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Articoli > Robert Capa (André Friedmann)
La sua morte è la tragica conseguenza dei suo principio: «Se le tue fotografie non sono abbastanza belle, non sei abbastanza vicino». La sua capacità di sintetizzare con una sola immagine i sentimenti e il dolori di un popolo dilaniato dalla guerra civile o dalla rivolta suscita grande ammirazione. Tutte le sue opere hanno un elemento in comune: testimoniano il fascino che su di lui esercita l'uomo sempre in bilico tra la volontà di vivere e la propensione all'autodistruzione.
La grande passione per il suo lavoro ne ha fatto il più famoso inviato di guerra dei secolo; Capa ha senza dubbio fatto scuola e costituito un esempio da imitare non soltanto nel campo della fotografia, poiché la sua opera è al tempo stesso un manifesto contro la guerra, l'ingiustizia e l'oppressione. Nel 1955 è stato istituito il premio Robert Capa-Gold-Medal-Award in sua nemoria e a lui si deve l'International Fund for Concerned Photography. Il fratello Cornell Capa ha fondato l'International Center of Photography di New York, anche per conservare le opere di Robert e per renderle accessibili al grande pubblico.
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Fondato da Stefano Arcidiacono. Nota di copyright.
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Robert Capa studia scienze politiche dal 1931 al 1933 all'Università di
Berlino. Fotografo autodidatta, nel 1931 lavora già come assistente per
Ullstein e dal 1932 al 1933 per Dephot (Deutscher Photodienst, il
servizio tedesco per la fotografia). Nel 1933, si trasferisce a Parigi
dove assume il nome di Robert Capa e svolge l'attività di freelance. Le
sue fotografie della guerra civile di Spagna risvegliano grande
attenzione: la prima serie contiene già "Miliziano colpito a morte", la
sua opera finora più famosa e più discussa. Alcuni hanno sostenuto che
questa fotografia sia un falso, costruito in studio da Capa.
Tuttavia il messaggio non cambierebbe, nè il suo potere concettuale.
Per tutta la vita rimane fedele al mestiere dell'inviato di guerra:
soggiorna in Cina, Italia, Francia, Germania e Israele. Il 25 maggio
1954 muore a Thai-Binh (Indocina) per lo scoppio di una mina.



















