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Recensione Canon EOS 100D con EF-S 18-55mm IS STM

Recensione Canon EOS 100D con EF-S 18-55mm IS STM

di Stefano Arcidiacono, sito web personale.

Quando ho aperto la scatola e l’ho vista per la prima volta mi è sembrato per un momento di vedere un cucciolo della EOS 6D che ho recensito prima di questa, ha tutti i pulsanti e le ghiere delle altre EOS, ma sono concentrare in uno spazio da mirrorless, solo che qui c’è uno specchio dietro al bocchettone e ci si può montare su tutto il corredo EOS, che piccola!

Il bicchiere di rum è pieno, la pipa è carica, di sottofondo una bella radio che trasmette solo blues, d’avanti alla tastiera la piccola EOS 100D, giusto se non dovessi ricordarmi qualche particolare, anche se dopo un mese oramai la conosco bene e devo dire che mi ci sono divertito tanto.

Canon EOS 100D

In fondo succede così, quando una fotocamera per un motivo o per l’altro non mi piace finisco per scrivere velocemente la recensione, al contrario mi metto a provarla e rinvio sempre, finendo per farla all’ultimo momento o anche dopo la riconsegna dell’apparecchio.

Se volessi convincere in breve un’amico a comprarla gli direi: La Eos 100D è una macchina costruita attorno al bocchettone nel modo più compatto possibile, ma comunque con una buona impugnatura e dei comandi usabili, un sensore APS-C da 18 megapixel ottimo, un sistema di messa a fuoco ibrido che va benissimo anche quando si mira col display e quest’ultimo si può personalizzare nel colore dell’interfaccia ed è pure touch. Ah, si trova a 500 euro con un’obiettivo veloce, silenzioso e di buona qualità.

Immagino però che voi siate un po’ più esigenti dell’amico di sopra, quindi vediamo di vederla per bene, sotto ogni aspetto.

Design e comandi

La Canon EOS 100D come dicevo è piccola, ma anche leggera con i suoi 400 grammi, obiettivo escluso. Prendendola in mano si nota che l’impugnatura è piccola ma ben sagomata e con un materiale rugoso che consente una presa sicura con una sola mano; certo non la consiglierei a chi ha delle mani molto grandi, o quanto meno provatela prima.

Canon EOS 100D, parte sinistra

Tenendola con due mani, a portata delle dita di quella sinistra troviamo il tasto per sbloccare l’ottica, il pulsante per chiudere il diaframma a quello selezionato (l’anteprima della profondità di campo) ed il tasto per aprire il flash pop-up, subito dietro il piccolo emettitore la slitta accessori compatibile con tutto il sistema EOS. Appena sopra il logo c’è un led! Per un momento avevo pensato ad un’illuminatore AF ed invece no, l’aiuto all’autofocus come sulle altre EOS è fornito d brevi lampi emessi dal flash, il led si accende dopo il suo intervento e serve a ridurre l’effetto occhi rossi ed anche come luce per l’auto-scatto.

Sotto il palmo della mano sinistra lo sportellino che copre i vari connettori, fra cui anche quello del microfono, sicuramente utile per chi vuole usarla anche come videocamera Full-HD. Dal lato opposto, diciamo quello delle impugnatura, non c’è niente, la scheda di memoria si trova nel vano sottostante, insieme alla batteria LP-E12 da 875 mAh.

Canon EOS 100D, vista posteriore

A portata del pollice della mano sinistra i pulsanti MENU e INFO, disposti alla sinistra del mirino, basato su un penta-specchio, con copertura di circa il 95% della scena reale, non grandissimo ma ci si può vivere benissimo.

Nel mezzo, tra le due mani, il grande monitor LCD da 3 pollici (7,7cm) con 1.040.000 punti, sensibile al tocco e, cosa che mi è particolarmente piaciuta, personalizzabile nel colore; io ho scelto la schermata riepilogativa con informazioni rosse su fondo nero, ben visibile di notte così come di giorno.

Sulla schermata riepilogativa c’è un tasto “Q” che attiva il touch-screen, per evitare di cambiare impostazioni senza farci caso, fatto questo premendo sulle varie icone una guida (disattivabile) offre una breve spiegazione di ciò che si sta per fare. Sia la prima schermata che quelle interne ad ogni funzione sono utilizzabili con il pad e la ghiera a portata della mano destra, ed il tasto centrale del pad permette di entrarvi così come la pressione della “Q” sullo schermo.

Canon EOS 100D, la plancia dellindice destro!

La mano destra detiene ovviamente il potere, sotto l’indice il tasto di scatto, ma anche un tasto morbido al tatto che permette di accedere rapidamente al menù per selezionare l’impostazione ISO, da automatica a 12.800.

Subito dietro, con la collaborazione del pollice si può ruotare la ghiera dei programmi, non mancano le classiche modalità PASM, una modalità completamente automatica, ed altre 7 impostazioni che permettono di accedere a vari tipi di scena pre-impostati, fra cui ho trovato sotto “SCN” anche una modalità HDR che usa la combinazioni di 3 scatti per aumentare la gamma dinamica. A destra della ruota dei programmi la leva che accende la macchina in modalità “fotografica” e spingendo oltre direttamente in quella per girare filmati.

