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Recensione ProLight-Equipment Kit + Cactus Wireless Flash Trigger V4

Recensione ProLight-Equipment Kit + Cactus Wireless Flash Trigger V4

di Stefano Arcidiacono alias SteO (www.steo.it)

Qualche mese addietro vengo a sapere tramite Officine Fotografiche di una linea dedicata all'illuminazione denominata ProLight-Equipment e ne pubblico notizia, in tempo record vengo contattato dai suoi creatori, che scopro essere dei ragazzi di Roma, per ottenere una recensione del loro kit di "attacco".

ProLight-Equipment
Il kit della ProLight-Equipment al completo, in primo piano la S/300, dietro la S/125 con il soft-box.

In breve tempo mi vedo recapitare un grosso scatolone con dentro diverso materiale, due monotorce di differente potenza ed i relativi stativi, un soft-box 40x80, 2 ombrelli dalle caratteristiche differenti ed un borsone per contenere il tutto.

Il kit nasce per invogliare anche il fotografo non professionista, diciamo il "fotoamatore evoluto" o magari il fotoclub a dotarsi di una strumentazione valida per attrezzare un piccolo studio in cui spaziare dal ritratto al glamour. ProLight-Equipment offre il kit, che ovviamente andremo ad esaminare in dettaglio, ad un prezzo al di sotto dei 600 euro.

Monotorcia S/125 & S/300

Il cuore del kit proposto da ProLight-Equipment sono ovviamente le due monotorce, apparecchi che in un unico corpo pesante meno di 3kg includono il generatore, l'elettronica di controllo, la lampada flash e quella pilota.

ProLight-Equipment
La monotorcia S/300 della ProLight-Equipment con la parabola in dotazione e l'ombrellino del kit.

Nella parte anteriore delle due monotorce troviamo la lampada circolare del flash già montata e l'attacco per la "luce pilota", una lampada alogena da 150W. La luce pilota può essere accesa a piena potenza o regolata proporzionalmente a quella flash, il suo scopo principale è quello di dare un'idea di come agirà il flash ed ovviamente è utile anche come sussidio all'autofocus, nel caso la luce ambientale sia inadeguata.

ProLight-Equipment
Vista frontale di una monotorcia, il grosso bulbo opaco è la lampada pilota, mentre quella circolare è il flash.

Da buon fotoamatore mi vengono in mente anche altri usi per la lampada pilota, in fondo 150W non sono pochi, si potrebbero utilizzare da soli con un alta impostazione ISO o magari con un treppiedi e tempi adeguati per illuminare uno still-life o delle scene destinate al mercato stock.

Attorno alle lampade troviamo l'attacco per gli accessori principali, nel nostro caso troviamo già montata una parabola piccola, segue un bank 40x80 come seconda ed unica opzione. Sul sito del produttore è ovviamente possibile acquistare altri accessori e naturalmente i tubi flash di ricambio; immagino comunque che quelli in dotazione abbiano una buona durata.

Sul corpo delle monotorce troviamo alcune feritoie che permettono alla ventola interna di fare il suo lavoro e, arrivati quasi alla parte posteriore, troviamo in cima una cupola trasparente che protegge la fotocellula, necessaria per sincronizzare lo scatto con quello del flash sulla macchina o di un'altro flash, senza utilizzare il cavo syncro.

ProLight-Equipment
Il pannello di controllo della monotorcia S/300, con i comandi per settare l'apparecchio.

Arriviamo infine alla parte posteriore delle monotorce, dove sovrastato da una comoda impugnatura si trova il pannello di controllo. Qui troviamo il connettore per il cavo di alimentazione ed il fusibile di protezione; in dotazione troviamo un cavo che ad occhio mi sembra di 5 metri.  In dotazione anche un cavo da inserire nella presa Syncro del pannello posteriore e quindi nell'apposito connettore sulla fotocamera, se presente.

Troviamo quindi il pulsante di accensione, che attiva il generatore e la relativa ventola di raffreddamento, quello per attivare il "cicalino" di conferma dell'avvenuto lampo, il tasto per attivare la fotocellula, quello per la luce pilota ed infine il pulsante "test"; indovinate un po' a cosa serve...

