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Recensione Sony Alpha A350 con 18-70mm f/3.5-5.6

Recensione Sony Alpha A350 con 18-70mm f/3.5-5.6

di Stefano Arcidiacono alias SteO (www.steo.it)

La Alpha A350 appartiene alla nuova generazione di reflex di casa Sony, caratterizzata da un sensore APS-C da ben 14 megapixel dotato di stabilizzazione, offre un sistema di anteprima in tempo reale molto particolare, che in qualche modo la rende una categoria a se.

Sony Alpha A350
L'Alpha A350 con l'ottica in dotazione, si può notare come il corpo sia un po' più spesso del normale, per alloggiare il display mobile.

Non ho fatto in tempo a dire che mi sarebbe piaciuto provarla che, grazie alla celerità ed alla cortesia dell'ufficio stampa Sony, me ne sono ritrovato una con cui scattare. Una macchina particolare, come detto nell'introduzione, per le modalità con cui funziona l'anteprima in tempo reale, quella che, per esser chiari, permette di usare una reflex a mo di compatta.

Sino ad oggi l'anteprima è stata realizzata attraverso il sensore principale, alzando lo specchio ed aprendo l'otturatore per consentire alla luce di raggiungerlo. Questo permette di vedere l'immagine sul monitor della fotocamera, o anche sul PC o su un televisore nelle macchine che lo supportano, utilizzando la reflex come si farebbe con una compatta. I problemi di questo sistema sono che utilizzare il sensore principale lo scalda, con possibile aumento del rumore prodotto, che il sistema principale di messa a fuoco non può funzionare, dato che lo specchio è sollevato e che di conseguenza, prima di scattare la fotocamera deve ripristinare lo stato iniziale tirando su lo specchio e chiudendo l'otturatore, con conseguente perdita di tempo.

La Sony ha adottato un'altra strada sulla A350, semplice ed ingegnosa. Sulla destra della calotta che copre il penta-specchio, ossia il sistema che porta l'immagine dal box interno al mirino, si trova un piccolo deviatore meccanico; azionandolo un otturatore chiude il mirino ed uno degli specchi si sposta leggermente per indirizzare l'immagine dal mirino, ora chiuso, ad un piccolo sensore posto poco più sopra, nella parte interna della calotta. Un secondo e la reflex si trasforma in una compatta-reflex; anteprima in tempo reale come su una compatta, utilizzo "da reflex" inalterato.

 

Forma, aspetto e comandi

La A350 è una reflex piccola, che con il suo 18-70 entra precisa nella mia borsa Tamrac da cintura. Si tiene bene in mano, sia per il peso limitato che per la buona impugnatura, dotata di una gomma su cui le dita fanno presa bene. Il corpo macchina ha un aspetto un po' plasticoso ma non scricchiola sotto le dita, anche a far pressione. La parte destra, li dove appoggia il palmo ed il pollice, è stata resa più "ruvida" per dare una presa migliore.

La macchina è caratterizzata dal display da 2.7 pollici, che causa sistema per poterlo piegare in alto od in basso, sporge di un buon centimetro dal corpo macchina, rendendosi il posto preferito della mia guancia :-P

Tirata fuori dallo scatolo ricordo di aver commentato come fosse stranamente squadrata nella parte posteriore, se confrontata con la concorrenza. All'atto pratico, che il design piaccia o meno la reflex Sony si impugna bene (il mignolo della mia manona scappa un po') ed è abbastanza pratica da usare.

Vediamo cosa troviamo partendo dal lato anteriore sinistro e ruotando in senso orario sino al destro.

La prima cosa che incontriamo è il pulsante per sganciare il perno che tiene bloccata l'ottica al connettore metallico (compatibile con ottiche Sony, Minolta e Konica-Minolta), sotto un interruttore permette di passare dalla messa a fuoco automatica a quella manuale, staccando il motore contenuto nel corpo macchina. Sopra, un piccolo pulsante permette di aprire il flash "pop-up" integrato nella macchina.

Sul lato sinistro della macchina si trovano le connessioni per l'alimentazione e lo scatto remoto, alloggiate dietro un pannello di gomma, più su la rotella di selezione dei programmi, che include una modalità completamente automatica, le PASM (programma, priorità di apertura o tempo, manuale) e ben sette modalità preimpostate.

Sony Alpha A350
Il retro della A350 è caratterizzato dal display mobile, capace di ruotare verso l'alto ed il basso.

