Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni leggere la nostra informativa.
Chiudi
Macro

Macro

di Giorgio Fattori (Digital Fish Eye)

Questo articolo è stato cortesemente fornito da Giorgio Fattori di Pipam.com, sito WEB dedicato ai pescatori a mosca.

Abbiamo da poco acquistato o ricevuto in regalo la nostra prima fotocamera digitale compatta e nell'attesa di poterla mettere alla prova sul campo, o meglio sul fiume, proviamo a scattare qualche foto alle mosche che in previsione dell'apertura stiamo preparando. La nostra fotocamera, indipendentemente dal livello qualitativo, è dotata della funzione Auto con cui è possibile inquadrare la scena che vogliamo ritrarre, premere il pulsante di scatto e dopo alcuni secondi ammirarne il risultato. Ma a volte ciò che vediamo riprodotto sul monitor LCD della fotocamera, sul televisore del salotto o sullo schermo del computer non corrisponde alle nostre aspettative. L'euforia dei primi momenti ci abbandona e ne prende il posto un misto di delusione e rabbia: "Come, abbiamo speso un mucchio di quattrini e ora le foto delle nostre "creature pelose" sono meno belle di quelle che appaiono su riviste come Fly Line?"

Non lasciamoci prendere dal panico! Lo strumento che abbiamo tra le mani è un gioiellino di tecnologia applicata, progettato per soddisfare le esigenze del fotografo medio in condizioni i cui parametri rientrano nella normalità, fotograficamente parlando. Quando, però, cerchiamo di sfruttare le capacità di una digitale compatta in condizioni al di fuori di questi parametri i risultati potrebbero non essere soddisfacenti se non interveniamo personalmente su alcuni controlli fotografici e non adottiamo degli accorgimenti atti ad aiutare la fotocamera a svolgere il proprio compito in modo corretto.

Informazioni tecniche

Ho pensato di inserire a questo punto una serie di informazioni che potranno sembrare banali a chi si è preso la briga di leggere attentamente il manuale d'uso della propria fotocamera o a chi ha già una certa esperienza di fotografia. Ma per capire come sfruttare la nostra fotocamera è necessario conoscerla a fondo in ogni aspetto.

Sensore

Ogni fotocamera è dotata di un sensore che contiene un determinato numero di pixel. Questi sono gli elementi sensibili alla luce che danno luogo all'immagine digitale. In base al numero di pixel contenuti nel sensore è possibile ottenere immagini di differente dimensione massima. per ottenere buone foto macro è necessario un sensore da almeno 3 milioni di pixel, altrimenti le immagini saranno troppo piccole perfino sullo schermo del nostro computer.

Zoom ottico

Le fotocamere digitali compatte sono dotate di un obiettivo non intercambiabile. Sebbene alcuni produttori abbiano scelto di montare obiettivi a focale fissa su certi loro modelli di fotocamere (vedi Sony in particolar modo), anche le digitali compatte economiche sono dotate di obiettivi a focale variabile (zoom). Gli zoom possono essere OTTICI o DIGITALI. Lo zoom ottico è quello reale, rappresentato dall'escursione focale dell'obiettivo: se un obiettivo ha una focale che va da 35 a 105mm equivalenti si può dire che ha uno zoom ottico 3X. Lo zoom digitale non è altro che un processo elettronico della fotocamera che crea artificialmente un ingrandimento dell'immagine catturata tramite l'obiettivo. questo processo si chiama interpolazione e consiste nella inserimento di nuovi pixel inventati dal processore tra quelli reali dell'immagine per aumentarne le dimensioni. A seconda della qualità del processore questo procedimento darà risultati più o meno accettabili, anche se nel novanta e più per cento dei casi questi siano del tutto insufficienti qualitativamente. Lo zoom ottico può essere usato per scattare foto "macro" a insetti o animali a cui non ci si può per vari motivi avvicinare.

