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Fotografare con i tubi macro

Fotografare con i tubi macro

di Stefano Arcidiacono alias SteO (www.steo.it)

Il piccolo mondo della macrofotografia è affascinante e pieno di sorprese per i nostri occhi, non abituati ad ammirare particolari così minuti, invisibili senza una strumentazione adeguata. Ed è proprio la strumentazione, o per meglio dire il suo costo, che frena molti di noi dal tentativo di immergersi in questo “nuovo” mondo. Esiste tuttavia un metodo relativamente economico per iniziare ad esplorarlo, seppur con alcuni limiti.

Fotografare con i tubi macro
Figura 1

La macro è quel genere fotografico che vede coinvolti forti ingrandimenti, che normalmente si indicano con una dicitura del tipo “1x~2x” o con il rapporto tra le dimensioni reali e quelle sul sensore (o sulla pellicola).

Per fare chiarezza, un obiettivo macro che riporta la dicitura 1:2, equivalente a 0.5x (1/2 = 0.5), riproduce sul sensore un immagine di 10mm per un insetto che nella realtà misura il doppio, ovvero 20mm. Un ottica 1:1 (1x) riproduce l’insetto, o qualsiasi altra cosa vogliate fotografare a “dimensioni reali”, un 2:1 (2x) ingrandisce due volte il soggetto, 5:1 (5x) ben cinque volte e via dicendo sino ad invadere il campo della microscopia, che va decisamente oltre l’argomento quì trattato.


Come ingrandire il mondo...

Chiarito il significato di macrofotografia è arrivato il momento di conoscere i metodi per produrre gli ingrandimenti necessari e di capire le principali differenze fra questi, prima di scegliere quello che tratteremo d’ora in avanti.

Fotografare con i tubi macro
Figura 2

Chiunque abbia impugnato una fotocamera nella sua vita sa che avvicinandosi ad un soggetto questo appare più grande nel mirino, almeno sino a quando non si è troppo vicini perché l’obiettivo possa mettere correttamente a fuoco; tutti gli obiettivi hanno infatti una distanza minima sotto la quale non riescono a focheggiare. Per produrre forti ingrandimenti bisogna superare questo limite, per farlo si possono usare vari metodi:

La soluzione che ci appresteremo a seguire e quella dei tubi macro, reperibili ad costo modesto quanto quello delle lenti addizionali, ma che rispetto a queste non modificano la struttura ottica dell’obiettivo (non contengono alcuna lente...). I soffietti sono in pratica dei “tubi allungabili” tramite una sezione per l’appunto a soffietto (avete presente la fisarmonica?), permettono di arrivare a rapporti di ingrandimento molto forti ma sono piuttosto complessi da usare sul campo e soprattutto fuori dal nostro budget ideale, intorno ai 100 euro circa.


Tubi per macrofotografia

Un tubo macro è essenzialmente un.. tubo vuoto, senza lenti o altro al suo interno, con le baionette giuste per agganciarsi alla fotocamera reflex ed accogliere l’obiettivo ed i contatti per interfacciare le due parti. Allontanando l’obiettivo dalla fotocamera permette a quest’ultimo di mettere a fuoco ad una distanza inferiore al normale, ingrandendo così maggiormente il soggetto inquadrato.

Fotografare con i tubi macro
Tubo macro Canon EF-25

Una piccola nota prima di continuare per evitare confusione; fate attenzione che i “tubi di moltiplica” o più semplicemente “teleconvertitori” sono tutt’altra cosa, pur essendo simili in forma e posizionamento a quelli macro contengono delle lenti e servono a moltiplicare la lunghezza focale dell’obiettivo, non a ridurre la distanza di messa a fuoco.


Scelta dei tubi macro

I tubi macro vengono normalmente venduti in varie lunghezze (si parla di mm) da ogni produttore per la propria linea di ottiche, si possono trovare inoltre dei modelli “compatibili” ad un prezzo più economico, ad esempio sono molto diffusi quelli prodotti da Kenko.

Montato il tubo tra la fotocamera e l’obiettivo vedremo ridursi la distanza di messa a fuoco, e la profondità di campo restringersi notevolmente. L’obiettivo perde inoltre la capacità di mettere a fuoco all’infinito, in pratica la messa a fuoco rimane fissa sulla distanza minima, impedendo di fotografare qualsiasi cosa si trovi poco più lontano; questo è uno dei maggiori svantaggi nei confronti delle ottiche macro vere e proprie.

Poco sopra ho parlato di varie lunghezze dei tubi macro, considerate che più è lungo il tubo, maggiore sarà il rapporto di ingrandimento e con esso la riduzione della distanza minima di messa a fuoco; attenzione a questo proposito che montando un tubo lungo, ad esempio un 25mm, su un ottica corta come un 20mm, la distanza minima va a cadere all’interno dell’obiettivo stesso, rendendolo praticamente inutilizzabile.

