Come auto costruirsi un tavolo per Still-life con pochi euro... |
| di Denis Calamia alias FLYINGZONE (www.solonikon.com) |
E quando piove?
Ci sono tante domeniche che scorrono lentamente, mentre stiamo chiusi in casa, ascoltando i cronisti del calcio o semplicemente riposando. La nostra macchina fotografica e gli obbiettivi di cui siamo tanto orgogliosi, giacciono al loro posto, in attesa di ardite imprese fotografiche. Immersi pigramente in poltrona, o sollecitati a fare quelle piccole ed immancabili riparazioni domestiche, viviamo all'interno di un ambiente che ci siamo costruiti senza nemmeno guardarlo con attenzione, circondati da un mondo di oggetti di cui ci sfuggono i particolari.
Ma se guardassimo con un occhio diverso e più attento ciò che ci circonda, potremmo leggere negli oggetti più abituali una propria espressione, facendoli divenire soggetti di una stimolante ricerca estetica e tecnica.
Questo occhio diverso, questo occhio supplementare, è l'obbiettivo che ci ha abituati a guardare meglio, a perfezionare la nostra visione, un terzo occhio che è quasi entrato a far parte del nostro corpo. La macchina fotografica, a questo punto, da oggetto freddo e senza vita, diviene un appendice di noi stessi, a cui diamo una mente capace di far vivere e far raccontare di se gli oggetti, attraverso la nostra creatività e fantasia. Oggetti come narratori di un racconto, capaci di trasmettere sensazioni ed emozioni, che rendono partecipe anche un occhio esterno.
Il nostro senso estetico potrebbe così essere stimolato a rivedere un particolare dell'arredamento di casa nostra, un accostamento di oggetti con una quinta di una tenda, un riflesso di una finestra attraversata dal sole. Sarà una ricerca degli oggetti che più sanno parlare di sé, e che si prestano agli accostamenti, ad i giochi di ombre e riflessi. Per non parlare della ricerca dei colori, ed i loro possibili accoppiamenti, nonché del ruolo degli sfondi.
Ci può aiutare quello che hanno fatto gli altri, ripetendo il tutto, ma cercando di interpretarlo a modo proprio. L'acqua che cade può divenire una scultura, il fumo di una sigaretta può sembrare un tornado, ed una lampadina dondolante ripresa con posa lunga potrà disegnare nell'oscurità un complicato arabesco...
Questa maggiore attenzione verso gli aspetti meno appariscenti della realtà, permetterà di scoprire universi di bellezza. laddove l'abitudine a guardare gli oggetti a noi più comuni, non fa scorgere altro che cose ovvie e trascurabili.
La possibilità di scoprire negli oggetti un linguaggio capace di comunicare emozioni e informazioni, dipende essenzialmente dalla nostra capacità di interrogarli, ma come interrogarli?
La costruzione minuziosa di una composizione è un modo per interrogare gli oggetti, per scoprirne le qualità più nascoste. Ma l'elemento principe resta la luce, creatrice di giochi d'ombra, di riflessi e di bagliori, che narra di un oggetto, svelandone i suoi più intimi segreti.
In questo tutorial cercheremo di costruire, attraverso la mia guida, e principalmente attraverso la vostra fantasia "bricolagistica" (permettetemi il termine) un oggetto che sia capace di plasmare la luce a nostro piacimento, diffondendola senza creare riflessi fastidiosi, classici dei controluce, e che ci dia la possibilità di scattare immagini ben illuminate o isolare il soggetto con una luce spot dall'oscurità circostante. Che ci dia stimoli allo scatto anche quando fuori non conviene proprio andare o solamente quando abbiamo voglia di creare un piccolo "mondo" all'interno delle nostre quattro mura di casa, l'oggetto in questione è il tavolo di Still-life.
A volerlo acquistare, non c'è da rovinarsi, ma in questo caso spendere tanto per un tavolo "pronto all'uso" non ci farà raggiungere risultati migliori di quelli possibili con il nostro tavolo Still-life autocostruito.
Andrò adesso ad illustrarvi il progetto di due modelli, il primo (Progetto 1) semplice ed altrettanto economico, all'occasione si potrà corredare di un appendice di espansione (Variante 1), che ci aiuterà nelle composizioni Still-life più complesse, li dove si esige anche la presenza di una illuminazione posteriore al soggetto, ma ugualmente diffusa.Il secondo progetto (Progetto 2) richiede più attenzione, ma offre caratteristiche avanzate e conseguenti risultati migliori.