Obiettivo

Ogni obiettivo è identificato da alcune caratteristiche. La principale è la misura della focale, generalmente espressa in millimetri reali e a volte in millimetri equivalenti. Con il termine equivalenti si intende paragonare la focale di un obiettivo "digitale" a quella degli obiettivi tradizionali: obiettivo 7,2-21,6mm (equivalenti 34-97mm). Oltre alla lunghezza dell'obiettivo e alla capacità dello zoom ottico troviamo sul bordo della lente anteriore una dicitura di questo tipo: f2,8-f4,7. Queste cifre stanno a indicare la massima apertura del diaframma alle estremità della gamma focale. Il primo valore indica l'apertura massima quando l'obiettivo è impostato sulla funzione grandangolare, la seconda indica quella alla focale tele. Più sono bassi questi valori e più luce potrà entrare attraverso il nostro obiettivo (luminosità).

Distanza di messa a fuoco

Nelle specifiche tecniche di ogni fotocamera è indicata la distanza minima dimessa a fuoco. Questo valore è generalmente rapportato alla modalità di ripresa normale con focale minima. oltre a questo valore viene indicato normalmente anche quello della messa a fuoco minima in modalità Macro o Supermacro. Gli obiettivi montati su digitali compatte variano la distanza di messa a fuoco in base alla focale usata, quindi se troviamo indicata una messa a fuoco minima a 40cm, oppure a 4cm per la macro, questa sarà valida solo per l'obiettivo impostato sul grandangolare. Se aumentiamo la focale con lo zoom ottico non riusciremo a mettere a fuoco il soggetto alla distanza indicata nelle specifiche tecniche.

Messa a fuoco

In tutte le fotocamere digitali compatte è presente la messa a fuoco automatica. La regolazione dell'autofocus avviene in diversi modi: AF singola, AF continua, AF spot. Nella prima la fotocamera mette a fuoco il soggetto dell'inquadratura e se questo si sposta rimarrà sfuocato. nella seconda modalità la fotocamera mantiene sempre a fuoco il soggetto anche se si muove all'interno della scena. nella terza la messa a fuoco viene impostata sull'area centrale della scena. Nelle fotocamere digitali compatte di un certo livello è possibile eseguire la messa a fuoco manuale. La zona centrale del mirino o dell'immagine visualizzata sul monitor viene ingrandita per permettere una messa a fuoco più accurata.

Esposizione

Tutte le digitali compatte sono dotate della lettura della luce automatica, chiamata generalmente Program AE. Alcune fotocamere di fascia medio alta possono lavorare in Priorità di diaframma, Priorità di tempi o in modalità Manuale. In modalità AE la fotocamera decide che apertura di diaframma (apertura) e che tempo di scorrimento dell'otturatore (tempo) usare per ottenere una foto ben esposta. In modalità Priorità di diaframma possiamo impostare noi il valore dell'apertura e la fotocamera imposterà un tempo adeguato per ottenere una foto ben esposta. Al contrario, in modalità Priorità di tempi noi sceglieremo il tempo e la fotocamera l'apertura. In modalità Manuale siamo noi che impostiamo sia l'apertura sia il tempo.

Esposimetro

Come per la messa a fuoco anche per la lettura della luce esistono diverse modalità: la Multizona, la Media ponderata al centro o la Spot. La prima consente una lettura di tutta la scena e dà un valore d'insieme. La media ponderata assegna un ruolo più importante alla parte centrale dell'immagine regolando però il risultato con l'insieme della scena. La terza, la modalità Spot, basa la lettura della luce solo sulla zona centrale della scena: è più difficile da gestire ma offre valutazioni più precise.

Compensazione AE

Tutte le fotocamere digitali permettono di intervenire sull'esposizione automatica tramite questa funzione. Agendo sul comando è possibile aumentare o diminuire l'esposizione di vari gradi, generalemente si lavora su frazioni di stop (1/3 o 1/2). Aumentando l'esposizione si ottengono esposizioni più lunghe di quelle stabilite dalla fotocamera, cioè foto più chiare. Al contrario diminuendo l'esposizione avremo foto più scure. Questa funzione si rivela utile in molti casi, soprattutto quando è disponibile solo la modalità AE e dobbiamo schiarire o scurire una foto che sul monitor ci pare esposta male.

