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Recensione Canon EOS 1D mark III + EF 24-70 f/2.8L

Recensione Canon EOS 1D mark III + EF 24-70 f/2.8L

di Stefano Arcidiacono alias SteO (www.steo.it)

Terza incarnazione della macchina "sportiva" di casa Canon, la 1D mark III è in grado di scattare dieci foto in RAW in un solo secondo, possiede una velocità operativa invidiabile e alcune nuove feature interessanti come il liveview sul display LCD ed in remoto. Di seguito una dettagliata descrizione della macchina ed il commento di varie prove sul campo.

Canon 1D mark III
Canon EOS 1D mark III con EF 24-70 f/2.8L e relativo paraluce (incluso).

Un pomeriggio di fine aprile arriva uno scatolone marchiato Canon, all'interno 3 ulteriori scatoli; uno nero con la silhouette della 1D, due bianchi contenenti l'EF 24-70 f/2.8 e l'EF-S 17-85 f/4-5.6 IS di cui potrete leggere in una recensione a parte, dato che la 1D ha un sensore quasi full-frame e quindi accetta solo ottiche EF.

Scartati manuali e CD contenenti il software arrivo all'imballo che contiene la 1D. La tiro fuori dalle protezioni che la avvolgono, nei vani accanto trovo la grossa batteria, il caricatore per due batterie con lo stato di carica mostrato separatamente da diversi led, l'adattatore per collegarla all'alimentazione di rete ed i cavi di collegamento.

La generosa batteria si va ad inserire nel lato sinistro dell'impugnatura, che nei corpi della serie 1 è integrata, una volta bloccata va a chiudere il lato, diventando parte integrante dalla macchina; in pratica non scompare dietro uno sportello. Il vano batteria così come quello schede e tutti i pulsanti e ghiere sono fatti in modo da impedire infiltrazioni di acqua e polvere; non è una fotocamera subacquea intendiamoci, ma una piogerillina piuttosto che gli spruzzi di una cascata daranno più fastidio a voi che a lei, sopratutto se usate obiettivi costruiti allo stesso modo (il 24-70 in prova ha la guarnizione nell'attacco ed è solido come un carroarmato) e con il recente flash 580EX II, il cui attacco va a sigillare la slitta accessori.

Tolto il coperchio che copre il bocchettone si può osservare il grande specchio che nasconde l'otturatore e quindi il componente fondamentale della 1D, il sensore CMOS da 10.1 megapixel formato APS-H, ovvero da 28.1x18.7mm. La 1D non è full-frame, ma ha un crop pari a 1.3X. Sotto lo specchio principale troviamo quello secondario, che indirizza la luce verso il sistema autofocus, dotato di 19 punti a "croce" principali più 26 di supporto, per non perdere soggetti che si muovono tra un punto e l'altro.

Canon 1D mark III
Il sensore da 10 megapixel formato APS-H con sistema di pulizia automatico.

Tirato fuori dal suo scatolo il 24-70 f/2.8, lo inserisco e sperando in un po' di carica provo la macchina. L'interruttore di accensione è posto sul retro, subito sotto la "rotellona" di navigazione, che si attiva nella seconda posizione dell'interruttore ed ospita al centro il tasto "SET". Una volta accesa la macchina mostra il suo dispiacere per la mancanza di una scheda di memoria e subito dopo fa notare che sta pulendo il sensore, cosa che avviene anche allo spegnimento. Se si preme all'avvio il pulsante di scatto la macchina salta la pulizia e si prepara a scattare immediatamente.

Meglio mettere una scheda per fare un po' di prove, all'interno del comparto dedicato si trovano due slot, uno per CF tipo 2, dove alloggia bene il mio microdrive da 4GB della Hitachi, accanto uno slot SD che ho provveduto a riempire con una SDHC da 4GB della Dikom (19,90 Euro, se penso a quanto mi è costata la mia prima CF da 128MB! Meglio non pensarci :-P).

