Fujifilm X100, la fotocamera digitale di 30 anni addietro...

Scritta da Stefano “Steo” Arcidiacono, sito web personale www.steo.it.

Fujifilm X100, la fotocamera digitale di 30 anni addietro…

Nel 2011 Fujifilm ha dato vita alla serie "X" puntando su una fotocamera particolare, che coniuga le caratteristiche delle digitali moderne ad un design che sembra provenire direttamente dal secolo scorso, punti di forza della X100 un’ottica fissa luminosa, realizzata su misura per il suo sensore APS-C, ed il mirino ibrido, capace di passare da ottico ad eleotronico con un tocco.

Alla Fujifilm devono aver tenuto il fiato sospeso per diversi mesi al lancio della X100, perché una fotocamera così particolare secondo me può avere solo due destini, essere dimenticata in breve tempo e quindi fare un bel flop o come è accaduto tirare a se una schiera di fan che non vogliono più uscire di casa senza averla con se, e non è difficile farlo visto la compattezza.

Tenendola in mano si ha l'impressione di essere tornati indietro nel tempo, quando le macchine a telemetro (a cui somiglia) si trovavano ancora in abbondanza nei negozi di fotografia (oggi non si trovano più nemmeno quelli…), il corpo in solido metallo è avvolto da una copertura rugosa in similpelle, ghiere anch'esse di metallo permettono di accedere ai parametri più importanti, se non fosse per il display ci sarebbe da cercare la leva per aprirla e montare quindi la pellicola.

Non è un amore? Sul lato il selettore per la messa a fuoco, la piccola leva con la linea rossa permette di cambiare tipo di mirino. Allinterno dellottica si intravede lotturatore a foglia!
Non è un amore? Sul lato il selettore per la messa a fuoco, la piccola leva con la linea rossa permette di cambiare tipo di mirino. All’interno dell’ottica si intravede l’otturatore a foglia!

Paragonarla a quello che esiste oggi è difficile, le “compatte” con sensore grande ed ottica fissa sono pochissime, tra queste forse la concorrente più diretta per caratteristiche ed aspetto è la Leica X1, decisamente più costosa e priva del particolare mirino ibrido che caratterizza la X100.

Dentro la X100 batte un sensore CMOS da 12 megapixel in formato APS-C, grande quindi come quello inserito sulle reflex di fascia medio-bassa, sensore che lavora in stretta simbiosi con l'ottica fissa 23mm f/2 di alta qualità, che nel formato 35mm equivalgono proprio a 35mm.

Una scelta abbastanza difficile nell'era moderna, che chiarisce subito, insieme ad altre caratteristiche, che non è una macchina per tutti. La X100 a mio parere è l'ideale per chi ha già esperienza con un corredo reflex e sta cercando una "compatta" che permetta in certi momenti di lasciare tutto a casa senza piangerci sopra per la qualità. La vedo molto bene anche per chi vuole fare il salto di qualità da una compatta “normale”, senza aumentare drasticamente o prendersi in carico le spese di un corredo, l’ottica fissa da un lato è un limite, ma dall’altro aiuta a “farsi l’occhio” ed a far lavorare il cervello piuttosto che la ghiera di zoom.

Due anni addietro la mia scelta in questo campo è caduta sulla Panasonic LX3, compatta con uno zoom luminoso ed un sensore leggermente più grande della media (ma sempre sul "molto piccolo"), in grado di reggere il confronto con una reflex a bassi ISO (diciamo sino a 200…), dimenticandosi però lo stesso sfocato. Qui siamo ovviamente su altri livelli, se mai il paragone potrebbe reggere con la sorellina X10 di cui vi parlerò in una prossima recensione.

Tenendola in mano risalta subito la costruzione di gran livello e la dimensione della X100, un sensore APS-C con relativa ottica non si può chiudere in un corpo proprio da "compatta", sicuramente ci può stare nella tasca di un giaccone, ma non pretendete di più, ci vuole decisamente una borsetta per trasportarla e mantenerla al meglio.

Il pulsante di scatto, attorno a cui si trova l'anello per accenderla, dove normalmente le compatte hanno il bilanciere per il controllo dello zoom, ha la filettatura per inserire il comando a filo, proprio come si usava una volta, o anche un pomellino per alzarlo e personalizzarla un po'. Accanto troviamo un piccolo tasto funzione e subito dietro la ghiera dei tempi e quella per l'esposizione. L'altro controllo principale, per l'apertura, si trova ovviamente sul barilotto dell'ottica (due "alette" permettono di muovere la piccola ghiera con facilità), insieme alla ghiera per la messa a fuoco manuale. In alto a destra troviamo in oltre una ruota per variare la compensazione dell’esposizione al volo.

