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Articoli > Lomografia e stonopeico: due tecniche povere a confronto Lomografia e stonopeico: due tecniche povere a confrontodi Barbara Bono.Per “lomografia” si intende più che una “tecnica” un immagine ottenuta con uno specifico obbiettivo, che viene chiamato “lomo”. Questo tipo di obbiettivo fu costruito nel ex Unione Sovietica durante il secondo conflitto mondiale e pare che grazie ad un particolare rivestimento delle lenti usate, avesse un ottima capacità di rifrangere le fonti luminose su contrasti medio-scuri, rilevando così soggetti distanti (in particolare da prospettive aeree) tanto che l’esercito sovietico ne dispose come supporto fotografico impiantandole sotto gli aerei di ricognizione. ![]() (c) Barbara Bono In seguito varie case di costruzione fotografiche Russe ne usufruirono, montandolo su vari modelli di macchine, ad esempio: Lomo Lubitel 166B (con formato 6X6) o anche la Boxod Lomo (formato 32 mm). Le immagini che si possono ottenere (puramente analogiche) sono di grande impatto visivo. ![]() (c) Barbara Bono Per realizzare una discreta lomografia non è necessario avere grandi capacità tecniche e neanche c’è bisogno di accurate inquadrature o regole varie, anzi; sembra che più siano “distratte” le scene più la lomografia sia tale. Bisogna inoltre lavorare bene di immaginazione e, durante la fase post produzione, dare i giusti contrasti (preferibilmente di curva accentuata) e saturare a dovere i colori (con processo incrociato C 41) durante lo sviluppo. Una tecnica buona e quella di usare rullini scaduti da qualche tempo (questo aiuta molto le cromie finali). Ad ogni modo per iniziare senza sprechi un esperienza in lomografia conviene studiarsi bene la luce prima di ogni scatto, intendo dire che se con una normale Reflex Digitale si può gestire facilmente un controluce, con una Holga ci si deve aspettare una fotografia molto sovra esposta, per non parlare delle bruciacchiature qua e la! Anche la vignettatura sarà notevole in certe particolari condizioni (ma questo potrebbe anche essere visto come un “valore aggiunto” alla fotografia, che ne acquista in fascino). Peccato che oggi come oggi anche la “lomografia” sia diventata una sorta di “fenomeno di costume”; non so se questo rappresenti un bene o un male. ![]() (c) Barbara Bono La stenoscopia è un procedimento fotografico che sfrutta il principio della “camera oscura” per la riproduzione di immagini. La fotocamera utilizza un foro stenopeico (dal greco stenos opaios, dotato di un piccolo foro), in pratica un semplice foro posizionato al centro di un lato della fotocamera, come obiettivo. ![]() (c) Barbara Bono Qualcuno potrebbe benissimo obbiettare;infatti perchè con tutta la tecnologia a disposizione dovremmo ridurci ad un mezzo cosi elementare, se non per pura didattica? La risposta sta nel “concetto” stesso di fotografia,un po’ come nell’arte figurativa della pittura ci sono pittori realisti che prediligono la ripetizione reale del soggetto ritratto, e ci sono dei “Picasso” che stravolgono la prospettiva e i volumi creando situazioni “oniriche” che si estendono al mondo dell’ignoto e alle retrovie del “reale”. Commenti
io penso che anche con mezzi tipici come una reflex digitale si possano ottenere novità ma è giustamente toccando anche nuovi mezzi nuove forme che si possono avere provando nuove "esperienze"..ti ringrazio della tua certosina descrizione di queste due tecniche che ignoravo completamente!! articolo interessantissimo, grazie ! Per inserire commenti devi essere registrato !
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