Inserite le schede prende vita il display LCD che si trova sotto lo schermo principale da 3 pollici, sempre acceso ed illuminabile come quello superiore (che si trova a destra del mirino), mostra informazioni sulle schede e sul bilanciamento del bianco. Accanto al piccolo display si trova il pulsante di revisione, subito sotto troviamo il "cestino", il pulsante di scelta del formato e per ultimo quello che serve per selezionare lo stile (standard, ritratto, panorama, personalizzato, etc.), che in revisione serve invece a bloccare la foto o a lasciare una breve nota vocale (che viene memorizzata come file audio indipendente).

Le due schede si possono usare in vari modi, selezionandole manualmente, in automatico, scrivendo contemporaneamente nello stesso formato o meno su entrambe le schede; la mia scelta è caduta sull'usarle una dietro l'altra, per avere a disposizione 8GB.

Salendo con lo sguardo troviamo il bellissimo display a colori da 3 pollici, che volendo può visualizzare un menù riepilogativo dei dati di scatto come avviene sulla mia 400D. Dico "volendo" perché una delle caratteristiche più belle di questa macchina è quella che si può personalizzare praticamente tutto, adattando l'apparecchio al proprio modo di fotografare. Nei menù, durante la revisione ed utilizzando il live-view, di cui vi parlerò in seguito, si possono usare per navigare le due ruote (una grande sul dorso ed una sotto l'indice, dietro il pulsante di scatto) ed un piccolo joystick posto sopra la ruota dorsale, a portata di pollice.

Sopra il display, a sinistra del mirino troviamo due tasti, "menu" e "info", il primo potete immaginare a cosa serva, il secondo attiva un riepilogo delle impostazione o come detto poco sopra, un menù con tutti i dati di scatto, in pratica una copia ingrandita di quello che appare sul piccolo LCD posto sul lato superiore della macchina; abituato alla 400D mi sono trovato diverse volte ad usarlo.

Canon 1D mark III
Una vista angolata della Canon EOS 1D mark III per mostrare buona parte dei pulsanti, manca giusto quello di scatto, di blocco dell'esposizione del flash ed il tasto di anteprima della profondità di campo, posto accanto alla baionetta.

Salendo sul pentaprisma da questo lato, il sinistro, troviamo la ruota di selezione... ehi non c'è una ruota! Non volevate mica trovare la ruota con i "programmi pronti" su un apparecchio professionale no? Troviamo invece tre tasti, il primo denominato "mode" permette di cambiare ciclicamente tra le quattro modalità "PASM" e "Bulb" per le lunghe esposizioni; siccome non prevedevo di usare la posa "Bulb" durante il matrimonio in cui avrei provato la macchina tre giorni dopo il suo arrivo, l'ho eliminata dalla scelta dalle funzioni personalizzate, semplice no?

Il pulsante seguente "AF - Drive" consente di cambiare l'autofocus tra l'attivazione singola o continua, ovvero se deve continuare a focheggiare se cambiate inquadratura con il pulsante di scatto premuto a metà. Utilizzando la ruota dorsale potete cambiare il tipo di scatto, singolo, raffica veloce o lenta, autoscatto e modalità "silenziosa". Nella modalità "silenziosa" la fotocamera rallenta la velocità dello specchio, riducendo molto il rumore per poter fotografare in situazioni dove il "click" dello specchio può dar fastidio; ovviamente di contro perde in velocità. Tenendo premuti entrambi i pulsanti e muovendo una delle due ruote si può attivare il bracketing, con distanza dalla foto (da 2 a 7) regolabile sino a +/- 3 stop. L'ultimo pulsante ha due funzioni, a seconda della ruota usata cambia il metodo di esposizione o la compensazione del flash montato sulla slitta accessori; la camera offre un sistema di controllo completo per gli illuminatori di ultima generazione, come il 580EX II. Le modalità di esposizione sono quattro; valutativa, parziale, spot e media pesata al centro. Anche questo aspetto può essere personalizzato, escludendo modalità che non si intendono utilizzare.