Fotografare con i tubi macro
Canon EF 50mm 1.8 II con tubo macro EF-25

Per fare un esempio pratico, Canon offre ai suoi utenti due tubi macro, l’EF-12 e l’EF-25, il primo è lungo 12mm è va bene per qualsiasi ottica, il secondo da 25mm offre un maggior ingrandimento ma non funziona su ottiche sotto i 35mm. I tubi di prolunga funzionano anche su ottiche zoom, con le limitazioni di focale appena esposte, rimanendo nell’esempio Canon l’obiettivo 17-40 metterà a fuoco con il tubo da 25mm solo a fine corsa, nelle vicinanze dei 40mm.


Utilizzo dei tubi macro

Acquistato il tubo giusto per le nostre esigenze non rimane che montarlo tra la reflex e l’obiettivo scelto, ed iniziare a fotografare. Per la prova pratica ho utilizzato un corredo della Canon, montando un tubo da 25mm prima sull’obiettivo EF 50mm 1.8 II, ottica fissa economica di buona qualità, e quindi sullo zoom EF 70-200 f/4, utilizzando come corpo macchina una EOS 300D.

La prima cosa che si nota con il 50mm è che la ghiera di messa a fuoco si trasforma praticamente in una di zoom, basta girarla di poco perché il piano di messa a fuoco schizzi via dal soggetto: il metodo migliore per mettere a fuoco in questo caso è quello di disattivare l’autofocus, spostare la ghiera nella posizione che ci permette il massimo ingrandimento e quindi muovere avanti e indietro la fotocamera sino a centrare la messa a fuoco desiderata. Considerando la ridotta profondità di campo è una buona idea cercare di mettersi in parallelo con il soggetto, per farne rientrare il più possibile in tale spazio.

Fotografare con i tubi macro Fotografare con i tubi macro Fotografare con i tubi macro
Figure 3-4-5

Nella figura 1 le due parti prima del montaggio (figura 2), nella figura 3 potete vedere l’ingrandimento massimo del 50mm senza il tubo di prolunga, aggiungendolo possiamo arrivare all’ingrandimento di figura 4 e girando la ghiera di messa a fuoco sino a quello mostrato in figura 5; notate come la profondità di campo a f/13 copre circa ¾ della moneta da 2 euro coniata per le olimpiadi invernali.

Montato sullo zoom 70-200mm il tubo di estensione possiamo fare delle macro ad una distanza maggiore del 50mm, seppur con un ingrandimento minore; questo ci facilita il compito nel caso di particolari difficilmente raggiungibili ed animali non troppo contenti di essere fotografati...

Attenzione però che le vibrazioni a queste focali/ingrandimenti diventano dei terremoti, per essere sicuri di evitare il mosso bisogna usare tempi decisamente più corti del normale o se possibile un treppiedi.

Fotografare con i tubi macro Fotografare con i tubi macro Fotografare con i tubi macro
Figure 6-7-8

In figura 6 l’ingrandimento a 200mm con una distanza minima di circa 60 centimetri dalla lente anteriore, senza il tubo di prolunga (figura 7) la distanza di messa a fuoco minima sale a quasi 90cm dalla lente anteriore ed in proporzione scende l’ingrandimento. In figura 8 è visibile l’ingrandimento a 70mm, in questo caso la distanza dalla lente frontale e di circa 16cm.


Ingrandimento e fattore moltiplicativo del sensore...

Generalmente nei manuali dei tubi di ingrandimento originali e in quelli che equipaggiano gli obiettivi, viene riportato il fattore di ingrandimento senza tubo di prolunga e con varie misure di quest’ultimo. I rapporti di ingrandimento sono però relativi al “pieno formato”, ossia alla pellicola da 35mm, per conoscere l’ingrandimento con il sensore della nostra fotocamera dobbiamo moltiplicare il denominatore per il fattore di moltiplica della macchina, per esempio un obiettivo macro 1:1 su pieno formato, offrirà sulla 300D, che ha fattore pari a 1.6X, un ingrandimento pari a 1:1.6, quindi minore di quanto possa fare l’ottica su pieno formato.


Conclusioni

Con una spesa contenuta possiamo trasformare -quasi- ogni obiettivo del nostro corredo in una versione macro, senza influire sulla progettazione ottica della stessa e mantenendo un attrezzatura leggera ed utilizzabile senza troppi problemi sul campo. Tuttavia bisogna considerare due difetti di questo insieme obiettivo – tubo macro:



Detto questo l’acquisto dell’oggetto trattato aprirà al vostro occhio, quello che utilizzate per mirare, un mondo completamente nuovo senza dover per forza andare a cercare zone lontane; basta il giardino dietro casa o addirittura un vaso di fiori per iniziare a fare della buona macrofotografia.