Bilanciamento del bianco

Una funzione importante per ottenere buoni risultati è il bilanciamento del bianco. A differenza dell'occhio umano il sensore di una fotocamera digitale è in grado di riconoscere la colorazione della luce. Per questo motivo se fotografiamo un soggetto illuminato dalla luce del sole e poi da una fonte luminosa artificiale senza modificare il bilanciamento del bianco la seconda foto presenterà una dominante giallo/rosata che sfalsa i colori reali. Generalmente la fotocamera regola automaticamente il bilanciamento del bianco se impostata in quel senso ma più spesso di quanto si creda è meglio provvedere manualmente a tale operazione. questo si può fare tramite la scelta di uno dei bilanciamenti preimpostati oppure usando il bilanciamento manuale del bianco (ma questa possibilità non è presente in tutte le digitali compatte).

Scatto automatico

Detto anche autoscatto. Si tratta di una funzione spesso sottovalutata se non addirittura ignorata che invece si rivela molto utile quando dobbiamo effettuare scatti con tempi molto lunghi, come spesso capita con le fotografie macro. in molte fotocamere è possibile impostare diversi intervalli tra il momento in cui si preme il pulsante di scatto e quello in cui viene scattata realmente la foto. è molto utile perchè appoggiando la fotocamera su una superficie piana o, ancora meglio, montandola sul comodo cavalletto a tre piedi, possiamo essere certi che la fotocamera non subirà nessuna oscillazione al momento dello scatto e le nostre foto verranno perfettamente ferme anche con tempi d'esposizione molto lunghi.


Consigli per la realizzazione

Ogni fotocamera è dotata di una funzione Macro con cui possiamo scattare foto di oggetti posti a una distanza dall'obiettivo inferiore a quella a cui normalmente si dovrebbero trovare. Ogni fotocamera ha prestazioni diverse rispetto a questa funzione. Non solo esistono delle case produttrici la cui quasi totalità dei modelli produce ottime fotografie macro, ma all'interno della gamma di digitali di ogni marca esistono modelli più performanti di altri in questo campo. Ma allora per ottenere delle belle macro bisogna per forza acquistare una specifica fotocamera? No! Possiamo cercare di ottenere dalla nostra fotocamera il massimo delle prestazioni anche per le fotografie macro e per farlo dobbiamo seguire alcune regole base.

Iniziamo con l'impostazione delle caratteristiche dell'immagine:

Come si può vedere da quest'immagine nel menu di ogni digitale compatta è possibile regolare le dimensioni delle immagine catturate. Quando ci accingiamo a scattare una fotografia macro è buona norma impostare la massima dimensione delle immagini. Oltre alla dimensione è importante scegliere il formato di memorizzazione. Alcune fotocamere permettono di salvare i file immagine nella scheda di memoria nel formato RAW o TIFF; si tratta di formati non compressi che non alterano la qualità dell'immagine catturata con nessun tipo di interpolazione. Naturalmente presuppongono l'uso di una scheda di memoria di buone dimensioni perché il peso di ogni file può raggiungere i 10Megabyte. Ma se la nostra fotocamera si limita a salvare le immagini nel formato JPEG dobbiamo fare attenzione che la compressione sia ridotta al minimo possibile: scegliamo allora la migliore opzione di Qualità/Compressione (Fine o Superfine se disponibile).

Per ottenere il massimo della nitidezza per le nostre fotografie è consigliabile impostare sulla fotocamera la più bassa sensibilità ISO possibile. Sarà necessario usare un treppiede e delle fonti di illuminazione abbastanza potenti per ovviare alla bassa sensibilità della fotocamera, ma il risultato ci appagherà. Avremo infatti immagini assolutamente prive di rumore di fondo e con la massima definizione dei particolari. Altrettanto importante è la lettura della luce che va impostata su Spot per favorire una migliore esposizione del soggetto.

