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Articoli > Macro fotografia di insetti
Version 1.1, 2-17-03. Il presente documento è rintracciabile anche su: PhotoBlink.com, Photo.Net, PhotoSig.com, e in lingua Russa (grazie alla traduzione di A.Voroshilov). Contenuto
Introduzione
Sono un professore
(di psicologia sperimentale, non entomologia). Appena presa la fotocamera, la mia (allora) bambina di 5 anni entrò nel mio studio un giorno e mi suggerì di fotografare un insetto che aveva sul suo occhio, e lo facemmo. La foto venne molto peggio dei miei attuali standard, ma ci permise comunque di vedere molti più dettagli di quelli che si potevano osservare ad occhio nudo. Così nacque la mia passione per la macrofotografia. Ci permette di vedere cose che altrimenti non potremmo osservare. Essendo uno scienziato, sono curioso di natura, continuai dunque a scattare foto agli insetti, divertendomi, e migliorando nel contempo le mie foto anche di altri soggetti (cani, familiari, ecc). I miei maestri di fotografia furono i siti web e i forum ad essa dedicati, a cui sono tutt’oggi grato per le critiche costruttive e gli utili consigli. Spero un giorno di poter vedere pubblicate le mie foto su qualche libro per bambini o qualche altro libro educativo.
Ho scritto questo tutorial, poiché
spesso, quando posto le foto su qualche forum, la gente mi chiede
come ho fatto. Ma tenete a mente che sono solo un amatore autodidatta,
mosso da curiosità insaziabile e gusto per gli esperimenti;
così l’acronimo internet “YMMV” (i.e.,
"Your Milage May Vary") può essere perfettamente
applicato. Filosofia
Molti degli insetti sono fotografati nel loro ambiente naturale, non li uccido, nè li schiaccio, nè li incollo. Talvolta sposto qualche foglia o qualche arbusto per ottenere una visione migliore. Sempre meno spesso proverò a spostare gli insetti in posti diversi. Non ultimo, gli insetti son sempre vivi quando li fotografo e solo raramente li fotografo su muri o altre strutture umane. La cosa più importante per ottime foto di insetti è lavorare con una luce favorevole. Adoro particolarmente i primi piani, gli sfondi naturali e le fotografie dell’insetto intero con uno sfondo pulito e perfettamente sfocato. Accessori
Sono disponibili alcune immagini degli accessori.
Lenti Close-Up (Diottrie)
Una lente close-up (diottria) permette alla fotocamera di ottenere un fuoco più stretto di quello che normalmente avrebbe, ciò consente dunque all’immagine di apparire più grande perché ci si può avvicinare maggiormente al soggetto. In altre parole le diottrie si comportano esattamente come una comune lente d’ingrandimento. Le lenti close-up possono essere montate in sequenza per ottenere un potere ingranditore maggiore, io personalmente ne ho montante fino a raggiungere +27. Tuttavia il problema e che usando così tante lenti la qualità finale dell’immagine risulta peggiorata e la DOF viene ridotta drasticamente, arrivando ad essere dello spessore di un foglio di carta. Un altro problema con le diottrie è che bisogna avvicinarsi molto di più al soggetto riducendo di parecchio quella che è chiamata “distanza di lavoro”, ovvero la distanza che intercorre fra obiettivo e insetto. Per aumentare la distanza di lavoro, personalmente sono solito agganciare alle lenti close-up un teleconvertitore 2xTC, così facendo posso lavorare a maggior distanza senza disturbare l’insetto e permettendomi di cercare la luce migliore con maggiore facilità. Il problema è che col 2xTC perdo parte dell’ingrandimento. Ho provato numerose combinazioni di lenti, poiché alcune lavorano bene in combinazione, ma altre no. Per esempio, ho provato le diottrie dopo il 2xTC, ma il risultato era poco nitido. Reversing Lens
Sebbene l’uso di più lenti close-up mi abbia permesso di scattare ottime foto con un buon ingrandimento, non sono mai stato realmente soddisfatto della tecnica. Infatti non trovo una buona idea usare più di 2 o 3 lenti contemporaneamente, poiché difficilmente otterrei la qualità desiderata. Avevo letto di una tecnica che permetteva di ottenere ottimi ingrandimenti invertendo un normale obiettivo da SLR, in un articolo scritto da Chris Breeze e Guy Parsons, così come in il libro di John Shaw "Close-ups in Nature " A volte questa tecnica è chiamata "macro dell'uomo povero". Per fare questo, in primo luogo, avete bisogno dell'eventuale adattatore adatto alla vostra macchina con filettatura per montare eventuali filtri, seguito da una cosiddetta ghiera di inversione (che ha filetti maschi da entrambi i lati). Ciò vi permette di girare l'obiettivo e avvitarlo alla ghiera di inversione dal lato della lente più grande. I link dove potete trovare questa apparecchiatura sono stati presentati nella sezione Accessori. (In Italia è ormai prodotto solo più da una ditta, quindi può essere difficile reperirlo in breve tempo, tuttavia ordinandolo al vostro fotografo di fiducia ne sarete proprietari entro breve per pochi euro). Innanzi tutto ho provato questa tecnica con un obiettivo Canon 35-80mm F4.5, ma vignettava troppo (cioè compariva un cerchio visibile circondato da una maschera nera). Così sono andato in un negozio di fotografia con la mia macchina fotografica per cercare un obiettivo da 50mm (cioè, normale). Così comprai un obiettivo Pentax 50mm F1.4. F1.4 significa che è un obiettivo veloce (cioè, risulta molto luminoso). Di conseguenza dà una vignettatura minima (che appare come un leggero scurirsi degli angoli). Aggiornamento: Sembra che lo zoom aumentato della Canon G3 a differenza di quello della G1 abbia eliminato completamente la vignettatura. L'obiettivo invertito funge da potente diottria (circa +25) ed ha un'alta qualità. Devo lavorare a circa 2.5 cm dall'insetto con questa tecnica. Inoltre, devo avere la fotocamera digitale sullo zoom massimo. Ho regolato il 50mm all'apertura più larga (nel caso del mio Pentax è F1.4) ed ho regolato il fuoco all'infinito. Quindi faccio il resto con la mia macchina fotografica. Aggiungo che a volte uso una diottria subito prima dell'obiettivo invertito giusto per ottenere ancora un po' di ingrandimento. Settaggi Fotocamera
Qualche consiglio:
Luce& Flash
Questi sono alcuni consigli:
Cavalletto o No?