Apertura, tempi, esposizione, tutti i controlli principali sono a portata di mano, è un piacere usarli!
Apertura, tempi, esposizione, tutti i controlli principali sono a portata di mano, è un piacere usarli!

Dove sono i programmi? Semplice, la ghiera con le aperture e quella dei tempi recano una bella "A" in rosso, quando entrambe sono su questa posizione la macchina si trova in program, muovendo la ghiera delle aperture si va in priorità d'apertura, viceversa di tempo, muovendole entrambe in manuale. Non ci sono altre modalità se non quella video, selezionabile da menù o dedicandogli il pulsante “fn”.

Sul lato destro della macchina troviamo lo sportellino con i connettori USB e HDMI, mentre sul lato sinistro un selettore cambia il fuoco tra manuale, singolo o continuo.

Il mirino ha la correzione diottrica ed una comoda gomma che non da fastidio con gli occhiali, a destra i sensori che lo attivano quando impostato in automatico.
Il mirino ha la correzione diottrica ed una comoda gomma che non da fastidio con gli occhiali, a destra i sensori che lo attivano quando impostato in automatico.

Sul retro a sinistra del display il pulsante play per visualizzare le foto, AE per cambiare la modalità d'esposizione (multi, spot, media), AF per spostare su una griglia di 49 punti quello di messa a fuoco, ed infine il tasto "View Mode" per decidere se attivare il mirino solo quando lo si usa o disattivare del tutto il display posteriore.

A destra del display il tasto AFL/AEL per il blocco dell'esposizione, il tasto "Disp Back" che permette di passare dalla visualizzazione normale a quella piena di informazioni o ad una schermata riepilogativa delle impostazioni. Il tasto RAW che originariamente serviva a impostare il formato per lo scatto successivo, ma che a gran voce in uno degli ultimi aggiornamenti è diventato personalizzabile. Il pad a quattro posizioni con ghiera e tasto centrale per accedere al menù di sistema e dare conferma delle impostazioni, che per ogni punto cardinale permette di accedere rapidamente ad alcune funzioni:

Conclude la lista dei comandi un piccolo bilanciere orizzontale posto in alto, a portata di pollice, che permette per esempio di variare l'apertura su valori non disponibili sulla ghiera e premendolo di ingrandire il centro dell'area inquadrata.

Ci vuole poco a memorizzare la posizione dei pulsanti e cominciare a familiarizzare con la loro funzione, forse l'unica cosa un po' piccola per le mie mani è il pad con ghiera, in particolare il pulsante centrale "annegato", che mi viene più facile premere con l'unghia piuttosto che con il polpastrello.

Infine parliamo del mirino, avete presente quelle finestrelle piccole e buie delle compatte? Dimenticatevele…

Il mirino della X100 è grande, luminoso ed ibrido!

Avvicinando l’occhio al mirino si vede il mondo attraverso una serie di lenti, su cui sono proiettate tutte le informazioni del caso come sugli HUD degli aeri da combattimento, in pratica tramite un prisma viene riportato quanto presente sul piccolo LCD disposto sotto il mirino. Quando necessario basta commutare tramite la leva posta accanto all’ottica e la macchina provvede a chiudere il mirino con una tendina e visualizzare l’immagine tramite il display LCD, così come arriva dal sensore. Molto utile quando la luce comincia a scarseggiare e dal mirino ottico non si vede poco e niente, necessario per utilizzare la modalità macro (il cambio avviene in automatico in questo caso), perché l’errore di parlasse dovuto alla distanza tra mirino ed ottica a brevi distanze si fa importante rendendo di fatto inutilizzabile il mirino ottico.

Visto la difficoltà nel fotografare il mirino prendo in prestito una schermata dal sito dedicato alla X100.
Visto la difficoltà nel fotografare il mirino “prendo in prestito” una schermata dal sito dedicato alla X100.

Ovviamente nulla vieta di usare la macchina tramite il display posteriore…

Com’è la X100 sul campo?

La X100 è una macchina che si lascia usare con piacere ed avere a disposizione le ghiere con i controlli principali invoglia a sperimentare provando impostazioni diverse per vedere come si comporta e cosa ne esce fuori.

