Alfred
Eisenstaedt incomincia a scattare fotografie già a 13 anni con un
apparecchio Kodak ricevuto in regalo. Dopo la prima guerra mondiale,
all'epoca della grande inflazione, si guadagna da vivere vendendo
cinture e bottoni per conto di un'azienda di Berlino. Nel tempo libero
si dedica alla fotografia e incomincia a sperimentare gli ingrandimenti
di particolari. La pubblicazione su «Weltspiegel» della foto di una
tennista segna l'inizio della sua carriera di fotografo freelance per
molte riviste e quotidiani tra cui anche il «Berliner Tageblatt». Nel
1929 decide di dedicarsi esclusivamente a quella che fino a quel
momento era stata solo una passione e lavora per la Pacific and
Atlantic Picture Agency.
Già con il primo incarico affidatogli - realizzare un reportage
fotografico sul conferimento del Premio Nobel a Thomas Mann nel 1929 -
suscita grande attenzione. In questi anni realizza numerosi ritratti
fotografici divenuti poi famosi; tra gli altri, quello di Marlene
Dietrich, di George Bernard Shaw, ma anche di Joseph Goebbels, Hitler e
Mussolini e il reportage sulla guerra tra Italia ed Etiopia. Lavora per
la «Berliner Illustrierte Zeitung» e per altri quotidiani di Berlino e
Parigi.
A
causa della situazione politica in Germania e nella speranza di trovare
migliori possibilità di lavoro, Eisenstaedt, nel 1935, emigra negli
Stati Uniti dove, in un primo tempo, lavora per «Harper's Bazaar»,
«Vogue» e «Town and Country». Arriva a New York proprio quando la
rivista «Life» viene lanciata ed entra a far parte dei suoi
collaboratori fissi già all'inizio dei 1936.
Prima della temporanea sospensione della pubblicazione di quest'ultima
nel 1972, Eisenstaedt ha già ottenuto più di 2500 incarichi e
realizzato fotografie per più di 90 copertine; come fotoreporter non è
specializzato in nessun particolare settore, ma è entrato nella storia
della fotografia soprattutto per i suoi ritratti. Ha immortalato non
soltanto innumerevoli personaggi famosi della cultura e della politica,
ma anche uomini sconosciuti ripresi nella vita di tutti i giorni. E'
famosa la fotografia intitolata Il giorno della vittoria, l'istantanea
di un appassionato bacio durante la parata dei marine vittoriosi in
Times Square alla fine della seconda guerra mondiale.
Eisenstaedt è un pioniere della fotografia con luce naturale poiché
è tra i primi a rinunciare al flash per sfruttare l'ambiente naturale e
l'atmosfera da esso prodotto. Peter Pollack scrive di lui: «Punto di
forza delle sue fotografie è la semplicità della loro composizione. I
ritratti di Eisenstaedt rivelano chiaramente lo spirito e il carattere
della persona, famosa o sconosciuta che sia. Per la loro familiarità,
le sue opere fanno sentire partecipe l'osservatore e gli danno la
sensazione di essere presente accanto al fotografo». Eisenstaedt ha
ricevuto numerosi premi internazionali ed è tra i fotoreporter più
pubblicati dei mondo.
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