Passiamo alla parte posteriore, in alto il pollice ha “sotto dito” la regolazione diottrica dell’oculare, quindi un tasto che in modalità “fotocamera” attiva la visualizzazione sul display, mentre quando la macchina fa la “videocamera” serve avviare e bloccare la registrazione dei filmati.

Più a destra il pulsante per selezionare i punti di messa a fuoco, ovviamente si può selezionare un solo punto tra i 9 disponibili con un bel tocco sullo schermo o usando la ghiera anteriore, in questo caso anche senza staccare l’occhio dal mirino ottico.

Più in basso abbiamo il tasto “Av” per cambiare il diaframma quando la macchina è impostata in “M” o la compensazione dell’esposizione nelle altre modalità. La compensazione va da –5 a +5, ma viene mostrata nel mirino ottico solo da –2 a +2, dopo questi valori si vede una “freccia” ad indicare che va oltre i 2 stop.

Ancora più in basso troviamo il pad a quattro direzioni con tasto centrale, il tasto per vedere le foto, quello per cancellarle ed infine il led che indica la scrittura sulla scheda SD.

Canon EOS 100D, vista da sotto, la scheda SD si trova accanto alla batteria.

Sotto, la filettatura per il treppiedi ben centrata rispetto all’obiettivo e lo sportello che contiene la batteria e la scheda di memoria, il comparto è abbastanza spostato dal centro (eh!) da non essere bloccato dalle teste dei due treppiedi in mio possesso, entrambe a sfera e con piastra tonda abbastanza piccola, immagino che con le piastre quadrate non sia lo stesso.

EF-S 18–55mm IS STM

Parliamo un po’ dell’EF-S 18–55mm IS STM, in confronto alla prima serie di “18–55” quest’ottica sembra quasi un modello “professionale”, intendiamoci sempre di un ottica realizzata interamente in plastica si tratta, bocchettone compreso, ma la plastica ha un piacevole effetto “tropicalizzato”, la ghiera focale e ampia e comoda e davanti ad essa si trova una vera ghiera di messa a fuoco, piccola ma funzionale.

Ai due estremi delle focali disponibili il barilotto esce dalla parte anteriore, ma non più di un dito nella massima posizione, in ogni caso la lente frontale non ruota, quindi nessun problema con i filtri polarizzatori o con le slitte per filtri tipo Lee e Cokin.

I due comandi dellottica EF-S 1855mm IS STM.

L’obiettivo è stabilizzato e fornito del relativamente nuovo motore STM, silenzioso ed in grado di fornire la messa a fuoco continua quando si usa il display per foto e video. Tra parentesi al contrario degli USM dove l’accoppiamento della ghiera di messa a fuoco è diretto qui il movimento del gruppo di fuoco è comandato elettronicamente, ma vi assicuro che se non l’avessi letto non me ne sarei accorto; la ghiera è fluida e la risposta sia sul mirino che nel display immediata.

Qualità e sensibilità del sensore

Aperta la scatola e vista per la prima volta la EOS 100D la prima cosa che mi è venuta in mente è stata più o meno “capperi, è più piccola della X-Pro1”, ed in effetti mettendole accanto il risultato è questo:

La Canon EOS 100D accanto alla mirrorless Fujifilm X-Pro1

Ad onor della cronaca sulla Fujifilm c’è montata l’impugnatura aggiuntiva, che la fa apparire più alta della 100D, comunque il peso è molto simile così pure l’ingombro anche se sviluppato in modo diverso. La X-Pro1 è praticamente un “mattone arrotondato”, largo e stretto, mentre la EOS 100D è più stretta vista davanti, ma allungata in profondità, per via dello specchio e dell’impugnatura relativamente ampia.

Sono due modi molto diversi di costruire una fotocamera, accomunati dal contenimento del volume e del peso. Un’altro elemento comune è il sensore CMOS in formato APS-C, 18 megapixel sulla Canon EOS 100D, 16 megapixel “X-Trans” sulla Fujifilm X-Pro1.

A questo punto, con le due macchine a portata di mano e le giornate di pioggia di questo periodo, piuttosto che la classica serie di scatti in esterni vi propongo un confronto per vedere un po’ come si comportano le due macchine (ed i due sistemi) in studio, davanti allo stesso soggetto.

Dunque, foglio bianco arcuato per fare sia da base che da sfondo, soggetto nel mezzo, luce proveniente dalla lampada pilota di una monotorcia con ombrello bianco, posta in alto a destra del soggetto, macchine messe sul piccolo treppiedi da tavolo Manfrotto Pixi.

Differenze d’uso:

- Canon EOS 100D: mira sul display posteriore, impostazioni e scatto con ritardo di 2 secondi, tutto dallo schermo touch, tranne l’iso che ha il suo bel tastino dedicato.