Commenti

Mostro 6 commenti, dal più recente:Discendente

felixflo
CIAO! ti vorrei chiedere un piccolo aiuto, magari mi togli un dubbio che mi perseguita (sono principiante in macro per cui non ridere su quello che ti sto chiedendo!): è possibile montare in serie tubi di prolunga + teleconverter 2x + obiettivo a focale fissa (macro o non macro)? cosa mi potrei aspettare in termini di risultato?
grazie!
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Inserito da felixflo Utente di Photorevolt il 30/12/2012 alle 08:10:47

SteO
Credo che sia una di quelle cose che si può scoprire solo provando o cercando su internet chi ha provato...

Così a pensarci su dovrebbe funzionare, anche se non mi ispira molto, il TC2X modifica lo schema ottico moltiplicando la lunghezza focale, quindi sulla carta un tubo macro dovrebbe funzionare per la "nuova focale", non so però che succede al punto di messa a fuoco, voglio dire, se va a cadere ancora fuori dalla lente frontale...
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Inserito da Stefano "SteO" Arcidiacono Amministratore di Photorevolt il 31/12/2012 alle 00:00:29

Elyn85
GRAZIE STEO!!!! è un sacco di tempo che cerco su google qualche informazione sui tubi macro, per capire bene lo scopo e come utilizzarli, e non avevo trovato niente di così chiaro, infatti ci avevo capito ben poco...!!! adesso ho le idee molto più chiare!! grazie mille!!
Elena
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Inserito da Elyn85 Utente di Photorevolt il 08/01/2008 alle 15:24:35

guru
Solo qualche breve nota, senza alcun intento malevolo. La mia intenzione è anzi quella di invitare ad una maggiore attenzione quando si scrive un articolo tecnico, anche se con taglio prevalentemente pratico.
Il primo appunto è quello di un vecchio fotogiornalista, severo censore di qualsiasi errore linguistico:
secondo capoverso sotto la figura 2: davanti, non d'avanti !

2. Non sono d'accordo sulla preferenza data ai tubi nei confrronti dei soffietti. Il soffietto consente di scegliere rapidamente il fattore d'ingrandimento, a differenza dei tubi. Le motivazioni economiche sono discutibili, dato che ciascuno dei tubi citati nell'articolo (Canon EF) costa poco meno di duecento euro, mentre cercando un poco su Internet si trovano soffietti (con innesto Canon, per restare in argomento) a 50-60 euro. Certo, i soffietti non sono automatici, ma chi usa l'automatismo in macro? La messa a fuoco si effettua muovendo il complesso camera-obiettivo, e anche l'esposizione richiederebbe tempi troppo lunghi o diaframmi troppo aperti, per cui conviene usare un piccolo flash.

3. Subito sopra le figure 6-7-8 c'è un errore che tuttavia è chiaramente un lapsus (ma anche questi sono proibiti, soprattutto se ci si rivolge ad un pubblico inesperto): "per essere sicuri di evitare il mosso bisogna usare tempi decisamente più lunghi del normale".

4. Nelle conclusioni, si dice che "gli obiettivi normali generalmente non chiudono oltre f/22". Giusto, ma non dimentichiamo che allungando il tiraggio con dei tubi un diaframma 22 può diventare facilmente 32 o anche più, proprio a causa della maggiore distanza dell'obiettivo dal piano focale. Se si chiudesse ulteriormente il diaframma, aumenterebbe sì la profondità di campo, ma l'immagine diventerebbe decisamente troppo buia anche per controllare l'inquadratura.

Con amicizia

Guido
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Inserito da guru Utente di Photorevolt il 08/01/2008 alle 00:31:03

SteO
Ciao Guido, grazie per le correzioni e le precisazioni. Riguardo il punto 2, ci sono dei kit Kenko di 3 tubi a circa 150 euro, il soffietto a quel prezzo io non lo trovo, indirizzi, molla gli indirizzi!
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Inserito da Stefano "SteO" Arcidiacono Amministratore di Photorevolt il 14/01/2008 alle 00:52:58

rdrsnoopy
Ciao Guido,
sono nuovo del mondo dei forum, ma quanto letto al punto tre ha attirato la mia attenzione.
Nell'articolo, SteO non commette l'errore da te evidenziato, un tempo corto permette di ridurre le possibilità di mosso. Il fatto che sia indicato con un numero alto ad es. 1000 o 500 indica il valore 1/1000 o 1/500 di secondo, pertanto più il numero è alto (lungo) più il tempo di esposizione è breve (corto).

Con altrettanta amicizia

Roberto
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Inserito da rdrsnoopy Utente di Photorevolt il 14/05/2008 alle 23:05:20


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