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Recensione Canon EOS 7D con EF-S 15-85mm f/3.5-5.6 IS USM e Pixma Pro 9000

Recensione Canon EOS 7D con EF-S 15-85mm f/3.5-5.6 IS USM e Pixma Pro 9000

di Stefano Arcidiacono alias SteO (www.steo.it)

La EOS 7D è una fotocamera particolare, un punto di rottura con il suo passato, una fotocamera nel cui design si intravedono chiaramente le linee della casa, ma che allo stesso tempo mostra tanti piccoli particolari che la rendono diversa, dalla semplice dimensione dei pulsanti al suono dell'otturatore.

La nascita della EOS 7D ha visto la partecipazione di numerosi padri e madri, Canon ha infatti contattato 5000 fotografi sparsi in tutto il mondo, con diversi livelli di esperienza e necessita differenti. La fase di progettazione è iniziata da zero, partendo dalla raccolta di tanti pareri e richieste degli utenti, sono stati fatti persino dei “gruppi di discussione" per comprendere cosa vuole il fotografo moderno da una reflex digitale.

Da questo lavoro è nata una macchina nuova, se conoscete il mondo Canon vi basterà impugnarla, guardare nel mirino e giocarci un paio di minuti per capire che è la "diversa" del gruppo.
Canon EOS 7D

Personalmente, tirandola fuori dalla scatola e soppesandola il mio primo pensiero è andato alla EOS 5D mark II consegnata qualche settimana prima, la EOS 7D è un po’ più pesante della 5D ed ha più o meno le stesse dimensioni, a guardarle accanto senza sapere cosa c’è dentro, dal nome si potrebbe dire che la 7D è il modello superiore.

In realtà il sensore pieno formato della 5D mark II è un passo più avanti per gestione del rumore e risoluzione disponibile, ma per altri versi la 7D si prende una piccola rivincita, mostrandosi più generalista e malleabile della sorellina pieno formato.


Aspetto e comandi

Il corpo della EOS 7D prende forma su una base in magnesio, realizzata riducendo al minimo possibile i punti di giuntura e inserendo guarnizioni un po' ovunque (una delle richieste degli utenti...) per renderla resistente alla polvere ed all'acqua, non che si possa fotografare sott'acqua intendiamoci, ma è pronta ad affrontare la neve ed il deserto così come lo era la leggendaria EOS 1-N, che il sistema usato richiama molto.

A proposito di neve, se avete usato almeno una volta la reflex sulla neve sapete che i guanti non ci vanno molto d’accordo, seguendo un’altra richiesta dei 5000 “consiglieri” Canon ha aumentato la dimensione dei pulsanti, rendendoli a prova di guanto.

Attorno al bocchettone di innesto delle ottiche, in metallo e con indicatore di inserimento per obiettivi EF ed EF-S, troviamo il pulsante per aprire il flash incorporato, il tasto di sblocco dell’obiettivo e poco sotto il tasto per chiudere il diaframma a quello selezionato, e quindi visualizzare la profondità di campo.

Considerando il centro del bocchettone il flash sta a circa 9 cm di altezza, una distanza che aiuta a diminuire il pericolo degli occhi rossi, ha numero guida 12 (ad ISO 100), copre la focale 15mm (equivalente a 24mm nel formato 35mm), si ricarica in circa 3 secondi ed ha un x-sync di 1/250 di secondo.

Il flash interno può (finalmente!) comandare altre unità, essendo a tutti gli effetti un trasmettitore Speedlite.

Canon EOS 7D

Sul lato opposto troviamo il sensore IR per il telecomando e quindi l’impugnatura, grande e ben sagomata, dovrebbe essere in grado di dar posto anche a mani di una certa dimensione. Sull’impugnatura troviamo ovviamente il pulsante di scatto a due posizione, la ruota anteriore ed un piccolo tasto “M-fn" subito a portata di dito, che serve per modificare diverse cose, che vedremo in seguito.

Subito dietro, salendo sul corpo macchina troviamo il display LCD riepilogativo con lo stato della macchina, sovrastato da classici tasti per accedere ad alcune funzioni importanti della macchina:

- bilanciamento del bianco / modalità esposimetro
- modalità autofocus (one shot, AI focus, AI servo/ tipo di scatto (singolo, raffica, a tempo)
- ISO / bilanciamento esposizione
- accensione luce display riepilogativo

L’esposimetro supporta 4 modalità diverse:

- misurazione valutativa
- misurazione parziale
- misurazione spot
- misurazione media pesata al centro

La sensibilità ISO, se non ho fatto i conti male si può regolare su 21 impostazioni diverse, queste includono un “auto” che seleziona automaticamente il valore tra ISO 100 e 3200 per mantenersi almeno ad un tempo di 1/focale, e l’espansione “H” a ISO 12.800, giusto per i casi in cui non se ne può fare a meno.

Nella parte superiore troviamo la slitta accessori e sulla sinistra del pentaprisma la ruota di selezione della modalità con ben 3 di queste personalizabili dall'utente, sotto di questa la leva di accensione.