Chiude la carrellata di controlli la manopola per regolare la potenza del flash, che sulla S/300 è accompagnato da un display a due cifre con l'indicazione di potenza in F-stop.

ProLight-Equipment
Il panello di controllo della S/125, display a parte i comandi sono identici a quelli della sorella maggiore.

Una nota sul tasto per la luce pilota, questo ha 3 posizioni differenti, spenta, accesa con potenza proporzionale a quella del flash (manopola suddetta) ed accesa a piena potenza. Quando si trova sulla posizione "piena potenza" la luce pilota rimane accesa a prescindere dallo stato dell'interruttore principale; in pratica si può usare la monotorcia come un faretto da studio, quando non serve il flash, senza scomodare inutilmente l'elettronica di controllo ed il relativo generatore a seguito.

Stativi 4 sezioni H280

A sostegno delle monotorce troviamo nel kit due stativi in alluminio a 4 sezioni con sistema "Air Cushion" che impedisce ad ogni sezione di scendere troppo velocemente quando viene sbloccata, col pericolo di danneggiare la monotorcia; in pratica un sistema pneumatico fa  defluire l'aria lentamente ammortizzando ed evitando la "caduta".

ProLight-Equipment
La monotorcia sullo stativo con montato il soft-box.

Gli stativi pesano 1.6Kg, sono alti 90cm da chiusi e ben 280 in piena estensione, il raccordo superiore permette di montare le monotorcia sia sopra che lateralmente, le varie sezioni ed i piedi si regolano tramite manopole a vite.

Soft-box 40x80

Smontando la parabola in dotazione (si tira una levetta, si ruota di qualche grado e via) si può applicare il Soft Box alle due monotorce. Il Soft Box del kit è un 40x80cm, ideale per ritratti e mezzi busti, con un po' di buona volontà e la creatività di un fotoamatore può servire anche per altre generi di fotografia.

Ovviamente arriva smontato per occupare meno spazio, all'interno del suo scatolo troviamo il raccordo di alluminio da agganciare alle monotorce, su cui vanno applicate le quattro bacchette che tendono il telo principale, seguono poi un telo interno ed uno esterno, entrambi bianchi.

Il kit non contiene spiegazioni, ed in effetti in generale non è che vi sia molto da spiegare, l'unica cosa in cui ho trovato un attimo di smarrimento è stato questo soft-box; apparentemente le bacchette sembrano non potersi piegare sino a raggiungere la forma voluta, in realtà lo fanno benissimo ma ci vuole un attimo di pazienza per sistemarle una ad una e sopratutto per inserire l'ultima, che ha un meccanismo di blocco per tendere bene il tutto.

Su YouTube comunque sono presenti dei video in cui i ragazzi della ProLight montano un po' tutto quello disponibile in catalogo; la spiegazione è abbastanza chiara e con evidenza dei passaggi più impegnativi.

Ombrello bianco/nero riflettente da 36 pollici

Chi non ha mai visto almeno una volta i simpatici ombrellini da studio andando a farsi una fototessera? Ebbene l'oggetto in esame è praticamente un ombrello senza manico, che si apre e si chiude allo stesso modo di quelli comuni, dotato di superficie esterna nera ed interna bianca.

Lo montate sulla monotorcia, facendolo passare nell'apposito foro nella parabola in dotazione, puntate il tutto verso l'alto ed ecco che al momento dello scatto l'ombrello diffonderà la luce del flash come... una pioggia.

Più avanti vedremo in che modo l'ho usato ed i risultati ottenuti.

Ombrello bianco trasparente da 36 pollici

Il "soft-brello", insomma un ombrello con una copertura bianca molto leggera che si usa in maniera opposta al precedente; in pratica lo si monta sulla monotorcia, si dirige la stessa sulla stupenda modella che ci sta aspettando e si scatta lasciando che il sottile telo smorzi e diffonda l'illuminazione evitando di friggere il soggetto.

Nella pratica ne ho fatto un uso simile a quello del Soft Box, più avanti vedremo le differenze e relativi pregi/difetti delle due soluzioni.

