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Realizzare foto Still-life

di Sergio Gargiulo (sergiofrim.photorevolt.com)

Innanzi tutto desidero chiarire che gran parte delle mie conoscenze e delle parole che seguono sono merito di un fotografo professionista: Ludovico Fossà.

In questo genere mettiamo tipicamente soggetti inanimati, fotografati con l'ausilio di fonti di illuminazione opportunamente disposte, devono restare ferme le caratteristiche suddette: oggetti inanimati sottoposti ad illuminazione varia, isolati completamente da ogni altro contesto diverso dagli elementi accuratamente selezionati e disposti. Lo Still Life richiede un progetto, una meditazione, attenzione e molta pazienza.
I nostri occhi registrano l'informazione. Il nostro cervello la analizza, la elabora e la trasforma in un concetto.

In sostanza, pur leggendo un'informazione non rispondente alla realtà, noi riusciamo, con tutta naturalezza, a tradurla in una realtà. In una verità.
Lo Still Life rappresenta oggetti comuni e banali, in una verità assoluta, decontestualizzandoli dal loro essere quotidiano. Quasi una finta realtà, un’ immaginazione, ma reale per qualsiasi osservatore.
Un esempio classico: se si prova a fotografare una pentola di acciaio lucido nel suo abituale contesto lasciandola in luce ambiente o illuminandola con il flash attaccato alla macchina, si avrà una pentola nera nella quale si specchia tutta la cucina e un puntino bianco che è il nostro flash.
Nella nostra testa invece il concetto di pentola non è per niente così.

Backstage di Sergio Gargiulo

Noi immaginiamo una pentola di acciaio, bella lucida, con delle superfici belle bianche. Come mai?
Perchè noi facciamo la media di tutte le situazioni in cui abbiamo osservato una pentola. Come dire che in testa ci facciamo un film della pentola in tutte le posizioni possibili e la riduciamo ad una immagine fissa che diventa il concetto di pentola.
Dobbiamo metterci in testa che ogni qualvolta osserviamo qualcosa, in un certo senso, questa informazione passa attraverso un'emozione, la nostra esperienza (intesa come conoscenza del mondo fisico che ci circonda) e quindi la interpretiamo. Sempre! Un oggetto ai nostri occhi ci appare in tre dimensioni(altezza, larghezza, profondità), ma purtroppo o per fortuna la fotografia deve rinunciare alla profondità. Così entra in gioco il modo di illuminare gli oggetti, quello che riesce a dare la profondità, una superficie con luce e ombre crea questo effetto e per realizzare una cosa del genere occorre un solo punto luce e un pannello per rischiarare.
Non bisogna mai farsi prendere la mano dal set. Poche fonti luminose, quelle necessarie.
La creatività non si esprime solamente nella realizzazione di immagini gradevoli e ben composte, ma anche nel risolvere i problemi pratici nel modo più lineare e semplice. Normalmente basta una luce o due con una serie, anche cospicua, di compensazioni (pannelli argentati e/o bianchi di varie dimensioni) che altro non sono che la simulazione dei vari riflessi che, nelle situazioni nelle quali osserviamo ciò che stiamo fotografando, si verificano a seguito di pareti, piani d'appoggio, altri oggetti vicini, etc...

Lo still-life è il tentativo di far ...rivivere ciò che non e vivo.
La luce è tutto ciò che ci serve.

I consigli per la realizzazione di uno still-life sono fondamentalmente due:
- Per prima cosa osservare attentamente gli annunci delle campagne pubblicitarie e cercare di capire con quale tipo di set quella determinata foto è stata realizzata.
- Seconda cosa. Osservare (non basta guardare) come la luce si comporta con gli oggetti a noi più comuni: la tastiera che sto utilizzando in questo momento, la nostra fotocamera, una bottiglia, un bicchiere, ...etc.


Proviamo con un set di Still Life

Un soggetto,
una fonte luminosa,
tre pannelli riflettenti (coperchi vaschette alluminio).

