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Curve mozzafiato

Curve mozzafiato

di Maurizio Firmani alias Celio Vibenna (www.emmeeffe.org)

Le foto che seguono sono state scattate dal sottoscritto ed elaborate con Photoshop. Quello che si chiede di avere ben chiaro è l'uso dei livelli di regolazione. Quanto illustrato è fattibile con tutti i programmi di fotoritocco che prevedano la possibilità di modificare livelli e curve; mi vengono in mente Jasc Paint Shop Pro, Corel Photo Paint e The Gimp, ma sicuramente ne esistono altri.

Le foto che seguono sono solo ridimensionate, l'esposizione è quella originaria.

Foto sbagliate

Non bisogna mai fidarsi degli automatismi, per quanto siano sofisticati e tecnologicamente avanzati; la foto che vedete qui sotto ne è un classico esempio.

La foto è stata scattata con una D100 in modalità compattona: esposimetro Matrix3D e modalità di esposizione Program, lasciando quindi in toto alla fotocamera il controllo dell'esposizione.

L'esposimetro Matrix3D funziona solitamente bene, e al 99% non sbaglia; ma quando trova situazione come queste viene tratto in inganno dal tipo di distribuzione della luce. In particolare, le parti scure (la striscia di colline al di là del lago) sono percentualmente poche rispetto ai toni medi e alle alte luci; in particolare i toni medi, tendenti comunque alle ombre, sono percentualmente molti di più, per cui l'esposimetro si regola su quelli. Sbagliando.

I colori sono poco brillanti, il contrasto è spento, è insomma una foto decisamente "moscia"; foto come queste fanno pensare: "Possibile che una fotocamera da 2000 € tiri fuori 'ste schifezze?".

E' possibile, se chi la usa non ne conosce i limiti e non ne sa sfruttare tutte le caratteristiche: la stessa foto, infatti, con una misurazione spot e la modalità di esposizione a priorità di diaframma avrebbe dato ben altri risultati. addirittura in questo caso è stato sufficiente cambiare inquadratura, includendo una porzione maggiore di zone scure per far capire all'esposimetro come comportarsi, come illustra la foto che segue, fatta con le stesse impostazioni.

Ma non è di questo che voglio parlare, bensì di come sia possibile recuperare qualcosa dalle foto come la prima, una volta fatto il "danno".

Innanzi tutto: cos'è che non va nella prima foto? Colori mosci? Certo, ma non è quello il vero problema, bensì il fatto che la foto è sovraesposta; i dati parlano chiaro: la prima è scattata a 1/80 f8 (200 ISO equivalenti), mentre la seconda è scattata con 1/160 f8, in pratica uno stop in meno. La prima foto, quindi, è sovraesposta di 1 EV.

Come si può regolare questo errore? Esistono 3 strade per regolare l'esposizione della foto, tutte percorribili, ma che non portano tutte allo stesso identico risultato, anche se ci si avvicinano.

Istogrammi che passione

Quando si fanno queste regolazioni è utile tenere d'occhio l'istogramma dell'immagine; questo grafico, che riassume la distribuzione dei valori di luminosità dell'immagine, aiuta a capire di quanto e come un'immagine sia sbagliata. Un'immagine fortemente sottoesposta avrà l'istogramma tutto concentrato sulla parte sinistra (ombre); viceversa l'immagine sovraesposta avrà l'istogramma concentrato sulla parte destra (luci). Gli istogrammi delle due foto sopra sono i seguenti:

Prima foto, non esposta correttamente

Seconda foto, esposta correttamente

Come potete vedere, l'istogramma della prima foto ha la zona delle ombre completamente vuota, ed è tutto spostato sulle luci; segno questo che la foto è effettivamente sovraesposta, mentre la seconda ha una distribuzione dei toni più ommogenea su tutti i valori.

Attenzione a non lasciarsi prendere la mano dallo strumento, però, in quanto l'istogramma di per sè non dà indicazioni sulla correttezza o meno dell'esposizione. Se una foto ritrae una stanza in penombra con un taglio di luce molto forte, avrà l'istogramma con una concentrazione di toni molto forte sulle ombre; questo non significa che è sottoesposta, se le poche zone illuminate sono correttamente esposte.

Metodi di correzione dell'esposizione

Come accennato, esistono diversi metodi di correzione dell'esposizione, che portano tutti ad un risultato assai simile: come è ovvio il più semplice da utilizzare è quello che dà minor gradi di libertà, per cui la velocità si paga con risultati non ottimali; al contrario il metodo che dà risultati migliori è quello più complesso da apprendere e da mettere in pratica.

Regolazione luminosità/contrasto

E' il metodo di gran lunga più semplice. Si tratta di due cursori con cui, appunto, è possibile variare luminosità e contrasto dell'immagine. Il problema di questo metodo è che si variano queste caratteristiche per tutti i livelli di luminosità, e questo potrebbe non essere gradito. Alla fine di questi appunti c'è un esempio del perché, a volte, questo metodo è inutilizzabile.

Nella foto sbagliata di cui sopra, diminuendo la luminosità complessiva, si ha sì l'effetto di ombre più scure, ma anche le luci si spengono; e aumentare il contrasto non serve a migliorare la situazione: spariranno del tutto le parti più alte dell'istogramma.

Di seguito, un confronto tra i due istogrammi, prima e dopo della regolazione indicata in figura.

Prima della regolazione

Dopo la regolazione lum./contr.

Il risultato non è esattamente valido: manca ancora una bella fetta di ombre, come si può vedere dal grafico, e ora sono sparite anche un po' di alte luci; se avessi diminuito ulteriormente la luminosità, si sarebbero perse tutti i dettagli delle luci e buona parte di quelle dei toni medi: un aumento del contrasto non avrebbe fatto altro che peggiorare la situazione: l'istogramma, infatti, ad un aumento di luminosità trasla per intero verso sinistra. La foto seguente mostra il risultato.