Progetto 1
Materiale occorrente:
- 3,5 metri circa, di quadralino di legno (2x4 cm circa)
- 30 viti per legno da 1,5cm di lunghezza
- 4 staffe a 90° preforate
- 1 confezione di collante tipo “Bostik”
- 1 lastra di Perspex bianco opale (Plexiglass lattiginoso) dimensione 70 x 100 cm e spessore 3mm, densità colore 30%
Tagliate il quadratino in 4 elementi, 2 da 70 cm e 2 da 92 cm, disponeteli come da disegno (E) a formare un telaio di forma rettangolare di misura 70 x 100 cm, sovrapponete agli angoli le staffe (S) in corrispondenza degli angoli e assicuratele al telaio tramite le viti da legno. Adesso incollate il telaio sulla lastra di perspex. Passate uno strato sottile di collante sul telaio (dalla parte opposta alle staffe) e lo stesso fate sul bordo del foglio di Perspex (P), ponendo attenzione a non entrare per più di 4 cm con il collante, al suo interno. Fate asciugare leggermente le due parti e sovrapponetele cercando di tenerle in pressione attraverso dei pesi o delle morse ai bordi del telaio-perspex. Ad incollaggio avvenuto avrete portato a termine il progetto 1.
(Non consiglio di vincolare la lastra di perspex al telaio in legno attraverso delle viti, perché un serraggio troppo stretto delle stesse, potrebbe portare a delle lesioni sulla lastra, in prossimità dei fori di passaggio delle viti )
Variante Progetto 1
Potete acquistare una striscia di perspex in più (P2) di dimensioni 70 x 50 cm da aggiungere all’occorrenza all’estremità del telaio, angolata di 45° o diversamente, in modo da creare una superficie da sfondo, traslucida e retro illuminabile come il piano principale.
A questo punto non bisogna fare altro che trovare dei sostegni (C), che tengano sospeso il nostro tavolo per Still-life, in modo da poter posizionare delle luci (L); faretti da esterni da 500W o semplici lampadine ad incandescenza da 100/150W o luci tipo spot, come la lampadina Philips spot da 100W, o ancora delle diacroiche funzionanti a 220 Volts, in numero e modelli variabili, assecondo il tipo di effetto luce o intensità che si desiderà ricreare.
Ricordo che è sempre bene mantenere distanti le lampade dal piano di perspex, specie se di alto vattaggio; quelle da 500 W dovranno stare almeno a 1m di distanza dal piano. Se usiamo le diacroiche da 40w possiamo avvicinarle ad una distanza che non sia inferiore a 40/50cm dal piano in perspex. ciò per evitare opacizzazioni della superficie e deformazioni, con conseguenti esalazioni sgradevoli.
Progetto 2
Materiale occorrente:
- 3 metri circa di quadralino di legno (2 x 4 cm circa)
- 8 perni a testa tonda con dado a farfalla di lunghezza circa 8/10 cm
- 1 confezione di collante tipo “Bostik”
- 1 lastra di perspex bianco opale (plexiglass lattiginoso) dimensione 70 x 200 cm e spessore 3mm,densità colore 30%.
- 2 cavalletti in legno
- qualche metro di filo di nylon trasparente abbastanza spesso e resistente.
Piccola premessa: questo secondo progetto è poco più complesso e dispendioso, ma vi assicurerà foto con sfondo bianco, senza spigoli, ne ombre!!
A titolo indicativo, cito i prezzi degli elementi più costosi :
La lastra di perspex da 3mm costa dai 20 ai 25 euro al metroquadro.
I cavalletti in legno possono essere acquistati a circa 6/8 euro cadauno.
Tagliate il quadralino di legno in 4 elementi (E) ed incollateli come da
figura, curandovi che la lunghezza delle stecche di legno posta ai lati
destro e sinistro della lastra di perspex (P), siano di lunghezza
corrispondente alla larghezza del cavalletto di legno. Incollate adesso
i quattro elementi sulla lastra nella posizione raffigurata in figura
(E).
Ad incollaggio avvenuto effettuate 4 fori, due per lato, in
corrispondenza delle stecche di legno laterali, nella posizione segnata
dalle frecce (V). Consiglio di forare dal lato della lastra di perspex.
Da questi fori passeranno i perni che assicureranno la lastra di perspex
ai 2 cavalletti (C), ma per far sì che i due cavalletti stiano ben
fermi fra di loro, bisogna vincolarli, creando due stecche di legno che
fungano da vincolo (interposte fra i due cavalletti ). Foratene
l’estremità e lo stesso fate con le gambe dei cavalletti, usate 4 perni
con dado a farfalla (V) per assicurare il vincolo ai due cavalletti,
serrando bene la farfalla.
