L'interesse di Cecil Beaton per la fotografia emerge già negli anni
della sua infanzia, quando, sotto la guida della sua bambinaia, che si
dedica a quest'arte per diletto, incomincia a fotografare la sorella.
Fin
dall'inizio mostra una predilezione per il ritratto artistico e
stilizzato, traendo ispirazione da maestri come il barone de Meyer ed
Edward Steichen. Beaton realizza sfondi complessi con materiali
d'effetto - specchi o fogli di cellophane - davanti ai quali fa posare
i familiari in abiti eleganti. In questi allestimenti, il fotografo
inglese pone l'accento non tanto sulla persona o sull'abbigliamento,
quanto sui valori estetici dell'atmosfera compositiva rivelando in ciò
la sua seconda vocazione: quella di scenografo e di costumista che
svilupperà appieno dal 1940 al 1970.
La
sua prima mostra fotografica, allestita in una galleria poco conosciuta
di Londra nel 1926, riscuote un grande successo che gli vale un
contratto con la rivista «Vogue» per la quale, oltre che per "Harper's
Bazaar", continua a lavorare come fotografo di moda fino alla metà
degli anni '5o. Negli anni '30, a Hollywood, ritrae le dive dei cinema
negli ambienti di sapore surreale creati con quinte inutilizzate. Nel
1937 viene nominato fotografo di corte dalla famiglia reale e durante
la seconda guerra mondiale lavora come fotografo di guerra per il
Ministero dell'informazione britannico. Le esperienze di questi anni
modificano lo stile dei suoi ritratti, che, nel dopoguerra, da
ricercato e prezioso si fa più diretto e chiaro.
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