Ora dobbiamo impostare la modalità di scatto corretta, cioè la Macro, che generalmente viene indicata sulla fotocamera da una piccola icona a forma di fiore. Quando scattiamo foto in questa modalità dobbiamo ricordarci di tenere lo zoom ottico alla focale minima per poterci avvicinare il più possibile al soggetto.è possibile scattare foto macro con lo zoom ottico impostato sulla funzione tele ma i risultati non sono migliori di quelli ottenuti normalmente, quindi riserviamo questa tecnica quando vogliamo fotografare insetti non abbastanza vicini alla fotocamera oppure altri animali che potrebbero spaventarsi e scappare se ci avviciniamo troppo. Le foto macro di artificiali generalmente vengono fatte in interno, almeno in questa stagione, quindi dobbiamo accertarci che il sistema di bilanciamento del bianco della fotocamera sia impostato nel modo più adatto alla fonte di luce che stiamo usando. Anche se la modalità automatica dà spesso risultati apprezzabili, io preferisco sempre impostare il bilanciamento del bianco in modo più approfondito. Per prima cosa possiamo usare le impostazioni predefinite e controllare se il risultato ci soddisfa, nel caso che i colori risultino ancora sfalsati possiamo procedere al bilanciamento manuale del bianco che anche se richiede una procedura abbastanza complicata è in grado di fornire ottimi risultati. Seguiamo le istruzioni del manuale della nostra fotocamera per mettere in atto questa regolazione.

Una volta regolato il bilanciamento del bianco possiamo fissare la fotocamera al treppiede oppure appoggiarla a una superficie piana in modo che possa inquadrare perfettamente il soggetto. Per evitare di trasmettere vibrazioni alla macchina nel momento dello scatto impostiamo la modalità di autoscatto. Se la nostra fotocamera ce lo consente impostiamo la modalità di esposizione su Priorità di diaframma. In questo modo possiamo scegliere un'apertura di diaframma molto piccola per aumentare la profondità di campo della nostra foto. La profondità di campo è molto importante quando si tratta di fotografie macro perché è facile che non tutti i particolari del soggetto vengano messi a fuoco se usiamo un'apertura di diaframma molto ampia.

Ora la fotocamera che è pronta occupiamoci del nostro mini studio fotografico. Lo sfondo più adatto a queste fotografie presenta un colore uniforme che si distacchi in modo deciso dai colori del soggetto. Risulta molto comodo utilizzare dei fogli da disegno colorati che possono essere facilmente cambiati a seconda del colore predominante del soggetto.

Per l'illuminazione sono sufficienti due lampade da tavolo da 60 watt che vanno poste in modo da illuminare ogni parte del soggetto. Un'eventuale terza lampada di minore potenza che provveda a illuminare da dietro il soggetto gli conferirà un alone luminoso che metterà in risalto la vaporosità delle piume dei nostri artificiali. Se disponiamo di una sola lampada possiamo aiutarci o farci aiutare mettendo dei fogli di carta bianca che riflettano una luce soffusa sulle zone del soggetto non illuminate direttamente.

Una volta scattata la foto e trasferita sul computer potremo ridimensionarla con un programma di fotoritocco e ritagliarla in modo di ottenere un'immagine adatta al nostro schermo....

...ma di questo argomento ne parleremo nella prossima Guida pratica all'uso della fotocamera.

Giorgio Fattori © Pipam.com



Commenti

Non ci sono commenti

Per inserire commenti devi essere registrato !

 

PhotoRevolt.com - Comunità Fotografica Indipendente - Fotografia Digitale e tradizionale - ISSN: 1825-7976.
Fondato da Stefano Arcidiacono. Leggi la nota di copyright, visualizza la mappa del sito o le statistiche.

RSS  XML  ATOM