- Fujifilm X-Pro1: mira dal display posteriore, impostazioni tramite le ghiere dedicate e scatto con il cavo a vite.

Ho messo entrambe le macchine in AV con la compensazione a +1, sulla Fujfilm per cambiare il parametro c’è una ruota fisica, sulla EOS 100D si preme col dito sulla scala di compensazione e si usa la ghiera; sulla Fuji è più immediato, sulla Canon c’è la possibilità di spingersi sino a 5 stop. Sulla Canon ho impostato lo zoom a 35mm per avere un’equivalenza con l’ottica fissa Fuji, cominciamo…

Canon EOS 100D, ISO 200 Fujifilm X-Pro1, ISO 200

Differenza lampante il bilanciamento del bianco, motivo principale per cui da sempre su Canon scatto in RAW o imposto il bilanciamento prima di iniziare una sessione di lavoro. Diciamo che mi aspettavo questa differenza, ma vediamo un paio di dettagli delle due foto:

Comparazione a ISO 200

Entrambi i sensori tirano fuori dettagli praticamente invisibili a occhio nudo a questa distanza (meno di mezzo metro), la “rete” che si vede nello scatto della Fuji è appena percettibile a occhio nudo, probabilmente la mancanza del filtro anti-alias presente sulla Canon la fa apparire così marcata. La piccola 100D dal canto suo mi sembra restituire più dettaglio nella texture che ricopre la scatola, onestamente mi sarei aspettato il contrario, per via delle differenze costruttive tra i due sensori.

Comparazione a ISO 200

Altro particolare molto interessante, a f/5.6 lo zoom Canon riesce a mostra le sottili linee attorno alla cornice della scritta “Monopolio fiscale”, praticamente invisibili nello scatto della Fuji; badate che parliamo di un particolare che si vede con la lente di ingrandimento, non so se mi spiego!

Comparazione a ISO 200

Passiamo alla zampa del peluche, qui la Fuji ha una resa leggermente migliore; i singoli peli sono meglio distinti, ma parliamo di una differenza che potrebbe nascere anche dal diverso trattamento delle Jpeg fatto dalle due macchine.

Vediamo cosa succede alzando la sensibilità, partiamo da ISO 3200, dove comincia a vedersi la differenza fra i due sensori:

Canon EOS 100D, comparazione ISO 3200

Passiamo a ISO 6400:

Canon EOS 100D, comparazione ISO 6400

Ed in fine a ISO 12.800, che sulla Fujifilm è disponibile solo per scatti in Jpeg:

Canon EOS 100D, comparazione ISO 12800

Ho dato un’occhiata ai file RAW prima di proseguire ma il risultato non cambia, nella capacità di contenere il rumore la X-Pro1 ha un vantaggio evidente.

Comunque il risultato della EOS 100D non è da prendere per brutto, come potete vedere nella foto a seguire anche a ISO 12.800 i colori sono fedeli allo scatto fatto a ISO 200, un minimo di lavoro di post-produzione ed anche questo valore è praticamente utilizzabile.

Canon EOS 100D a ISO 12.800

Bene, lo strano confronto è finito, dico strano perché i due contendenti fanno parte di classi completamente diverse, considerate che il solo 35mm Fujifilm costa quasi quanto la Canon EOS 100D, ed ovviamente se cominciamo a fare test a tutta apertura il divario tra le due ottiche si vede chiaramente.

Considerando che tra il solo corpo ed il kit con il 18–55 STM ci sono 80 euro circa di differenza per me non c’è storia; anche se possedete ottiche migliori, questa è l’ideale per andare in giro leggeri con la 100D, mantenendo una qualità per i miei gusti molto interessante.

Conclusioni

Non fatevi ingannare dalle dimensioni, la piccola 100D è una fotocamera reflex della linea EOS in piena regola, con un bocchettone EF/EF-S in grado di accogliere l’infinito corredo di ottiche Canon e compatibili, dal pancake al tele più lungo e pesante.

La Canon EOS 100D è piccola ma accetta qualsiasi ottica del sistema EF/EF-S

In foto con l’EF 70–200 F4L, pur essendo il 70–200 più piccolo della serie “L” sembra un colosso sulla 100D ma questo non ne pregiudica l’uso, una mano sulla ghiera di zoom e l’insieme si regge come se la macchina non esistesse.

Se siete al primo acquisto e desiderate una reflex per me non è il caso di guardare altrove, ci sono modelli che costano meno in casa Canon, ma la costruzione e l’interfaccia non sono uguali; il display touch a pensarci sembra inutile su una reflex, ma cominciate ad utilizzarlo e poi mi direte…

Concludendo, la sostituirei volentieri alla mia vecchia EOS 400D, che ormai ha fatto il suo tempo, possiedo delle ottiche che starebbero bene su una 6D, ma prezzo a parte (che non è poco) personalmente per il tipo di fotografia che prediligo, preferisco qualcosa di più piccolo e meno vistoso come questa macchina.



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