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Recensione Panasonic Lumix LX7 con mirino LVF2

Recensione Panasonic Lumix LX7 con mirino LVF2

di Stefano Arcidiacono, sito web personale.

Sono passati due anni da quando ho recensito la LX5 e credo almeno 4 da quando la LX3 è con me, con piacere provo l’ultima arrivata della serie, che tra le migliorie vanta un miglior contenimento del rumore ed un’ottica più luminosa del modello precedente, un Leica 24–90 f/1.4–2.3, vediamo come si comporta.

 

Panasonic LX3 e Lx7 a fianco

 

La LX3 (a sinistra nella foto) può vantarsi di aver contribuito rilancio al mercato delle compatte “professionali”; nel momento in cui è uscita la “nicchia” era un po’ stagnante, l’ottica luminosa, le buone prestazioni ed il supporto al formato RAW ne fecero allora la compatta d’elezione di molti fotografi, me compreso. Da allora il mercato è decisamente cambiato, la LX7 (a destra nella foto) si trova a combattere oggi con una concorrenza agguerrita, fatta di modelli dal look retrò come la Pentax MX–1 e la Fujifilm X20 o la Canon S120 che punta molto sulla compattezza.

Veniamo a noi, la LX7 si trova su Amazon sui 400 euro circa, a cui dovete aggiungere circa 240 euro se volete il mirino elettronico orientabile LVF2, interessante ma ovviamente non strettamente necessario.

 

Panasonic LX7

 

Costruita in metallo come i modelli precedenti, tra le mani offre la sensazione di uno strumento solido e fatto per resistere ai maltrattamenti.

L’obiettivo, adesso circondato da una ghiera che riporta i diaframmi da f/1.4 a f/8, offre uno zoom stabilizzato equivalente ad un 24–90mm si cela un sensore CMOS da 1/1,7 pollici con 10 megapixel a disposizione. Tra la ghiera ed il corpo macchina due selettori che accompagnano da tempo la serie, quello sopra l’obiettivo permette di cambiare al volo l’aspetto (1:1, 4:3, 3:2, 16:9), mentre il secondo, posto nella parte sinistra del piccolo barilotto controlla il tipo di messa a fuoco, automatica, automatica con modalità macro o manuale.

Durante la messa a fuoco manuale la distanza si modifica con il bilanciere posto sul dorso o con il pad, come assistenza viene ingrandito lo schermo e mostrata una scala delle distanze con una barra che indica la profondità di campo, non c’è il focus peaking ma l’ingrandimento molto contrastato da una buona idea di dove cadrà il piano di messa a fuoco.

Silla parte frontale infine, alla destra del barilotto troviamo una led rosso di assistenza alla messa a fuoco, per quando l’illuminazione ambientale non è sufficiente. In generale posso dirvi che il sistema di fuoco automatico svolge bene il suo lavoro e velocemente, in fondo non ha molto da “muovere”, se consideriamo che realmente l’ottica è un 4.7–17.7mm!

 

Panasonic LX7, parte superiore

 

Nella parte alta del corpo macchina troviamo a sinistra il piccolo flash a scomparsa, sempre utile per qualche schiarita. Proseguendo in linea con il barilotto ci sono i due microfoni per la registrazione dell’audio stereo (la macchina può registrare filmati in Full-HD), posti davanti alla slitta accessori, che a sua volta si trova sopra il contatto elettronico per il mirino esterno; un tappo su misura provvede a coprire e proteggere sia la slitta che il contatto.

Arriviamo quindi alla ghiera con i programmi, dove troviamo le modalità PASM, una modalità video, due completamente personalizzabili, la modalità scena, quella “controllo creativo” e “Auto intelligente” in cui la macchina provvede da sola a selezionare il tipo di scena adatta allo scatto.

Dopo la ghiera troviamo il pulsante di scatto annegato nel bilanciere per lo zoom, un tasto “rosso” per avviare al volo la registrazione video ed infine la leva di accensione.