La messa a fuoco è stata migliorata in modo quasi “miracoloso” con vari aggiornamenti da quando è uscita, da quello che ho potuto vedere la macchina risponde prontamente, anche con soggetti in movimento, certo non la vedo come macchina per andare a fotografare eventi sportivi…

La messa a fuoco manuale è un po’ laboriosa, la ghiera non è direttamente connessa al sistema, ma invia gli impulsi al computer di bordo che ordina all’ottica di muoversi di conseguenza, sul display e nel mirino una scala indica la distanza di messa a fuoco attuale e la profondità di campo, per andare da un estremo all’altro preparatevi per un bel po’ di giri…

Per fortuna anche in manuale si può sfruttare AFL/AEL, così da far lavorare il sistema automatico per poi rifinire “a mano” la messa a fuoco.

La macchina risponde velocemente una volta messo a fuoco il soggetto, con la SD di classe 6 con cui l’ho provato è andato tutto abbastanza bene, senza attese particolari, comunque vi consiglio di mirare alla scheda più veloce che potete acquistare, sopratutto se scattate in RAW può diventare il collo di bottiglia.

A proposito di file, la X100 produce delle ottime Jpeg e consente di modificare il modo in cui le genera attraverso la scelta di pellicole famose prodotte ovviamente da Fujifilm, che il software di bordo provvede a “simulare”, troviamo così la Velvia, l’Astio o anche la Provia.

Serve un po’ di allenamento per imparare ad utilizzare il mirino ottico, sopratutto per chi proviene da una reflex, qui l’immagine non passa dall’obiettivo, ed è lievemente spostata rispetto a quest’ultimo, bisogna quindi imparare a valutare la distanza dal soggetto per capire dove si sposterà la cornice che indica l’area inquadrata; può sembrare complicato, ma in realtà dopo mezza giornata comincia a diventare un qualcosa di automatico.

Mi piacciono due cose del mirino ottico della X100, la posizione e la copertura decisamente più ampia dell’area inquadrata. La posizione perché non bisogna stare col naso piantato sul display posteriore e consente con un po’ di pratica di tenere entrambi gli occhi aperti, così da avere una visuale di tutto ciò che accade attorno, la copertura per lo stesso motivo, consente di vedere cosa c’è appena fuori dall’inquadratura e rende più facile la composizione.

Un po’ di foto

Quello della riconsegna non è stato un bel giorno, avrei voluto tenerla con me almeno un paio di settimane in più, e l’avrei sicuramente acquistata se nella mia vita non fosse entrata la sorella maggiore, la X-Pro1. Non nascondo che non mi spiacerebbe averle entrambe, ma la X-Pro1 ha ampiamente prosciugato le risorse allocate per la fotografia, quindi per il momento non si può…

Cominciamo con la prova ISO e poi un po’ di foto:

ISO 1600 - Sopra la Jpeg, sotto il file RAW importato da ACR senza modifiche, lo stesso per le prove seguenti.
ISO 1600 - Sopra la Jpeg, sotto il file RAW importato da ACR senza modifiche, lo stesso per le prove seguenti.
ISO 3200
ISO 3200
ISO 6400
ISO 6400

Come vedete ho omesso gli scatti sotto ISO 1600, visto le prestazioni non c’è molto da vedere, a la Jpeg è pulitissima e lo stesso si può ottenere lavorando un minimo sul file RAW. A ISO 3200 la situazione non peggiora molto così come a 6400 che per i miei gusti è più che utilizzabili, sopratutto tenendo conto del fatto che i colori rimangono coerenti. Molto interessante!

Aquiloni in controluce - ISO 200 1/750 a f/9.
Aquiloni in controluce - ISO 200 1/750 a f/9.
Luna rossa - ISO 3200 1/50 a f/2.
Luna rossa - ISO 3200 1/50 a f/2.
Il peschereccio - ISO 200 1/500 a f/8.
Il peschereccio - ISO 200 1/500 a f/8.
La barca affondata - ISO 200 1/160 a f/8.
La barca affondata - ISO 200 1/160 a f/8.

Concludendo

Senza pensarci troppo sicuramente la compatta migliore che ho provato sino ad ora, all’altezza di essere confrontata con un kit reflex, e se consideriamo le ottiche che offrono i kit di fascia bassa vince per qualità senza problemi. Ovviamente non è una reflex e non ha la stessa malleabilità, l’ottica è di alta qualità ma è a focale fissa e non si può cambiare, questo a seconda dei punti di vista può essere un pro o un contro, io la vedo come un buon modo per imparare a fotografare in quanto pone dei limiti che nel possibile si possono superare con un po’ di ingegno (e camminando) e permette di affinare meglio le proprie capacità, visto che col tempo si finisce per capire cosa inquadrerà prima di mettere l’occhio nel mirino. Per concludere potrei dire, volete una macchina piccola da portare con voi e non volete entrare nel girone infernale dei corredi? Comprate la X100, ve ne innamorerete!



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