Borsa orizzontale con tracolla

Capiente e rigida, la borsa in dotazione è imbottita come una per macchine fotografiche, al suo interno trova posto tutta l'attrezzatura in dotazione e rimane un po' di spazio a disposizione per aggiungere altro, volendo una reflex dovrebbe starci.

Gli stativi  non entrano completamente nella borsa, ma ne escono per una quindicina di centimetri, questo per una scelta della ProLight di fornire gli stativi più alti possibili e quindi potenzialmente più versatili.

Dunque, che si fa?

Montate le due monotorce sugli stativi in tarda serata, senza la possibilità di reperire una modella papabile, ho iniziato a sperimentare un po' con queste due macchine.

Se siete giunti sino a questa parte dell'articolo penso siate incuriositi dal kit e magari vi starete ponendo la domanda fondamentale a questo punto, ovvero "come funzionano?".

Bene, commutiamo l'interruttore generale di una monotorcia, che subito diventa rosso e da vita alla ventola di raffreddamento, non troppo rumorosa; accendiamo quindi la lampada pilota per avere un'idea della copertura del nostro "flash da casa".

Ora ci sono due opzioni, collegare il cavo syncro alla fotocamera, decisamente da scartare per me, visto che la mia Canon EOS 400D non ha questo contatto . L'altra opzione è quella di utilizzare il lampo della fotocamera per dire alle monotorce, tramite le fotocellule, che devono darsi da fare.

Come immaginavo però nasce un problema, il pre-lampo emesso dalla mia fotocamera fa scattare le monotorce, che si trovano poi scariche al momento del lampo vero e proprio, che avviene una frazione di secondo dopo. Onestamente non so se esiste un sistema per evitare il pre-lampo sulla 400D, come sulle macchine di fascia professionale, a vista nei menù non mi sembra.

La soluzione più semplice e pratica che ho trovato è quella di utilizzare il flash esterno, nel mio caso un Canon 580EX, impostato in manuale ed alla minima potenza, e quindi puntato sul tetto per non interferire con la luce delle monotorce.

A questo punto usare le monotorce diventa un mero problema di posizionamento e di regolazione delle potenze, trovato il setup giusto ho fatto diversi scatti di prova senza problemi, tra i cicalini contenti delle monotorce, che avvisano del loro corretto funzionamento.

Forse è meglio usare il cactus...

Questo paragrafo dovrebbe in realtà essere una recensione a se stante, visto il valore pratico degli oggetti in esame, ma considerato che il loro scopo è lavorare con i flash e che mi sono stati inviati apposta per provarli con il kit in esame, i due cactus dovranno accontentarsi...

ProLight-Equipment
I due piccoli cactus...

Visto il mio problema nell'interfacciare la 400D con le monotorce ed il fatto che non tutti posseggono un flash cobra abbastanza flessibile come il 580EX di Canon, i ragazzi della Prolight mi hanno inviato a tempo record una scatolina nera con su scritto "Cactus - Wireless Flash Trigger V4", contenente un manualetto, un libricino di esempi pratici con foto e relativo set-up per ottenerla, alcuni cavi di collegamento ed i due cactus!

Mi spiego, i due cactus in questione sono due scatoline di PVC, la prima con una piccola antenna da mettere sulla slitta accessori della macchina fotografica, dotata di 4 piccoli switch per selezionare uno dei sedici canali a disposizione ed un pulsante test. La seconda, alimentata da due pile AAA in dotazione, ha un attacco slitta/treppiedi di sotto, l'attacco per il flash sulla parte superiore, i 4 switch di selezione canale, un tastino di accensione e, come il trasmettitore, un ingresso jack per usare i cavetti.

A questo punto avrete capito lo scopo, montate il trasmettitore sulla slitta accessori della macchina fotografica, usate uno dei cavetti in dotazione per agganciare il ricevitore ad una delle monotorce et voilà! Ecco allestito un sistema senza fili leggero ed efficace con una spesa inferiore ai 50 euro.