Questo metodo non permette una correzione completa della sovraesposizione delle ombre, e in più fa abbassare le luminosità delle alte luci: il risultato è meno scialbo dell'originale, ma ancora non ottimale, in quanto il contrasto non è regolato al meglio.


Regolazione livelli

E' il miglior compromesso tra facilità d'uso e risultati ottenibili. Questa regolazione permette di regolare il livello delle ombre, impostando a nero un determinato valore di grigio, e "stirando" tutto l'istogramma tenendo fermo il punto di luminosità massima. Ovviamente, nel caso di foto sottoesposte, stesso ragionamento può essere fatto per le luci, aumentando così la luminosità dell'immagine.

Nell'esempio mostrato, si è impostato a nero tutto quanto è luminosità inferiore al valore di 60 (spostando a destra il cursore a sinistra sui livelli di input); inoltre si è impostata la gamma a 1.60 (cursore centrale dei livelli di input spostato a sinistra), schiarendo così i toni medi ma lasciando inalterate le luci. Confronto tra gli istogrammi

Prima della regolazione

 

Dopo la regolazione dei livelli

(aumento del livello delle ombre e regolazione del grigio medio)

Risultato:

Come è possibile vedere, oltre ad una più corretta e gradevole distribuzione dei toni, si è ottenuta anche una maggiore saturazione dei colori, senza variare direttamente il parametro stesso mediante l'apposito controllo, dovuta fondamentalmente ad una migliore regolazione del contrasto. Rimandiamo ad altra sede, per ora, la spiegazione della regolazione dei "valori di output" e alla correzioni di eventuali dominanti presenti.

Curve di luminosità

E' il metodo più flessibile, ma ha lo svantaggio di essere il più complesso. Innanzi tutto c'è da dire che con le curve si possono ottenre esattamente gli stessi risultati ottenibili con la regolazione dei livelli: lo strumento di regolazione delle curve, infatti, presenta una sorta di funzione di trasferimento dei livelli di luminosità dall'ingresso (input) all'uscita (output) della funzione stessa. La curva traccia quindi il modo in cui un livello di luminosità prima del trattamento viene mappato su un livello di uscita.

Per ottenere risultati identici alla regolazione dei livelli, sulla maschera delle curve i livelli di input si regolano spostando orizzontalmente gli estremi inferiore e superiore della curva (che nella figura sopra è ancora una retta), mantenendoli allineati rispettivamente all'estremo inferiore e all'estremo superiore della maschera dell'istogramma. La gamma si regola aggiungendo un punto alla curva esattamente a metà dei valori massimo e minimo di output e spostandola orizzontalmente. Per inciso, i valori di ouput si regolano spostando verticalmente gli estremi della curva, ma tralasciamo per ora il loro significato.

Volendo regolare la curva come i livelli nel'esempio precedente, si ottiene la curva che segue.

Questa regolazione dà questo risultato:

con il relativo istogramma:

Prima della regolazione

Dopo la regolazione della curva

I risultati sono molto più precisi; oltre a ciò con la regolazione delle curve si possono fare cose che con la regolazione dei livelli non si possono fare.

Ad esempio aggiungendo un solo altro punto sulla curva, per modellarne l'andamento alzando i toni medio alti, come in figura:

Si ottengono i seguenti risultati sugli istogrammi:

Prima della regolazione

Dopo l'applicazione della curva a due punti

si ottiene un'immagine dotata di toni dancora più brillanti.

Infine un confronto tra i tre tipi di regolazione sopra proposti: cliccando sulle icone l'immagine ingrandita cambierà.


Ancora curve

Ovviamente non finisce qui: le regolazioni ottenibili con le curve sono molto più sofisticate, potendo selezionare una gamma di luminosità su cui intervenire e lasciando inalterate le altre.

Un esempio di questa diversa applicazione delle curve è quello di fotografie in cui una parte è correttamente esposta, mentre c'è una zona, magari di interesse, fortemente sottoesposta. Nella fotografia tradizionale, a volte, è sufficiente dare un colpo di fill flash. Nel caso che segue non sarebbe stato possibili, trovandoci in campo aperto e in pieno giorno, a meno di non avere un piccolo sole tascabile e soprattutto di poterlo accendere e spegnere a nostro piacimento.

La foto che segue, ad esempio:

è leggermente sovraesposta nelle alte luci, ma decisamente sottoesposta nelle ombre. E' evidente che in situazioni come queste non si può, in fase di ripresa, compensare l'una o l'altra estremità dell'istogramma; la regolazione di una curva apposita, come questa:

ci viene incontro: come si vede la parte bassa della curva sposta in alto i livelli di ingresso verso livelli di uscita a maggiore luminosità; poi la curva ripiega (abbassando il contrasto sui toni medio bassi) per poi reinnalzandosi (con un contrasto più elevato sui toni medio-alti) fino a raggiungere più o meno un comportamento lineare sulle luci.

Il risultato è quello che segue:

E' possibile notare che la parte della costa sotto il punto di ripresa, prima completamente in ombra, ora è visibile e mosta qualche dettaglio in più.



Commenti

Mostro 2 commenti, dal più recente:Discendente

gmunter
Bella spiegazione, grazie.
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Inserito da gmunter Utente di Photorevolt il 21/04/2008 alle 21:30:07

scapa78
Ti ringrazio, molto interessante.

Ciao
Stefano
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Inserito da scapa78 Utente di Photorevolt il 02/12/2007 alle 18:36:13


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