Circa il 90% delle mie foto di insetti sono scattate a mano, infatti non uso molto frequentemente il treppiede. Penso infatti che uno dei maggiori vantaggi delle macchine fotografiche prosumer sia l’LCD orientabile, che permette di ovviare al treppiede riuscendo a fotografare stabilmente e ad osservare al contempo l’inquadratura anche in posizioni poco agevoli. Quando uso il treppiede ritengo comodo e vantaggioso utilizzare una rotaia di messa a fuoco che mi permette di avvicinare ed allontanare la macchina fotografica di passi infinitesimali senza muovere il cavalletto. La rotaia si rivela dunque molto utile anche perché in macrofotografia la DOF è molto ristretta ed in genere preferisco bloccare la messa a fuoco e muovere la macchina avanti e indietro. Come ho già detto più su, molti dei miei scatti son fatti a mano libera, quindi ho dovuto fare esperienza per sorreggere la fotocamera con stabilità. Mi sono ingegnato in vari modi per riuscirci: spesso mi appoggio a qualche albero o qualche recinzione. Tengo i gomiti serrati lungo il corpo e sovente appoggio la macchina alla mia gamba o sul ginocchio. Quando posso cerco di appoggiare il bordo della macchina fotografica su un ceppo o su qualche altra struttura disponibile. Inoltre talvolta tengo la cinghietta della fotocamera attorno al collo o fra i denti, e al momento dello scatto spingo la macchina fotografica lontano da me mettendo la cinghietta in tensione. A breve ho intenzione di provare ad usare un monopiede. Come avvicinarsi
La mia filosofia che ho discusso più sopra è rilevante qui. Per me, fotografare gli insetti è come un grande gioco di caccia. Dovete lavorare per il vostro trofeo e diventare abili a rintracciare ed inseguire le prede sono le abilità che il cacciatore deve sviluppare. Mi diverto particolarmente a cacciare libellule, non esco ad orari speciali e non sono una persona mattiniera. Possiedo circa 3 acri che distano quasi 15 minuti da un fiume e nel mezzo ci sono alcune paludi. Dunque è per questo che in certi momenti dell'anno ho un appuntamento fisso con le libellule.
La camera oscura digitale
Più si ingrandisce, meno DOF si ha a disposizione. Non c'è da girarci intorno. Ho cercato di usare quel poco che ho meglio che potessi, oltretutto cerco di scattare l'immagine in modo che non necessiti di troppo ritocco nella camera oscura digitale. In realtà ho scoperto che questo tipo di immagini sono poche e rare. Quando lavoro nella camera oscura digitale, il mio scopo solitamente non è alterare l'immagine, ma piuttosto migliorare ciò che la macchina fotografica mi offre. Benché occasionalmente modifichi l'immagine aggiungendo nuvole nel cielo, cancellando le parti non volute, o in rari casi, rimpiazzando lo sfondo. Successivamente, ho sperimentato l'utilizzo di più immagini prese in tempi diversi, che abbiano piani focali differenti e le ho composte incrementando la DOF (io preferisco usare questo con le macro estreme perché in questo caso la DOF è molto limitata). Lo scarabeo Milkweed qui mostrato è un esempio. Qui ci sono alcuni consigli per lavorare nella propria camera oscura digitale:
Spero che queste informazioni siano utili. Buona caccia!
Commenti
Per quanto possa valere il mio commento, complimeti davvero. Hai un grande occhio. Per la miseria, queste foto sono a dir poco superspettacolari, come anche la spiegazioni!!! ![]() MERAVIGLIOSE!!! sai per caso se c'è un ordine di posizionamento per le lenti addizionali(le lentine-filtro close-up)??? ciao e complimenti ancora!!! E' sempre consigliato montare prima la lente con potenza superiore, ad esempio se hai una lente +1 e una +3 monti prima la +3 e poi la +1 ottenendo così l'equivalente di una lente +4 diottre. Resta comunque il problema del deterioramento dell'immagine, le lenti close-up danno sempre un aspetto morbido alla foto, evita di montarne più di due alla volta. Ciao a tutti vacca la bindella ^__^ belle belle belle!!!!!!!! Fotografo grandioso. Il mio idolo Per inserire commenti devi essere registrato !
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Fondato da Stefano Arcidiacono. Nota di copyright.
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