Il sistema ovviamente porta solo il segnale di scatto e non le informazioni che utilizzano i moderni flash E-TTL, questo non cambia nulla per le monotorce. I flash cobra dovranno ovviamente essere regolati manualmente e così i parametri di scatto, cosa che vi assicuro non vi porterà via più di una manciata di minuti.

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Figura C1 - La luce solare illumina quasi dall'alto la modella, iutata dalla luce del flsh, proveniente da sinistra.

Ho avuto modo di provare i cactus sul campo poco dopo il loro arrivo, in una bella giornata, anche se un po' fredda, son salito a Castelmola, una paesino costruito su uno spuntone di roccia, poco sopra il più noto paese di Taormina.

Ho regolato, se la memoria non mi inganna, il 580EX tra 1/4 e 1/16, lasciandolo a terra o sopra ogni appoggio possibile ad un paio di metri dalla modella, utilizzandolo per buona parte del tempo come luce di schiarita ed in qualche caso come luce principale.

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Figura C2 - I tenui raggi solari sono aiutati dal flsh, posizionato a terra a sinistra della modella.

Il risultato nelle figure C1 e C2; sicuramente poter staccare la luce del flash dalla sua posizione sopra la macchina apre nuovi orizzonti, allargando molto le possibilità creative.

Prova pratica del kit

Nel giro di alcune settimane riesco ad effettuare varie prove prendendo confidenza con l'attrezzatura, non che sia particolarmente difficile capire come funzionano le monotorce in se; i comandi sono ridotti al minimo. Bisogna però imparare a posizionarle ed indirizzarle nel modo giusto; un paio d'ore con una modella a disposizione per me son state sufficienti per capire il comportamento delle monotorce e cominciare a piazzarle a colpo sicuro. La regolazione della potenza nell'era digitale non è un gran problema, visto che possiamo permetterci di buttare anche più di uno scatto di prova. Comunque dopo un po' di pratica anche questo parametro diventerà automatico.

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Figura 1 - Il risultato finale...

Nella foto in figura 1 quello che è un po' il risultato finale delle mie sperimentazioni, entrambe le monotorce configurate a puntino per produrre un illuminazione morbida sulla modella, che offra ombre leggere ed uno sfondo non troppo illuminato. In questa foto la S/125 (numero guida 22 a ISO 100) con montato sopra il soft-box si trova alla mia sinistra, più alto rispetto al viso della modella e orientato in basso verso la stessa. A sinistra, proprio difronte alla modella e su di essa puntato, si trova invece la S/300 (numero guida 55 a ISO 100) con montato l'ombrellino bianco trasparente, impostata ad una potenza minima, così come la S/125 che, pur se meno potente, a queste distanze e con tutto il soft-box è comunque in grado di arrostire il soggetto.

La foto è stata scattata con una Canon EOS 5D mark II che ho avuto in prova nello stesso periodo del kit Prolight, ho potuto quindi sfruttare la presa sulla fotocamera per far scattare una delle due monotorce, in questo caso la S/125 con il soft-box, attivando la fotocellula sull'altra.

Ho usato il 50mm f/1.8 di seconda generazione (se la memoria non mi inganna), chiuso a f/6,4 con un tempo di 1/160 di secondo a ISO 200.

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Figura 2 - Luce pilota e luce flash con parabola piccola.

In figura 2 un combo con la mia pazienta modella Emanuela che posa per una foto con la luce pilota (a sinistra), ed a destra un colpo di flash con la parabola piccola in dotazione.  Lavorando un po' si possono ottenere cose carine anche con la sola luce pilota, ma certamente la scarica del flash, anche a potenze basse, ha maggior capacità di mostrare i dettagli ed ovviamente permette di lavorare con diaframmi più chiusi e tempi più rapidi.

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Figura 3 - Confronto tra ombrello bianco e soft-box.

In figura 3 la comparazione tra l'ombrello bianco (a sinistra) ed il soft-box, entrambi con luce flash. I due accessori sul campo mi hanno dato l'impressione di offrire risultati molto simili, ed in effetti in questa comparazione sul ritratto si nota poca differenza, è appena più morbido il soft-box, ma in maniera direi trascurabile. A dar giudizio, direi che propenderei per il soft-box in interni, perchè permette di avvicinarsi di più alla fonte di luce, in esterni, dovendomi scarrozzare l'attrezzatura propenderei per la compattezza dell'ombrello, semplicissimo da chiudere e riaprire.