 

Panasonic LX7, parte posteriore

 

La parte posteriore della macchina è monopolizzata dal grande schermo da 3 pollici formato 3:2, dotato di 920 mila pixel, praticamente il doppio del modello precedente. In alto a destra la ghiera/pulsante tutto fare (un po’ troppo annegata per il mio pollice…) ed alla sua sinistra un piccolo bilanciere che serve sia per la messa a fuoco manuale che per attivare il filtro ND integrato, un’aggiunta piacevole. In basso a destra troviamo il pad di navigazione circondato da 4 pulsanti per le varie funzioni essenziali nell’uso della macchina.

I menù come da tradizione sono due, quello principale a schede e quello “veloce” che sovrappone le principali impostazioni sullo schermo, permettendo di modificarle velocemente.

 

Panasonic LX7, parte laterale destra

 

Sul fianco destro uno sportellino nasconde l’uscita HDMI ed un connettore che se non erro fa sia da USB che da AV.

 

Panasonic LX7, parte inferiore

 

Per concludere, sul fondo della macchina troviamo l’attacco per treppiedi, decentrato rispetto all’ottica, e lo sportellino che da accesso al vano dove inserire la batteria proprietaria e la scheda di memoria SD, la macchina comunque dispone di circa 70 MB di memoria interna, che possono sempre tornare utili.

Funzioni varie e particolari…

Partiamo dalla novità più interessante, la ghiera dei diaframmi, impostando la macchina in “A” o in “M” si può controllare l’apertura ruotando l’apposita ghiera posta attorno al barilotto. Dato che l’apertura massima diminuisce aumentando la focale, con lo zoom impostato al massimo l’apertura andrà a f/2.3 anche se la ghiera è ferma a f/1.4. Una doppia riga sul display mostra comunque in modo elegante le aperture disponibili ed il relativo tempo, da notare che la riga del tempo tiene conto dell’impostazione ISO; se il valore è impostato su automatico la macchina mostrerà il tempo più veloce possibile sin quando non si supera il tetto massimo dell’ISO impostabile; più facile da vedere che da spiegare…

Come detto la LX7 ha un bel filtro Neutral Density integrato, che serve per diminuire drasticamente la luce in arrivo al sensore come se si mettesse, scusate il paragone, un occhiale da sole davanti all’obiettivo. Nel caso della LX7 si tratta di un ND da 3 stop, in pratica se la macchina si trova a f/2.8 attivandolo si passa a f/8, a parità di tempo e ISO. All’interno del menù un’opzione denominata non so perché “Schema programma”, permette di definire come la macchina userà il filtro quando si trova in “P”, abbiamo 3 possibilità:

Premendo il tasto DISP. possiamo fra le altre cose attivare un’altra novità, la livella elettronica che fa sembrare il mirino il display di un caccia ma aiuta tantissimo a fare dei bei panorami dritti.

Fra parentesi da menù è possibile scegliere se avere le informazioni sovra-imprese in basso ed in alto o ottenere in basso una barra nera con i parametri di scatto in stile reflex, a scapito di una visuale un po’ più stretta sul monitor.

Nel menù di sistema troviamo poi la “ripresa ritardata”, che consente di impostare la macchina per eseguire un certo numero di scatti ad intervalli regolari; al momento giusto la macchina si accende da sola, tira fuori l’obiettivo, fa lo scatto e si spegne, in attesa del prossimo. I fotogrammi vengono memorizzati in una sequenza visibile sulla macchina come fosse un filmato.

Infine tra le novità del programma “scena” troviamo il panorama automatico e la ripresa in HDR; basta premere il tasto di scatto impugnando saldamente la macchina perché questa effettui 3 scatti al volo e li unisca per aumentare la gamma dinamica.

Mirino elettronico DMW-LVF2

Insieme alla LX7 ho ricevuto il mirino aggiuntivo DMW-LVF2, un’unità che va montata sulla slitta accessori della macchina (è compatibile anche con la GX1), inserendola nel connettore proprietario da cui ricava dati ed alimentazione.

 

Panasonic LX7 con mirino aggiuntivo LVF2

 

All’interno dell’unità, inclinabile di 90 gradi, troviamo un display LCD da 1.44 megapixel, che mostra il 100% del campo inquadrato ed ovviamente tutte le informazioni di scatto.