Sulla parte destra c'è una buona concentrazione di pulsanti, da utilizzare con tre dita diverse. Il dito medio, più fortunato dei tre, si trova davanti il solo pulsante per l'anteprima della profondità di campo. L'indice si posa sul pulsante più importante della fotocamera, quello di scatto, ha il controllo sulla ruota di selezione, il "tastino" per il blocco dell'esposizione del flash posto a pochi millimetri dalla ruota. Muovendo il dito verso il pentaprisma troviamo, giusto davanti al display superiore, l'importante tasto per regolare l'ISO, il tasto per la compensazione e quello per illuminare i due piccoli display.

Il pollice poggia naturalmente sul tasto che attiva l'autofocus (a prescindere dalla pressione di quello di scatto), a sinistra il blocco esposizione e quindi il tasto per selezionare i punti di messa a fuoco; questi ultimi due tasti servono anche per lo zoom durante la riproduzione. Diversi dei tasti suddetti sono replicati in basso a destra sull'impugnatura, per un uso verticale della fotocamera, gli stessi si possono disattivare tramite un piccolo switch, per non premerli per sbaglio.

Infine sul lato sinistro il connettore per il trasmettitore wireless, che permette di inviare file in diretta ad un PC, attacco per flash esterno e filocomando, uscita video e porta USB.

Canon 1D mark III
Ecco a voi la Canon EOS 1D mark III senza veli, notate come anche il portello del vano schede sia in magnesio. L'angolo "mancante" in basso viene sigillato dalla batteria.

Tutto questo poggia su un telaio di magnesio, che tiene al sicuro l'elettronica capeggiata da due processori Digic III, giusto per garantire che la parola "ritardo" non faccia parte dell'uso quotidiano della 1D mark III. In termini di peso, siamo poco sopra 1.3 kilogrammi, da questo punto di vista la mia piccola 400D si prende la rivincita con il suo mezzo kilo! :-P

 

Un occhio nel mirino...

Grande e luminoso, questo è ciò che salta al mio occhio abituato a quello della 400D; avere un mirino grande facilità molto la composizione e sopratutto la messa a fuoco manuale. Premuto a metà il pulsante dell'otturatore vengono visualizzate tutte le informazioni sui parametri di scatto, sensibilità compresa. Nella parte destra (in verticale) la compensazione della macchina e quella del flash, lo stato del buffer (numero di foto consecutive disponibili), il formato di registrazione e lo stato della batteria. Dei rettangoli rossi mostrano su quali punti è stata effettuata la messa a fuoco automatica. Si può lasciare la scelta del punto di messa a fuoco alla fotocamera o selezionarlo manualmente con ruote e joystick.

Sul lato sinistro del mirino, nascosta dall'oculare si trova la rotellina per la correzione diottrica, la posizione richiede che venga rimosso l'auricolare per ruotarla agevolmente. Probabilmente è fatto per evitare che venga mossa per sbaglio, io trovo più comoda quella "a vista" della 400D, che posso ruotare al volo per usare la macchina senza occhiali.

Sul lato destro una piccola leva aziona l'otturatore a due lamelle che va a chiudere completamente il mirino; utile per evitare infiltrazioni di luce nelle lunghe esposizioni. In pratica è l'equivalente molto più comodo del "tappo di plastica" che si trova sulla cinghia della 400D e su altre macchine di casa Canon.

 

...ed uno sul display

Un po' per caso, visto che i primi giorni il manuale non si è mosso dalla sua confezione, premendo il tasto "SET" ho attivato il live-view, la visione dal vivo sul display LCD. Messa da parte durante il matrimonio ed il primo periodo di prove sul campo, l'ho rivalutata nello prove in studio e in occasione di un workshop di glamour.

Il live-view sulla 1D permette di mirare con il display, focheggiando manualmente con l'eventuale aiuto di un ingrandimento 5X/10X sul display, l'immagine si può anche vedere su un televisore o sullo schermo di un computer tramite la porta USB.