Backstage di Sergio Gargiulo

La luce principale è un flash con soft-box, ma siccome questa luce è tanto diffusa su di un oggetto di piccole dimensioni come un mouse, ho deciso di schermare la superficie del diffusore con un bristol nero forato al centro, di modo che avessi solo il profilo di sx illuminato. Luci secondarie sono tre pannellini d’alluminio, uno per il profilo a dx, uno per quello basso ed un altro sostenuto a mano (e non presente nella foto) per la luce sul marchio. Il posizionamento delle luci è fondamentale per il risultato, un centimetro su o a destra cambia tutto. Personalmente ho cercato di disegnare con la luce il profilo del mouse, dando luce nelle parti sinuose e lasciando in ombra la parte bombata superiore. Per ottenere ciò ho posizionato la principale quasi in controluce. Credo che sia indispensabile avere un’idea di ciò che si vuole prima dello scatto, altrimenti si corre il rischio di far girare i flash intorno al tavolo per ore...

Il piano d’appoggio è uno scarto di plexglass rimediato gratis da un rivenditore, attenti solo a ciò che si riflette dentro.

Per ottenere una buona nitidezza è consigliabile posizionare il corpo macchina su di un solido treppiedi, utilizzare gli iso più bassi, ed alzare lo specchio della reflex prima dello scatto se la macchina presenta questa funzione, impostare la velocità di scatto sincro del flash, ed usare sempre un paraluce.

Ricordatevi che nello Still Life, in generale, è indispensabile la pulizia, perciò accertatevi che sia il piano che il soggetto non abbia polvere, macchie o impronte digitali.

Backstage di Sergio Gargiulo

Fotografare una bottiglia

Proviamo a fotografare qualcosa di riflettente come una bottiglia, la difficoltà maggiore è nel controllare i riflessi, poiché il vetro ha un alto potere riflettente.

Backstage di Sergio Gargiulo

Il soft-box crea il primo riflesso sulla dx (attenzione che questi prenda tutto il soggetto), un semplice cartoncino bianco crea il secondo riflesso sulla sx, mentre una sagoma di carta alluminio posta dietro la bottiglia ci permette di creare la trasparenza.
In effetti è stata usata una solo fonte luminosa e due riflettenti.

Backstage di Sergio Gargiulo

Che luce sia!

Non si può immaginare di fotografare senza tener presente l'elemento fondamentale, la luce! Sopratutto nello Still Life, dove la presenza e la gestione corretta della luce è cosa fondamentale.

Le immagini che percepiamo attraverso la vista sono tridimensionali, hanno cioè altezza, larghezza e profondità. Mentre una fotografia presenta solo due dimensioni: altezza e larghezza. Come fare per sopperire questa mancanza?
Bisogna affidarsi alla luce e le sue ombre o meglio "illuminazione diversa su piani diversi".

Una luce/ombra/luce ci darà quanta più tridimensionalità possibile di un oggetto, un'immagine spalmata da una luce uniforme sembrerà paradossalmente un po' ...spenta.

Passiamo all’atto pratico dove mi mostro una pesca fotografata con diversa illuminazione:

Backstage di Sergio Gargiulo

La foto e il relativo set ci mostra la pesca illuminata dal flash frontale, quello sul corpo macchina per capirci, col risultato di un cerchio più che una sfera.

Backstage di Sergio Gargiulo

La foto e il relativo set ci mostra la pesca illuminata da un flash laterale e già ne riusciamo ad avvertire la sua rotondità.

Backstage di Sergio Gargiulo

La foto e il relativo set ci mostra la pesca illuminata lateralmente con un pannellino che riflette luce dal lato opposto, disegnadone il profilo prima buio.

Backstage di Sergio Gargiulo

La foto e il relativo set ci mostra l’aggiunta di una luce sul fondo puntata esattamente sul lato dove il soggetto è meno luminoso.