Canon EOS 7D


Nella parte anteriore spicca il binomio mirino/display, che divide praticamente in due i comandi della macchina.

Il mirino, con correzione diottrica ed una gommatura grande e comoda, ha un pentaprisma che copre il 100% dell'immagine con un rapporto di ingrandimento pari ad 1. Lo schermo di messa a fuoco non si può sostituire, ma offre numerose informazioni grazie ad uno schermo LCD trasparete, coadiuvato dalla classica riga informativa verde, nella parte bassa del mirino.

Confrontandolo con quello della mia EOS 400D, che ha un sensore dalle dimensioni molto simili, il mirino della 7D sembra quello di una full-frame! Comparandolo a memoria con quello della EOS 5D mark II direi che la 7D perde il confronto, ma non in modo eccessivo.

Il display LCD da 3 pollici "Clear View II TFT" ha una protezione in vetro posta su un materiale elastico a contatto diretto con il pannello LCD, che promette immagini nitide e massima eliminazione dei riflessi. La risoluzione del display è di 920.000 pixel.

A sinistra del display LCD troviamo 7 pulsanti, partendo dall’alto:

- tasto di selezione rapida RAW/Jpeg e stampa
Nel caso in cui sia impostato solo RAW attiva anche il salvataggio in Jpeg e viceversa; utile ad esempio se si vuole scattare in Jpeg, utilizzando il RAW solo per certi scatti, ad esempio quelli con una luce un po’ difficile. La seconda modalità permette di lanciare il menù di stampa quando vi è una stampante connessa via USB.

- tasto “Q”
Visualizzazione schermata riepilogativa, tramite joypad si può navigare e modificare le impostazioni

- tasto “menu”
Accede al menù principale, organizzato in 5 aree suddivise in 11 schede, l’ultima delle quali completamente personalizzabile, il “My menu”.

- tasto “stile foto”
permette di selezionare uno dei 9 stili presenti, sia quelli preimpostati che i tre liberi, possono essere personalizzati in vario modo.

- tasto “info”
Offre un riepilogo riguardo al tipo di file, la temperatura colore, il tempo di stand-by, la riduzione del disturbo, lo spazio libero ed altre cose.

- tasti “play” e "cestino"
Per navigare tra le foto scattate ed eventualmente cancellarle.

Sul lato destro del display subito in cima troviamo una novità, una piccola rotella a due posizioni che indicano una cinepresa e la sagoma della EOS, con dentro un tasto “start/stop", che serve per passare in liveview quando lo si preme in modalità fotocamera, e per avviare/fermare la registrazione quando in modalità video. In modalità video il tasto di scatto continua a fare la sua parte, ovvero permette di scattare foto, bloccando momentaneamente il video.

Sotto troviamo il piccolo joypad per navigare tra i menù, scegliere l’impostazione da modificare nella schermata "Q" ed anche selezionare il punto di messa a fuoco.

Segue la ruota dorsale con tasto centrale e levetta per disabilitarla (in modo da non premerla accidentalmente), utile sia per navigare tra le impostazioni che per impostare i parametri di scatto al volo, insieme alla ruota anteriore. Sotto di essa il led che indica l'uso della scheda di memoria.

Per finire, nell’angolo in alto a destra troviamo:

- tasto “AF-ON” per attivare l’autofocus
- tasto “*” per il blocco dell’esposizione
- tasto per la selezione del tipo di messa a fuoco automatica (tramite il tasto “M-fn”) ed il punto di AF tramite ghiere e joypad.

Da notare che le due ruote, il joypad e diversi tasti si possono personalizzare, assegnandogli a scelta una tra le funzioni disponibili.

Sulla parte sinistra della macchina troviamo due coperture in gomma che proteggono 6 connettori:
- flash esterno (le monotorce da studio per esempio)
- filocomando
- microfono esterno
- presa A/V Out e connettore USB unificato (i cavi sono in dotazione)
- connettore HDMI

A sinistra il vano per la scheda di memoria Compact Flash I/II, compatibile UDMA e microdrive.

Sotto la macchina troviamo l’attacco per il treppiedi con una piccola gommatura d’appoggio, il connettore per il modulo di trasmissione Wi-Fi opzionale coperto da un tappo di gomma ed il vano batteria. La EOS 7D è alimentata da una batteria proprietaria LP-E6 agli ioni di litio, da 7,2V con una capacità di 1800mAh. Una CR1616 da 3V funge da batteria tampone per le impostazioni. Il portellino della batteria, che si può togliere per inserire l’impugnatura, ha una gommatura al bordo per rendere anche questo vano resistente agli agenti atmosferici. Ho notato che stranamente al contrario di quanto avviene sulla mia EOS 400D sia il perno dello sportellino che l'attacco sono in plastica.