Durante il workshop, con la modella relativamente tranquilla che provava varie pose, è stato divertente utilizzare il grande display da 3 pollici per comporre la scena e valutare la messa a fuoco. Il sistema è interessante sopratutto quando si usano focali medio-grandangolari, dato che i tele accentuano molto i movimenti delle mani e quindi rendono le cose un po' più complicate. Interessante anche con un'ottica come il 100mm f/2.8 Macro, con cui ho scattato un paio di close-up a fiori quasi al suolo, senza dovermi sdraiare nell'erba; qui la mano ferma è essenziale, un treppiedi -molto- meglio!

Ma cosa succede se mettiamo la macchina su un treppiedi davanti ad un tavolo pronto per uno still-life, e la colleghiamo ad un bel televisore LCD? Otteniamo una spaventosa anteprima di quello che sarà lo scatto finale, e se utilizziamo un PC anche il controllo completo della macchina, messa a fuoco compresa.

Canon 1D mark III
Sapete che non ho guardato il mirino per fare questa foto? Messa a fuoco manuale sul display LCD da 3 pollici, 24-70 f/2.8 a 70mm, 1/125, f/4, ISO 400.

Insomma, una opzione da poco approdata in casa Canon, che offre delle interessanti possibilità, e chissà cosa si potrebbe fare con un bel display ruotabile (magari qualcuno di Canon mi sente e segna nei "to-do" :-P).

 

Un matrimonio al momento giusto, ovvero il sensore della 1D

Qualche giorno prima del matrimonio a cui ero invitato, occasione ideale per testare la macchina, ho portato la fotocamera in un paesino medievale, per fare qualche scatto di prova ed andare a trovare gli sposi nel loro futuro "nido d'amore", divenuto teatro di un divertente ed ironico pre-matrimoniale.

La casa è stata il primo terreno di prova per il sensore, anche se il soffitto basso ben si prestava ad usare il flash a rimbalzo, ho voluto sfruttare le doti del CMOS della 1D per mantenere la luce naturale, fornita da svariati spot alogeni, il risultato è stato un piccolo album finito due giorni dopo sul tavolo degli sposi.

Canon 1D mark III
Canon EOS 1D mark III (sotto) a confronto con la EOS 400D (sopra), la differenza comincia a notarsi a ISO 400 e sale rapidamente a 800.

Merito del sensore grande e di un software ben realizzato, la 1D produce poco rumore e controlla bene quello presente, permettendo di tirar fuori immagini pulite sino a ISO 1600. Volendo comparare le prestazioni al variare della sensibilità, la 1D e la 400D si equivalgono sino a ISO 200, dove presentano entrambe immagini molto pulite, a 400 la differenza comincia a vedersi, per salire decisamente in favore della 1D ad 800 e 1600, in particolare l'ISO 1600 della 1D è molto simile a ISO 800 della 400D, ovviamente non poteva essere altrimenti...

In chiesa l'ho sempre usata a 800 e 1600, con escursioni a ISO 3200, mentre durante un workshop glamour, pur avendo a disposizione l'illuminazione fornita da un bank e da uno spot, ho approfittato della pulizia ad ISO 400 per avere sempre dei tempi più rapidi ed avere così la sicurezza di evitare il mosso.

Canon 1D mark III
La 1D alle prese con la scarsa luce della chiesa, quì un particolare del momento in cui gli sposi prendevano le fedi, 24-70 a 70mm, 1/80s, f/4, ISO 1600.

A proposito di tempi, una caratteristica molto interessante è quella di poter definire una sorta di "ambiente controllato" entro cui scattare. Tramite le funzioni personalizzate si può definire un raggio di tempi e diaframmi da utilizzare e far si che la macchina adatti la sensibilità del sensore di conseguenza. Per esempio si può impostare un tempo minimo di 1/60 e lasciare che la fotocamera aumenti l'ISO se l'accoppiata con il diaframma impostato non consente un esposizione corretta, fantastico!