Questa tecnica si chiama: CHIARO/SCURO/CHIARO/

Con la speranza che sia stato utile nel mio piccolo, arrivederci alla prossima.
Sergio Gargiulo



Commenti

Mostro 13 commenti, dal più recente:Discendente

complimenti...
davvero un'ottimo backstage,,,
Rispondi
Inserito da pietrenude Utente di Photorevolt il 11/10/2007 alle 12:15:59

Grande Sergio, sempre 'illuminante'

Ottima spiegazione, molto utile!
Rispondi
Inserito da MarcoB Utente di Photorevolt il 07/10/2007 alle 23:44:01

Grazie Marco
Rispondi
Inserito da sergiofrimm Utente di Photorevolt il 09/10/2007 alle 09:38:47

Ciao Sergio! Hai fatto bene a postare questo articolo!
Rispondi
Inserito da Andrea-L Utente di Photorevolt il 30/08/2007 alle 22:01:56

Grazie Andrea, ci speravo!
Rispondi
Inserito da sergiofrimm Utente di Photorevolt il 30/08/2007 alle 23:25:13 (modificato 1 volta)

corso Still Life Roma
Rispondi
Inserito da sergiofrimm Utente di Photorevolt il 21/07/2007 alle 09:44:22

Bello e interessante.
Sarebbe molto interessante conoscere qualche "trucchetto" qual'ora il soggetto sia completamente specchiato .
Rispondi
Inserito da axterix Utente di Photorevolt il 30/08/2007 alle 19:31:46 (modificato 1 volta)

Cosa intendi per specchiato? Una superficie riflettente come uno specchio? Quale oggetto in particolare?
Rispondi
Inserito da sergiofrimm Utente di Photorevolt il 30/08/2007 alle 22:03:42

Grazie per la considerazione !
Per specchiato intendo proprio uno specchio.
Ho provato a fotografare degli specchi particolari, sagomati, ma riesce molto difficile riuscire a rendere soggetto lo specchio e non ciò che riflette. Manipolando la messa a fuoco si può escludere il contenuto dello specchio ma a quel punto può ingannare sembrando una superfice lucida ma non specchiante . Esistono metodi collaudati o sono da valutarli da caso a caso ?
Grazie e tanti saluti.
Rispondi
Inserito da axterix Utente di Photorevolt il 31/08/2007 alle 13:00:10

Che grattacapo, fotografare specchi sagomati!
Come fotoamatore posso dirti che uno specchio sagomato, potrebbe essere reso tale attraverso i riflessi di luce e ombre. Mi spiego: prova ad isolare l'oggetto in una scatola nera(non devono esistere riflessi) poi con la luce crea riflessi solo su alcuni lati, per capirci una sagoma nera, la sagoma vicina un nero sfumato, la vicina una debole luce riflessa e la vicina ancora piena del riflesso di luce.
Spero d'esserti stato d'aiuto.
Sergio
Rispondi
Inserito da sergiofrimm Utente di Photorevolt il 31/08/2007 alle 14:11:42

Grazie, cercherò di seguire i tuoi consigli e vedremo che riesco a tirarci fuori ... ti terrò informato.
Ciao .
Patrizio
Rispondi
Inserito da axterix Utente di Photorevolt il 31/08/2007 alle 20:54:03

"Sincronizzare il flash" intendo prima di tutto regolare la velocità massima dell'otturatore per immaganizzare un lampo flash, e il sincronismo dei vari flash presenti sul set con cavi o fotocellule sincro.
"Il soft-box" è una diffusore che si applica sui flash a torcia e ha la caratteristica di ammorbidire la luce e le ombre.
Il problema della luce non è la fonte ma la sua gestione. Mi spiego: di sicuro qualsiasi fonte luminosa è valida, basta conoscerne le proprietà. Es. i raggi del sole è una luce dura mentre le nuvole ne producono una morbida, una lampadina ad incandescenza produce una luce calda, un pannello argentato schiarisce ombre uno specchio è una vera fonte luminosa....
Con la speranza di esserti stato d'aiuto.
Sergio
Rispondi
Inserito da sergiofrimm Utente di Photorevolt il 10/06/2007 alle 22:55:38

fico!
complimenti, molto interessante.
volevo chiederti:
Non ho capito cosa vuole dire sincronizzare il flash, potresti spiegarmelo meglio?
Poi, per flash con soft box cosa intendi? Cioe, scusa l' ignorqanza, cosa è?
Secondo te si potrebbero ottenere buoni risultati anche con una fonte luminosa "normale"?
Rispondi
Inserito da Geremia Utente di Photorevolt il 08/06/2007 alle 16:26:47 (modificato 1 volta)


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