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Figura 4 - Il soft-box con luce pilota e luce flash.

In figura 4 troviamo a destra la foto precedente eseguita con il soft-box, mentre a sinistra l'equivalente con la sola luce pilota. La luce fissa non offre il dettaglio del flash, ma in compenso regala una luce morbida che restituisce una pelle molto "soft".

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Figura 2 - Paragone tra ombrello nero e soft-box.

Ancora il sof-box sulla destra in figura 5, a sinistra invece il lampo del flash sparato contro l'ombrello nero, che grazie alla distanza ed agli oggetti chiari presenti in giro per la stanza, che hanno riflesso la loro piccola parte di luce, ha illuminato la modella a 360°, alleggerendo molto le ombre. Inizialmente l'ombrello nero mi è sembrato un po' la cosa meno utile del kit, da questa ed altre foto mi sono invece dovuto ricredere. La sua morte comunque mi sembra essere nella funzione di "luce di riempimento", in supporto alla luce principale del soft-box o dell'altro ombrello sull'altra monotorcia.

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Figura 6 - Il set al completo!

Permettetemi infine un attimo di esaltazione personale per il ritratto in figura 6, che è venuto come e forse anche meglio di quanto desideravo, realizzato con la Canon 400D ed il 580EX puntato sul tetto alla minima potenza, soft-box sul lato destro, ombrello nero sulla seconda monotorcia ad illuminare un po' l'ambiente.

Conclusioni

La fotografia si basa sulla luce, mettete da parte un'attimo gli intenti per un nuovo obiettivo od un nuovo corpo macchina e pensate al genere che vi piace fotografare; se questo genere tiene conto di una o più modelle/i ed un set che si svolge in interni, forse è il caso di considerare seriamente l'acquisto di un kit come quello proposto da Prolight.

Queste monotorce sono semplici da usare, molto versatili e non dovete stare appresso alle batterie. Credo che, con ritardo devo ammettere, entreranno molto preso a far parte del mio corredo.

Considerando infine il lato economico, c'è da dire che con un minimo di cure, lampade a parte, un'attrezzatura del genere dovrebbe durare praticamente una vita, consideratelo quindi un investimento duraturo, al contrario per esempio dei corpi macchina, che vengono aggiornati praticamente ogni anno, offrendoci sempre nuove tentazioni.



Commenti

Mostro 3 commenti, dal più recente:Discendente

napocapo
una domanda riguardo i trigger se mi è possibile farla ... ho preso tutto alla pro-light (torce e trigger cactus), avendo una 450D con obiettivo SIGMA. ho collegato il ricevitore e il trasmettore alla macchina fotografica. se eseguo il test con il pulsante sul trasmettitore funziona 1 o 2 o 3 torce . ma quando scatto con la macchina 450D non succede nulla (a parte lo scatto bello nero avendo impostato un tempo di 500 in studio). ci sono delle impostazioni/pulsanti da regolare su macchina e/o torce?. Scusatemi la mia ignoranza ...
Andrea
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Inserito da Andrea "napocapo" Nicaretta Utente di Photorevolt il 14/04/2011 alle 23:46:48

SteO
Ciao Andrea,
montato sulla slitta accessori della 400D scatta, almeno nelle modalità PASM e in automatico, le altre non saprei. Hai un flash per provare se il contatto della 450D funziona e/o un'altra macchina per provare se funziona il trigger (il led si accende allo scatto o meno)?

Prova anche a variare i tempi, anche se la durata del lampo di queste torce è minore di 1/700, quindi dovrebbe andar bene 1/500.
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Inserito da Stefano "SteO" Arcidiacono Amministratore di Photorevolt il 16/04/2011 alle 20:26:31

Spaikid
Bene e ben fatto... ora guardo sul loro sito se diventerà il mio regalo di natale in ritardo
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Inserito da Spaikid Utente di Photorevolt il 24/12/2009 alle 21:21:44


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