Prove tecniche a parte, che potete vedere nelle immagini che corredano questo articolo, la 1D si usa a ISO 400 come se fosse a 100, il rumore si trova solo a volerlo cercare, sino a 1600 la qualità è ancora da stampa in grande formato, a 3200 il rumore comincia per la prima volta a farsi vedere sul serio, in modalità "H", ossia ISO 6400 c'è tutto.

Non è solo una questione di "rumore" ovviamente, se confronto gli scatti con la 400D, in generale noto che la 1D mostra di catturare qualcosa in più in termini di gamma dinamica; nella zona illuminata dove sulla 400D non vedo nulla, sul file della 1D c'è invece qualche dettaglio. A questo proposito devo nominare una funzione personalizzata che da la "priorità alle tonalità chiare", si perde uno stop di sensibilità, che parte così da 200 invece che c'è 100 (segnalata come "2oo" quando la funzione è attiva), ma si guadagna un po' di dettaglio nelle zone molto chiare; un esempio su tutti, torna utile per fotografare la sposa col classico abito bianco, accanto al suo neo-marito vestito scuro.

Da notare poi che i file RAW della 1D mark III non sono a 12 bit (4096 toni per canale) ma a 14 bit, ovvero capaci di 16384 toni per canale. Anche se alla fine convertite i file in classici jpeg ad 8 bit, partire da una sorgente più ampia offre una maggior possibilità di intervento.

 

Messa a fuoco

La messa a fuoco è affidata ad un sensore a 19 punti, selezionabili a piacere, assistiti da 26 punti "nascosti" di assistenza, utili per esempio quando si segue un soggetto in movimento.

Descrivere la qualità di un sistema di messa a fuoco a parole, quando si parla di sistemi al top di gamma è difficile. Posso dirvi che con il 24-70 f/2.8 potete focheggiare all'istante su un soggetto a 20-30 metri, quindi inquadrare una persona accanto a voi all'istante.

Il "24-70 f/.28 L" ha un motore USM ad anello, che oltre a consentire la massima velocità al sistema autofocus, trasmette i dati sulla distanza al flash e permette di intervenire manualmente in qualsiasi momento sulla messa a fuoco, ruotando la ghiera senza timore di far fuori qualche ingranaggio.

Canon 1D mark III
Il 24-70 f/2.8L nella sua estensione massima è un'ottima ottica da ritratto, 70mm a ISO 400, 1/300s, f/4.

Una prova che mi piace molto fare, utile per rendersi conto del dove (può capitare nelle reflex economiche che i sensori non siano perfettamente allineati col mirino) e del come sono fatti i sensori, consiste nell'aprire a tutto schermo sul mio monitor LCD da 20 pollici una pagina completamente bianca, con una riga nera che lo attraversa da parte a parte verticalmente. La 400D ha 9 sensori di messa a fuoco, il centrale a croce, i due in linea verticale a questo sono orizzontali, gli altri tutti verticali; i sensori verticali non riescono a mettere a fuoco lo schermo, trovandosi o completamente nella parte bianca o sulla riga nera dello stesso, il centrale e quelli orizzontali mettono a fuoco all'istante, senza problemi. I 19 sensori principali della 1D sono disposti in due ellissi attorno a quello centrale, tutti e 19 sono a croce mentre i 26 frapposti fra di essi sono verticali. Il risultato dell'avere una copertura di sensori a croce in tutta l'area di autofocus è che "come la giri giri", la 1D mette sempre a fuoco la linea nera!

Ovviamente quello che ho appena illustrato è un caso limite, ma rende l'idea della differenza tra un buon sistema autofocus a 9 punti ed un sistema professionale a 45 punti.

L'autofocus della 1D è studiato per consentire il tracking del soggetto durante le raffiche (sino a 110 foto di seguito); seguire un atleta mentre esegue il suo salto in lungo o il pilota di una moto da cross mentre salta un ostacolo non è un problema, caso mai richiede solo un po' di allenamento da parte vostra.

