtro" con metodo di fusione "Colore". Va aggiunto poi un secondo livello di regolazione dello stesso tipo, che chiameremo "Pellicola", a cui va impostato il livello di saturazione a -100%. La palette dei livelli, con il livello in mezzo impostato su metodo di fusione "Colore", si presenta inizialmente così:

Sostanzialmente i due livelli simulano rispettivamente un filtro da applicare all’obiettivo e il supporto della pellicola; regolando Tonalità e Saturazione sul livello di regolazione chiamato "Filtro" è possibile controllare come un determinato colore venga trasformato in grigio. Senza alcuna regolazione di tonalità e saturazione del livello chiamato "Filtro", l'immagine risultante sarà ovviamente identica a quella ottenuta con il comando "Togli saturazione".

Per ottenere un'immagine con i toni di grigio che diano la stessa sensazione di luminosità di quella a colori, sarà necessario regolare i gialli, i verdi e i blu del livello "Filtro". Un esempio potrebbe essere:

Regolazione dei "gialli"

Regolazione dei "verdi"

Regolazione dei "blu"

Questa regolazione può essere fatta selettivamente su ogni singolo colore (non solo RGB, ma anche CYM), rimappando uno dei colori fondamentali su altri mediante la regolazione della Tonalità, e regolandone l’intensità con la regolazione della Saturazione; notare come cambiano le barre dei colori in basso alla maschera Tonalità saturazione. Il tutto sfruttando le potenzialità dei livelli di regolazione, potendo quindi modificare le singole impostazioni in ogni momento. Il risultato è il seguente:



Photoshop è un marchio registrato di Adobe System Inc.



Commenti

Mostro 1 commento:

andy-g
Ottimo articolo, completo e chiaro, ho comprato di recente un libro sul bianco e nero digitale e non riporta che un paio di tecniche, senza neanche spiegarne così bene vantaggi e svantaggi. Peccato solo che secondo me la foto d'esempio sia più bella a colori
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Inserito da andy-g Utente di Photorevolt il 02/08/2005 alle 15:32:09


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