Arriviamo quindi alla parte posteriore, dominata dal grande display orientabile e da un mirino, che ad occhio e croce ha le stesse dimensioni di quello della mia Canon EOS 400D, dotato di una bella gomma dove trovar posto comodamente, e di rotellina per la correzione diottrica a portata di dito (cosa che apprezzo sempre, dato che mi permette di fotografare con o senza occhiali senza dover smontare la gomma protettiva per arrivare a modificare l'impostazione). Sotto il mirino un sensore si occupa di spegnere il monitor quando si avvicina l'occhio ed al contempo di attivare l'autofocus, se abilitato per funzionare in questo modo.

Sopra troviamo il connettore proprietario per il flash, ovvero diverso da quello "standard" che si trova sulle altre macchine. Una limitazione solo parziale, visto che comunque avere la slitta "standard" non significa poterci montare tutto quello che esiste per quel tipo di connettore.

Tornando al retro, in cima a sinistra capeggia l'interruttore di accensione, più sotto, quattro pulsanti posti al lato del monitor permettono di accedere al menù, cambiare le impostazioni di visualizzazione, avviare la visione delle foto, memorizzate e cancellarle.

Sulla destra del monitor troviamo il pulsante "Fn", che da accesso ad un menù con sei impostazioni riguardanti il funzionamento della macchina; flash, misurazione, autofocus, area autofocus, bilanciamento del bianco e gestione gamma dinamica (un sistema per espandere la capacità di catturare più toni). Sotto la croce di navigazione con tasto centrale che in fase di scatto funziona da "AF spot". Infine più sotto l'interruttore per attivare la stabilizzazione. La croce direzionale può anche essere impostata per modificare al volo il punto di autofocus, funzione molto interessante per i miei gusti.

Tornando verso l'alto troviamo la spia rossa che indica le operazioni sulla scheda di memoria, una compact flash da inserire nel vano subito a destra (mi aspettavo di trovare una Memory Stick, che comunque si può inserire tramite un adattatore, non fornito), all'interno del quale si trova anche il connettore USB (il vano rimane aperto durante la connessione al PC). Quindi il pulsante che ha come funzione principale quella di permettere la modifica della compensazione e quello "AEL" per il blocco dell'esposizione, entrambi i pulsanti servono durante la visione delle foto per zoomare al loro interno. Più a destra un tasto "anomalo" in una reflex, che mi ha costretto a tirare fuori il manuale dalla scatola :-P

Il tasto riporta l'icona di un rettangolo con quattro frecce verso l'esterno ad "ingrandirlo", ed è in effetti una novità per una reflex, se la memoria non mi inganna. Il tasto, che funziona solo quando si usa il "live view", ovvero l'anteprima sul monitor, sacrifica parte della risoluzione più che abbondante del sensore principale per offrire un ingrandimento pari a 1.4 o 2X rispetto alla focale impostata. In pratica la macchina usa la porzione centrale del sensore per offrire "gratis" due teleconvertitori, da 1.4X con cui la risoluzione scende a 7.7 megapixel e 2X con cui si va a 3.5 megapixel.

Per quanto la funzione possa essere emulata in un programma di fotoritocco, può essere utile ai principianti e a quei fotoamatori che non hanno molta dimestichezza con questi programmi, certo 3.5 megapixel sono pochini per delle stampe di buon formato, ma 7.7 si posso ben accettare in cambio di un tele che, nel caso dell'obiettivo in prova, diventa quasi un 150mm!

Sony Alpha A350
Il display nella posizione che permette di vederlo dall'alto, scattando con la macchina vicina al suolo, per esempio.

Salendo sul corpo macchina troviamo un tasto che permette di passare da scatto singolo a raffica, attivare il bracketing o il timer con varie impostazioni. Poco più in la il tasto "ISO", che permettono una scelta che va da 100 a 3200 con un utile impostazione "auto" che varia la sensibilità secondo necessità (tra ISO 100 e 400 nelle modalità PAS). La sensibilità impostata non viene visualizzata tra le indicazioni nel mirino, ma solo nel display.

Sony Alpha A350
Da sinistra a destra dei particolari dell'accendino scattati a ISO 100, 200, 400, 800, 1600 e 3200. Il rumore sino a ISO 400 è ben contenuto, a 800 comincia la sua ascesa. Devo dire comunque che il software della macchina fa un buon lavoro nel ridurlo senza cancellare troppo i dettagli, anche a ISO 3200 le foto sono utilizzabili, se pur rumorose.

