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Articoli > William Klein
Nel 1954, Alexander Liberman, allora art director di «Vogue», assume il giovane fotografo per la sua rivista di moda. Si inaugura così la sua attività come fotografo di moda, un percorso caratterizzato comunque dal suo atteggiamento ambiguo e ironico nei confronti del mondo della moda. Klein non vuole insistere con le pose mondane, ma «fare finalmente vere fotografie che rimuovono tabù e cliché». Utilizza grandangoli e teleobiettivi singolari, con effetti di luce di flash insoliti e con immagini in movimento volutamente sfocate. Lavora per «Vogue» sino al 1966, ma riconosce che la sua vera vocazione non è la moda, ma le «fotografie serie», come le definisce Klein stesso. Sono i reportage senza compromessi e irriguardosi su metropoli quali New York, Roma, Mosca e Tokyo, che una volta pubblicati gli valgono i maggiori successi.
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Le fotografie scattate negli anni '50 e '60, segnano per William
Klein il rifiuto senza compromessi delle regole della fotografia allora
imperanti. Klein comincia la sua carriera artistica nel 1948 a Parigi,
dove studia pittura. All'inizio degli anni '50 scopre la passione per
la fotografia che inizialmente utilizza come mezzo espressivo astratto.
Ben presto rimane, però, affascinato dalle possibilità che la
fotografia offre di occuparsi del mondo reale.
Nel 1961, Klein rinuncia alla fotografia a favore del cinema, con
l'eccezione per incarichi per riviste e pubblicità. A seguito del suo
rinnovato impegno politico e grazie agli allestimenti insoliti, si
colloca in una posizione di outsider. Soltanto all'inizio degli anni
'80 Klein riprende a fotografare e in quell'occasione vengono
riscoperte e apprezzate anche le sue prime fotografie.


