L’unità LVF2 costa tanto in rapporto al prezzo della macchina ed esclude la possibilità di utilizzare contemporaneamente accessori esterni tramite la slitta, detto questo la sua utilità è indubbia, soprattutto al sole è molto più comodo da utilizzare del display principale, in condizione di scarsa luce come tutti gli EVF tende ad essere un po’ lento nell’aggiornamento.

Qualità ed usabilità

Come da tradizione della serie la LX7 è ricca di comandi e tra ghiere, pad e menù rapido tutti quelli più importanti sono facilmente accessibili, l’aggiunta della ghiera dei diaframmi ha reso lavorare in Av un piacere.

Com’è qualitativamente il sensore della LX7? Pur essendo solo da 1/1,7 pollici già la LX3 aveva dimostrato di avere una qualità impeccabile a ISO bassi, ed in questo senso le cose non sono cambiate, a ISO 100 le immagini sono perfette, ma come si comporta aumentando la sensibilità?

 

Panasonic LX7, olive a ISO 3200

 

La foto sopra è scattata a f/4 con un tempo di 1/2000 a ISO 3200, la riduzione per includerla nell’articolo ovviamente la fa apparire meglio di com’è, vediamo un dettaglio al 100%:

 

Panasonic LX7, olive a ISO 3200 in dettaglio

 

L’algoritmo interno si mangia un po’ di dettaglio nel tentativo di contenere al massimo il rumore, comunque il risultato, considerando che parliamo di ISO 3200, per un sensore così piccolo non mi sembra male, ma forse si può fare di meglio…

 

Panasonic LX7, olive a ISO 3200 da file RAW

 

Questa è la jpeg prodotta da Lightroom 5 partendo dal file RAW della stessa foto, elaborato un minimo per migliorarne il contrasto, adesso passiamo all’ingrandimento:

 

Panasonic LX7, olive a ISO 3200 da file RAW in dettaglio

 

Decisamente il risultato è diverso e migliore per i miei gusti, il controllo del rumore ottenibile sul file RAW è superiore e pregiudica meno i dettagli.

 

Panasonic LX7, confronto ISO 100 con 6400

 

Il massimo a cui si può spingere la LX7 in termini di sensibilità è ISO 6400, nell’immagine sopra lo stesso scatto a ISO 100 e proprio a 6400, preso dai file jpeg generati dalla camera. Decisamente la perdita di dettaglio a 6400 è evidente, volendo si potrebbe usare in bianconero e tirando fuori qualcosa dal file RAW, giusto se tra luminosità dell’obiettivo e stabilizzazione non si riesce a farne a meno.

Conclusioni

La LX7 continua la tradizione della serie proponendo nuove soluzioni per attrarre un pubblico alla ricerca sia di qualità che di uno strumento che non faccia rimpiangere i controlli di una reflex; ed in questo senso la ghiera dell’apertura ed il filtro ND incorporato sono apprezzabili novità.

L’ottica luminosa aiuta nell’ottenere un po’ di sfocato con il piccolo sensore da 1/1,7 e anche grazie al miglioramento del rapporto segnale/rumore sino a ISO 3200 si possono ottenere immagini utilizzabili.



Commenti

Mostro 2 commenti, dal più recente:Discendente

Olly
L'ho acquistata un paio di mesi fa e devo dire che mi trovo molto bene, non l'ho ancora utilizzata al 100% delle sue potenzialità (la mia pigrizia legata alle istruzioni è leggendaria...) ma trovo davvero che sia una ottima compatta, l'obiettivo è davvero buono. Grazie per questo tutor, così adesso sono invogliato a tornarci sopra...
Ah, potresti inserirla nell'elenco del corredo? Ciao!
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Inserito da Olly Utente di Photorevolt il 20/11/2013 alle 12:02:02

SteO
Certo, inserita Olly!
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Inserito da Stefano "SteO" Arcidiacono Amministratore di Photorevolt il 21/11/2013 alle 00:02:14


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