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Recensione kit filtri Manfrotto

Recensione kit filtri Manfrotto

di Stefano Arcidiacono alias SteO (www.steo.it)

Ho ricevuto da Manfrotto un interessante kit da provare, composto da 3 filtri essenziali per la fotografia; un neutro di protezione, un polarizzatore circolare (CPL) ed uno a densità media (ND) da 6 stop. Tutti e tre i filtri sono “made in Japan”, realizzati con vetro di altissima qualità, superficie anti riflesso con rivestimento a 12 strati (16 per il ND) e vari trattamenti contro acqua, olio, graffi.

I filtri nelle loro scatoline

I tre filtri arrivano ognuno all’interno della propria confezione in plastica dura, utile per riporli al sicuro quando non si usano. Un tempo (quando era normale mettere una pellicola dentro la macchina) i filtri erano più diffusi, da un lato perché non vi era negoziante che non elogiasse le proprietà del filtro neutro (nelle varie declinazioni “UV” e “Skylight”) soprattutto come protezione della lente frontale dell’obiettivo, dall’altro perché permettevano di modificare la luce in vario modo, dal semplice colore ad effetti vari ed anche esagerati.

I filtri nelle custodie

Poi è arrivata la fotografia digitale e tanti saluti a tutti o quasi i filtri, visto che la maggior parte si possono emulare egregiamente in fase di post produzione, tranne quelli succitati e le declinazioni “sfumate” di quello a densità media, disponibili in “lastre” quadrate da montare su apposita cornice porta filtri. Vediamo un po’ in dettaglio i vari filtri, quelli da me provati su Fujifilm X-Pro1 con obiettivi XF 35mm F1.4 R e XF 18mm F2 R sono da 52mm:

 

Professional Protect Filter

Manfrotto non lo chiama “UV Filter” o “Skylight” ma semplicemente “Protect”, dichiara una capacità di trasmettere la luce del 99.3%, abbattimento dei riflessi, riduzione di flare ed immagini fantasma. Il filtro ha uno spessore di 4.2mm, escludendo la filettatura che “annega” in quella dell’obiettivo, si integra perfettamente con entrambi gli obiettivi senza produrre vignettature e nel mio caso non interferisce con il paraluce metallico, che si innesta esternamente rispetto al filtro. In pratica scompare completamente e lo si può dimenticare li attaccato a fare il suo mestiere.

Filtro protect su XF 18mm F2

Volendo usare un altro filtro lo si può tranquillamente aggiungere sul “protect”, lo spessore non è tale da influire sul 18mm, ovviamente se possedete ottiche più grandangolari le cose cambiano.

Fra i tre è quello che ha l’intervento più sottile sulle foto, soprattutto su obiettivi che hanno già un ottimo trattamento, è innegabile però che pulire la lente piatta del filtro piuttosto che quella bombata del 35mm è molto più semplice. E se come me vi siete ritrovati a fare foto vicino l’acqua salmastra per non dire con mezzo busto dentro, sapete cosa significhi pulire le ottiche dopo, meglio un graffio sul filtro che sulla lente frontale!

 

Professional CPL Filter

Manfrotto dichiara una capacità di trasmettere la luce del 90%, nella pratica non si fa caso più di tanto alla sua presenza, ruotandolo (è formato da due anelli) si regola il suo intervento sulla scena.

Il funzionamento del polarizzatore circolare richiede una pagina di spiegazioni tecniche, che non è il caso di affrontare in questa sede, più semplice invece descrivere l’effetto prodotto.

Una premessa, se avete una reflex ed utilizzate il mirino ottico, potete vedere l’effetto del polarizzatore in tempo reale, se utilizzate lo schermo o come me possedete una macchina “non reflex” le cose si complicano un pochino, ma basta usare un piccolo trucchetto. La mia macchina in particolare (Fujifilm X-Pro1), tende a compensare nel mirino elettronico le variazioni introdotte dal polarizzatore, che sembra non avere effetto, per avere un feedback migliore del suo intervento basta comporre la scena e premere a metà il pulsante di scatto per bloccare le impostazioni, a questo punto ruotando la ghiera del polarizzatore si vede senza problemi il suo intervento.

Qual è dunque l’effetto prodotto? Un bel cielo azzurro primaverile, pieno di nuvolette chiare, ruotando il polarizzatore diventa sensibilmente più scuro e di conseguenza le nuvole spiccano di più. La superficie calma di un lago, piena di riflessi, con l’intervento del polarizzatore guadagna trasparenza e si intravede cosa c’è sotto. Provatelo, potrei dire, e vi accorgerete che insieme al grandangolo, per fotografare un bel paesaggio, tirerete fuori dalla borsa il polarizzatore senza nemmeno pensarci.

Così come il filtro di protezione ha uno spessore di 4.2mm, inutile in questo caso montare il paraluce, dato che bisogna ruotarlo per ottenere l’effetto desiderato.

Foto con il filtro CPL

Foto con il filtro CPL

Foto con il filtro CPL

 

ND64 Neutral Density Filter

Infine il “neutral density”, un filtro che ha l’unica funzione di ridurre fortemente la luce, in questo caso di ben 6 stop, senza alterare i colori della scena. A cosa serve? Ad avere un diaframma più aperto o viceversa un tempo più lungo, ad esempio per fotografare un panorama luminoso con un diaframma non eccessivamente chiuso, visto che la maggior parte degli obiettivi rende meno con il diaframma chiuso al massimo. Al contrario si può presentare la necessità di avere un tempo lungo anche se c’è una luce abbondante, per esempio per sfumare l’acqua di una cascata o quella che si infrange tra gli scogli. È spesso 4.1mm, questo permette di combinarlo con il CPL non solo per sfruttare l’effetto polarizzante ma anche per ridurre ulteriormente la luce.

Foto con il filtro ND

Non avendo cascate e ruscelli a disposizione ho provato il filtro ND con le spighe di grano, macchina a f/16 più i 6 stop del filtro, il vento ha fatto il resto.

 

Conclusioni

Interessante questo kit, contiene i 3 filtri con cui partire, tutti di qualità elevata, abbastanza sottili da non dare fastidio al 18mm anche se sovrapposti. Volendo andare oltre si potrebbe aggiungere un ND8 da 3 stop (Circa 45 euro su Amazon) per avere la massima versatilità sul campo, per gli amanti di cascate e ruscelli “setosi”.

Una nota sul prezzo, su Amazon si trovano kit come questo che includono anche un paraluce universale per 10 euro! Quello che cambia è ovviamente la qualità, che nel caso dei filtri si traduce in tipo di vetro utilizzato, quantità e qualità dei trattamenti a cui sono stati sottoposti, ed anche durata, visto che trattamenti economici tendono a rovinarsi facilmente nel tempo.

Il mio consiglio quindi? Se avete investito in ottiche di qualità continuate a farlo per quello che ci mettete davanti, anche perché filtri di questa classe se maneggiati con cura sono pressoché eterni, e potete usarli con ottiche che accettano un diametro più piccolo tramite riduttori.



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