Giungiamo quindi al tasto di scatto, davanti al quale si trova la classica rotella di selezione dagli infiniti usi. Nella parte alta dell'impugnatura, appena sotto la rotella, si trova la lucina dell'indicatore dell'autoscatto.

Sotto, l'attacco del treppiedi allineato con l'ottica e il vano per la batteria. A proposito, come da tradizione Sony la macchina da una precisa indicazione in percentuale sullo stato di carica.

 

L'obiettivo in dotazione

Il 18-70 venduto in kit con la A350 è un obiettivo abbastanza modesto, realizzato totalmente in plastica, attacco compreso. Metà buona del barilotto è coperta dalla grande ghiera di zoom, su cui si trova una bella gomma che offe un'ottima presa. La parte anteriore, che esce durante la zoommata, termina con una piccola ghiera per regolare la messa a fuoco, che praticamente non ho mai usato direttamente, dato che montando il piccolo paraluce in dotazione viene naturale utilizzare quello per la regolazione. La lente frontale e relativa filettatura da 55mm per filtri ruota durante la messa a fuoco, questo è un piccolo difetto per quando si usa il filtro polarizzatore, che si deve ruotare nuovamente per ottenere l'effetto voluto, se si regola la messa a fuoco.

Sony Alpha A350
Il 18-70mm f/3.5-5.6 è un obiettivo economico ma che fa il suo dovere, permettere delle foto discrete senza far lievitare il prezzo del kit.

Non ho altre ottiche da provare, ma credo di non sbagliare se vi dico che quando avrete rimpinguato il salvadanaio, un obiettivo nuovo sarà il primo passo per tirare fuori dal sensore ciò di cui è realmente capace.

 

Funzioni

Il monitor offre una grande area per inquadrare, che permette di vedere bene cosa andrà nell'inquadratura e di avere un'idea più immediata di quale sarà il risultato finale, inoltre grazie alla possibilità di piegarlo, si può scattare con la fotocamera sopra la testa, utile ad esempio in mezzo alla gente, o al contrario piegandolo verso l'alto si può usare la fotocamera vicino al suolo, senza assumere posizioni strane ed evitando di sdraiarsi per terra.

Il sistema diventa inutile o comunque personalmente preferisco il mirino, in quelle condizioni in cui diventa difficile vederlo bene, in linea di massima nelle ore in cui il sole picchia veramente forte. Anche di notte non ha molto senso guardare un display quasi nero, tuttavia l'ho trovato utilissimo per un altro motivo, l'otturatore al mirino che evita infiltrazioni di luce dallo stesso, sempre in agguato nelle lunghe esposizioni. E' vero che c'è il copri mirino, che si può inserire nella tracolla della macchina, ma smontare la gomma del mirino e mettere quello al suo posto è un'operazione che pigro come sono, mi scoccia sempre, per non considerare che per inquadrare di nuovo bisogna toglierlo e via dicendo.

Durante l'uso del mirino il display può rimanere spento o mostrare una schermata riepilogativa, in modalità "normale" o "piena di informazioni" che ruota seguendo la fotocamera, le informazioni sono mostrate in ordine ed in modo molto chiaro.

Appoggiando l'occhio al mirino il display si spegne in favore delle informazioni mostrate all'interno dello stesso, quelle classiche di ogni reflex, se non per una piccola icona seguita da una serie di barrette che vanno via via allungandosi. Questa icona indica praticamente il "tremore" delle mani che viene trasmesso alla macchina, meno barrette ci sono, meglio è! Interessante come sia un buon strumento per capire quanto certi modi di impugnare la macchina siano validi.

A proposito di mosso, l'A350 integra il sistema di stabilizzazione SteadyShot, che muove il sensore sul piano in cui alloggia per compensare i movimenti introdotti dalle mani, difficile mostrare con degli scatti la sua azione, ma per esperienza con la mia reflex, non stabilizzata, posso dirvi che il classico limite di 1/60 che mi impongo con lo zoom di focale simile a quello Sony che utilizzo, su quest'ultima scende a 1/30 e sino a 1/10 circa con l'accortezza di stare attento all'indicatore di mosso. In pratica sino a 2 stop si recuperano con tranquillità (con un po' di perizia forse anche qualcosa in più).