Ricordo che la distanza della parte superiore di appoggio dei due cavalletti, deve corrispondere con la larghezza
della lastra ( 70 cm)..
A questo punto riponiamo delicatamente la nostra lastra di perspex sui cavalletti, precedentemente bloccati fra
loro, facendo in modo che le stecche laterali della nostra lastra si
sovrappongano alla parte di appoggio dei cavalletti. Facciamo passare i
4 perni attraverso i fori fatti sul piano (V) e attraverso l’insenatura
di giunzione “a cerniera” dei cavalletti, e serriamo bene i
dadi a farfalla dei nostri perni.
Cerchiamo adesso, con molta cura, di flettere le due estremità della lastra una verso l’alto e l’altra
verso il basso, vincolandone le estremità alla struttura portante,
attraverso un filo di nylon tipo “lenza da pesca” (F).
Non esagerate con la flessione, perchè potreste creare delle lesioni sulla superficie della
lastra, con possibile conseguente rottura.
Adesso il nostro tavolo da Still-life è pronto per essere collaudato, non ci resta che allestire il
nostro set posizionando il soggetto poggiato sul piano o tenuto in
sospensione da fili trasparenti, piazzando le luci (L) sia sotto che
sopra il nostro piano, ed ovviamente trovando giusta collocazione alla fotocamera!!
Buon Divertimento!!
Si ringrazia di vero cuore la collaborazione di Paolo S.
| Mostro 10 commenti, dal più antico: |
Le lastre usate per l'insegne vanno benissimo,meglio se da 3mm,agevolano
la flessione.
I neon posti dietro la lastra non vanno tanto bene,solo perchè non ti danno
la possibilità di giochi di luce o illuminazioni a zona come possono fare
i faretti o lampade dicroiche.
Ho in mente un tutorial sulla costruzione di un cubolight con una spesa
massima di 2 euro..
Non é che ci fai il regalo di natale ???
Dimenticavo nel progetto del tavolo si puó fissare la lastra di perspex con le viti passanti procurandosi dei distanziali per viti in teflon, i distanziali che ho usato hanno due diametri.
In pratica si fora la lastra col diametro inferiore del distanziale, aggiustando o trovando i distanziali dell'altezza giusta si ottiene che la vite fa forza solo sul distanziale e il legno, ma viene trattenuta dalla parte piú larga del distanziale.
Non so se é chiara la spiegazione, magari appena ho due minuti faccio un disegnino per chiarire meglio il concetto
Ops rileggendo ho notato che il tutorial non era tuo e quindi neanche l'idea per il cubelight, che dici contatto direttamente Denis via email o preferisci farlo tu ???
Inoltre volevo segnalarti che SoloNikon é al momento chiusa per problemi di traffico sul server
Ciao e scusami ma sono stordito come una scimmia di mare
sono anch'io alla ricerca del famoso perspex!
Sono nell'area di Bergamo e mi chiedevo se qualcuno conoscesse dei fornitori in zona BG/MI, e in particolare qual'è esattamente il codice perspex da acquistare.
Ad esempio consultando un sito internet ho trovato questa tabella colori e densità:
http://www.archweb.i...x/tabella_colori.htm
Tra gli Opal quale dovrei scegliere? Inoltre, esiste la possibilità di averlo lucido da un lato e satinato dall'altro come ad esempio sul tavolo still life della Manfrotto?
Per quanto riguarda il prezzo ho avuto delle indicazioni telefoniche di circa 60 euro al mq!!
Molto spesso comunque mo trovo ad utilizzare un piano cartonato con uno dei due lati rivestito di un materiale bianco satinato (formica?), trovo che sia più facile gestirne l'illuminazione e le ombre leggere mi sembrano rendano più profonde le foto.
Saluti e grazie
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le chiedo un chiarimento. Sembra che i rivenditori di perspex non conoscno
con esattezza la densita colore che lei indica al 30%. Inoltre non tutti
sono convinti che perspex e plexiglass siano la stessa cosa. Mi hanno proposto
lastre utilizzate per le insegne luminose poste davanti a cassonetti contenenti
neon. Potrebbe indicarmi dove le ha acquistate per chiedere informazioni
precise ?Inoltre pare ci siano perplessità sulla possibilità di flettere
la lastra senza rovinarla. Forse é possibile a seconda del materiale scelto.
Inoltre le domando se ha pensato un'analoga soluzione autocostruita per
realizzare il cubolite della Lastolite visionabile al link www.lastolite.com
Grazie per l'aiuto e cordiali saluti