 

Esposizione

La 300D e la 400D poi, mi hanno abituato a correggere in positivo l'esposizione dei file RAW o ad intervenire sul momento con una lieve compensazione (1/3 o 1/2 stop), come altre reflex digitali di casa Canon hanno infatti una tendenza a sottoesporre leggermente, che vista dalla parte delle alteluci, può risultare positiva. La 1D mark III espone invece perfettamente, in generale mi sono trovato poche volte a correggere l'esposizione dei file RAW, se non per un effetto cercato.

I file RAW usciti dalla 1D mark III escono in genere belli e pronti da convertire in Jpeg, senza interventi di sorta. A proposito di conversione, con la macchina viene fornito DPP e le varie utiliti EOS, che mi sono già trovato sul PC, avendole installate per la 400D.

Canon 1D mark III
Un workshop glamour organizzato da Massimo Pantano con la modella Brigida Maugeri è stato occasione di test per l'esposimetro della 1D, in foto alcune scene "difficili" per via della forte luce fornitaci da un bel sole estivo; la 1D ha superato l'esame egregiamente.

DPP tra i programmi che ho provato per me rimane imbattibile per velocità operativa, la prima scelta per selezionare velocemente le foto e generare altrettanto rapidamente dei file Jpeg. Sul portatile, che ha come sistema operativo Ubuntu, per cui non è disponibile DPP, ho utilizzato per dare una prima occhiata ai file durante un workshop il software "Raw Therapee", molto completo e con il grande vantaggio di essere gratuito come quello Canon.

 

Concludendo

Comprerò una 1D mark III? Devo ammettere che la tentazione è forte, ci si abitua facilmente ad una macchina di questo genere, alle possibilità ed alla personalizzazione che offre. Il prezzo è l'unica cosa che ferma un fotoamatore come me dall'averne già una nello zaino; il professionista che può ammortizzare facilmente l'investimento non dovrebbe pensarci troppo, è una macchina che vale ciò che costa.

Sono certo che potrà dare a chi l'acquisterà la sicurezza di lavorare per molti anni prima di un aggiornamento ad un nuovo modello; autofocus e sistema di esposizione lavorano alla perfezione, la velocità operativa non ammette pause, la bontà del sensore permette ingrandimenti generosi.

Se dovessi sconsigliarla a qualcuno citerei il peso e l'ingombro, a prescindere dal costo non è la macchina per chi vuole o può portarsi dietro solo un attrezzatura leggera, per chi vuole scattare senza farsi notare troppo; anche se c'è la modalità "silenziosa", la macchina non diventa invisibile, dovrebbero fare la modalità "stealth" per quello :-P

 

Due parole sul 24-70 f/2.8L

Visto che la recensione riguarda anche il 24-70 f/2.8L mi sembra giusto spendere altre due parole su questa ottica. La sigla "L", coadiuvata da un cerchio rosso all'estremità del barilotto, nel mondoCanon sono indicazione di una costruzione senza compromessi, sia ottica che meccanica, ovvero contraddistinguono la serie migliore.

Nella pratica questo significa una costruzione impeccabile, la ghiera di messa a fuco, che vi ricordo è possibile usare in qualsiasi momento, e quella per la variazione della focale sono ben salde al barilotto metallico. L'attacco verso la fotocamera, ovviamente anch'esso in metallo, è circondato da una guarnizione per impedire che polvere e spruzzi d'acqua si infilino dentro passando per il bocchettone.

Durante lo "zoom" l'obiettivo si estende fuori dal barilotto tramite una prolunga, questa volta di materiale plastico, ben solidale con il resto del dispositivo, la lente davanti non ruota, questo consente per esempio di utilizzare il filtro polarizzatore (da 77mm) senza doverlo regolare al variare della focale.