La possibilità di lasciare che la macchina modifichi l'ISO tra 100 e 400 in automatico, considerando anche che in questo range di valori non vi è molto rumore, è una grande comodità. In ogni caso il pulsante ISO capeggia nella parte superiore della macchina, a portata di dito.

Le funzioni invece che tra virgolette mi sono sembrate un po' nascoste, sono quelle accessibili con il tasto "Fn", io sono abituato ad esempio a cambiare tipo di misurazione al volo, premendo l'apposito tasto e girando la rotella sotto l'indice, mentre sulla A350 bisogna aprire il menù, selezionare l'opzione, entrarci e quindi scegliere l'impostazione. Non che sia una procedura complessa, ma bisogna necessariamente distogliere un attimo l'attenzione dall'inquadratura.

Sony Alpha A350
Lo so che in se non è molto interessante come foto, ma dimostra bene la capacità di ottimizzare la gamma dinamica della A350; la zona in ombra è ricca di dettagli così come quella in luce, che non contiene bruciature.

Nel menù suddetto troviamo anche l'interessante opzione di "ottimizzazione della gamma dinamica", che se attivata si comporta come la funzione "luci/ombre" disponibile nei programmi di fotoritocco. Il software della macchina in presenza di forti contrasti, come quando si fotografa sotto il sole, tenta di salvare informazioni sia dalle zone troppo scure che troppo chiare a spese del contrasto generale. La funzione offre due livelli di intervento, in quello standard (DR) il programma lavora su tutta l'immagine, in quello avanzato (DR+), l'immagine viene suddivisa in piccole aree, elaborate singolarmente.

La funzione non interviene sui file RAW, che possono subire lo stesso trattamento in seguito, tramite il programma fornito a corredo.

 

Fotografare con l'Alpha

Come accennato, la messa a fuoco ha un "sostegno" dato dall'attivazione automatica del sistema all'avvicinamento dell'occhio all'oculare. Così che al momento in cui si preme a metà il pulsante di otturazione, se non si è cambiata inquadratura l'ottica non deve fare nessuno sforzo per mettere a fuoco. Questo fa sembrare l'ottica, che comunque ha una buona velocità, più performante di quanto non sia.

Il mirino della A350 ha uno schermo farcito di indicazioni, a mio gusto anche troppe; finché non ci si fa l'abitudine distraggono un po'. Troviamo le linee dei 7 punti di messa a fuoco, con quello centrale rappresentato da un quadrato, attorno a questo un cerchio descrive l'area di misurazione spot, quindi gli angoli del rettangolo che contiene l'area di autofocus e per finire due tratti in alto ed altrettanti in basso, che indicano l'area di scatto in formato 16:9, per quando viene impostato.

Sony Alpha A350
La Sony ha realizzato un sistema di live-view innovativo, la macchina continua a funzionare pienamente come una reflex.

Quando si passa alla visione tramite display, il sensore addetto "vede" lo schermo di messa a fuoco, compreso di indicazioni suddette, con la differenza che i punti di messa a fuoco non si illuminano, ma vengono sostituiti da quadrati verdi, come in una compatta. Utilizzando il display si può anche far conto su un'utile istogramma in tempo reale.

Scattata la foto, la macchina mostra per il tempo impostato il risultato. In fase di revisione si possono ottenere tutti i dati di scatto e l'istogramma per ogni colore della terna RGB e per la luminosità.

L'A350 offre diversi formati di immagine, tra cui quello che sfrutta tutti i 14 megapixel in formato 3:2 fornendo un'immagine da 4592x3056 pixel ed un formato 16:9 che restituisce file da 4592x2576 pixel (12 megapixel). Le immagini possono essere memorizzate in RAW, in Jpeg o in combinazione, per avere file Jpeg pronti all'uso ed alla visione e RAW da modificare più tardi. Sony ovviamente fornisce a corredo un programma, denominato "Image Data Converter SR" per la conversione dei file RAW proprietari in Jpeg o Tiff.

 

Concludendo

La Sony Alpha A350 è una macchina ricca di feature, che mira sicuramente a coinvolgere chi proviene dal mondo delle compatte della casa e non. Il sensore offre risoluzione in abbondanza, tuttavia per ottenere la qualità di cui è capace bisogna sicuramente acquistare delle ottiche più preformanti di quella presente nel kit da me provato.

PRO

CONTRO



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