Dal punto di vista qualitativo, nel mese in cui l'ho utilizzato ho potuto verificare come sia un'ottica utilizzabile senza troppi rimorsi a tutta apertura, in particolare le differenze al centro dell'immagine sono minime, mentre sui bordi la nitidezza cala quando lo si usa sotto i 28-30mm. Chiudetelo di un paio di stop ed avrete delle foto che per nitidezza non vi faranno rimpiangere un'ottica fissa. Immagini fantasma, flare e vari effetti rosa-viola, in un mese non ne ho mai incontrati, probabilmente anche merito del paraluce in dotazione.

Considerando che il 24-70 è anche un'ottica macro, se pur senza un tubo di prolunga (vi consiglio eventualmente il 25mm) non ci si può avvicinare molto, si presta molto a diventare l'ottica "tutto fare" da accoppiare ad una full-frame o ad una macchina con fattore di crop basso come la 1D mark III.


Commenti

Mostro 9 commenti, dal più recente:Discendente

paolobbi
Salve, sono un po' in ritardo ma...
volevo sapere se usata oggi al prezzo di 1500 euro con 25000 scatti dichiarati (non verificati... anzi mi piacerebbe sapere se c'è un modo per verificarli) può essere un affare.
Grazie
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Inserito da paolobbi Utente di Photorevolt il 12/12/2011 alle 17:38:13 (modificato 1 volta)

cirosco99
Faccio un salto nuovo con il digitale adesso dopo la G7 ...non pensando ad un mutuo decennale mi oriento verso una CANON la casa mi appassiona , cosa compro?
La userò per interni per pose da studio e buone macro, per il reportage da affiancare alla piccolina G7, Stefano un ob. tipo 24-70 f/28, si mi piacerebbe un Tuo consiglio per attrezzare uno studio .
Puoi anche rispondermi in privato per non ingombrare gli spazzi di tutti . cirosco99@libero.it ...saluti Ciro
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Inserito da cirosco99 Utente di Photorevolt il 13/07/2008 alle 00:07:27

SteO
Ti rispondo in privato perché è lunga per i commenti, magari se ne può anche riparlare sul forum.
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Inserito da Stefano "SteO" Arcidiacono Amministratore di Photorevolt il 13/07/2008 alle 11:17:52

Tony
5 di 5 stelle

a me è arrivata oggi

magariiii
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Inserito da Tony Utente di Photorevolt il 30/06/2008 alle 16:12:47

cirosco99
Stefano mi faccia capire ma la sua sponsorizzazione vuole colpire i nostri infranti sentimenti ...visto il prezzo...Devo comprarla ...possiamo fidelizzare dei notevoli sconti con pagamenti a 60 a 120... noi siamo nel circuitro anche se solo amatori ...sempre fotografi ci consideriamo. Grazie del >Suo< lavoro Ciro
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Inserito da cirosco99 Utente di Photorevolt il 21/06/2008 alle 13:04:07

SteO
Io ho fatto richiesta per un mutuo in 10 anni, vediamo se me lo accettano
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Inserito da Stefano "SteO" Arcidiacono Amministratore di Photorevolt il 26/06/2008 alle 22:41:39

n0M3n
L'ho trovata (da 21mpx) dall'america ad €4700 circa, kit incluso nel prezzo.
Debiti? Io andrei a rubare...
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Inserito da n0M3n Utente di Photorevolt il 20/06/2008 alle 12:35:53

SteO
Quella da 21 megapixel è la 1Ds Mark III, orientata sulla risoluzione piuttosto che la velocità. 4700 mi sembra un prezzo veramente interessante, bisogna vedere la dogana!
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Inserito da Stefano "SteO" Arcidiacono Amministratore di Photorevolt il 26/06/2008 alle 22:39:56

Red
Una botta al cuore...
L'accoppiata del 24-70 col sensore più grande a 14bit, fanno uscire guadagnare veramente molto sotto l'aspetto cromatico.
L'esposimetro, mi sembra veramente più che eccellente.

Viene voglia di fare i debiti! eheheh

Red
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Inserito da Red Utente di Photorevolt il 19/06/2008 alle 05:20:29 (modificato 1 volta)


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