Sensore ed elettronica


La EOS 7D è equipaggiata con un sensore CMOS di produzione interna in formato APS-C (22.3x14.9mm) con circa 19 milioni di fotodiodi, di cui 18 utilizzati per la produzione vera e propria dell’immagine. Il sensore ha un formato 3:2 ed è dotato del sistema di pulizia EOS, che comprende un rivestimento realizzato per tenere lontana più polvere possibile.

Dentro la macchina batte un doppio cuore formato da due processori Digic 4, responsabili delle prestazioni della macchina. In formato Jpeg è in grado di scattare sino a 126 foto, al ritmo di 8 al secondo, in RAW si riducono ad una quindicina circa.

EOS 7D - Doppio processore Digic 4

Il formato RAW è a 14bit, la macchina offre la possibilità di usare due RAW ridotti, M-RAW da 10 megapixel e S-RAW da 4,5 megapixel, per quando fa comodo tale formato ma non serve un’immagine a piena risoluzione. Le impostazioni Jpeg offrono vari livelli di compressione e formati da 18, 8 e 4,5 megapixel. La macchina e in grado di memorizzare varie combinazioni di RAW+Jpeg e si possono creare e selezionare cartelle sulla scheda di memoria.

Il sistema di messa a fuoco è tutto nuovo, progettato partendo da quello della serie EOS-1, dispone di un processore dedicato ed offre 19 punti di messa a fuoco, a croce con obiettivi di luminosità pari o superiore a f/5,6. I sensori a croce sono più sensibili di quelli lineari, avendo la capacità di rilevare la differenza di contrasto anche in verticale e non solo in orizzontale, questo permette alla macchina di mantenere la messa a fuoco senza esitazione durante scatti multipli di soggetti in movimento.

Parzialmente sovrapposto ai 19 punti di messa a fuoco, si trova il sistema di misurazione iFCL a 63 zone con sensore a doppio strato, il primo è sensibile solo a rosso e verde, il secondo a blu e verde. Il sistema è stato ideato perché questo tipo di sensori tendono a farsi fregare dai colori rossi e verdi a cui sono più sensibili, sovraesponendo un po', il processore che si occupa della misurazione confronta le informazioni provenienti dai due strati per evitare che ciò accada.

Dal lato utente questi sistemi si traducono nella possibilità di selezionare 4 differenti modalità di esposizione, vediamole in dettaglio:

misurazione_valutativa

La misurazione valutativa è quella più generalista, la fotocamera tenta di riconoscere la scena pescando da un proprio database e si comporta di conseguenza.


misurazione_parziale

La misurazione parziale copre circa il 9,4% della zona centrale del mirino, utile per soggetti di una certa dimensione, soprattutto quando lo sfondo ha luminosità differente.

misurazione_spot

La misurazione spot copre circa il 2,3% della zona centrale del mirino, utilissima per calcolare l'esposizione in un punto ben preciso.


misurazione_media

La misurazione media pesata al centro copre una grossa area a partire dal centro del mirino.

Il sistema di autofocus permette di scegliere fra tre modalità diverse, anzi no cinque. Giro di parole per sottolineare che se tre sistemi non vi bastano, potete attivare gli altri due dalle funzioni personalizzate, vediamoli tutti:


af_singoli_punti

In modalità singoli punti AF potete selezionare con le rotelle o con il joypad i singoli punti, essenziale quando il vostro soggetto e decentrato e la macchina si ostina a mettere a fuoco altro...


af_zona

Nella modalità zona AF i 19 punti vengono divisi in 5 zone, utile quando il soggetto è abbastanza grande e non vi serve la messa a fuoco su un punto preciso.



af_auto

La modalità automatica vi lascia liberi di scattare, sarà la macchina a decidere su quali punti mettere a fuoco.


af_spot

La modalità spot AF viene in contro ai pignoli della messa a fuoco, vi serve l'occhio più vicino della modella perfettamente a fuoco? La macchina tenterà l'AF nel punto preciso.

af_espansione

Infine la modalità espansione AF vi permette di selezionare il singolo punto, ma utilizza eventualmente anche quelli adiacenti.

Da notare, che tramite la funzione personalizzata "Punto AF di orientamento" è possibile selezionare il sistema di AF ed eventuali zone/punti in modo indipendente in base all'orientamento orizzontale o verticale della fotocamera!



griglia_mirino

Visto che parliamo di mirino, ne approfitto per aggiungere uno schema con la griglia attivata, tramite opzione dal menù principale. Come vedete la EOS 7D visualizza un sacco di informazioni, il piccolo pegno da pagare rispetto al modesto mirino della mia EOS 400D per esempio, è che il display LCD che si occupa di tutto questo non è completamente trasparente, è facile notare la sua presenza, ma è qualcosa a cui una volta fatta l'abitudine non si fa più caso.

Si può attivare/disattivare a piacere l'illuminazione rossa dei punti di AF, o lasciare che la macchina la attivi solo quando la scena è poco luminosa.

livello_elettronico

Infine è possibile attivare una livella elettronica sul display LCD o nel mirino attraverso i punti di AF.


Modalità di scatto


La EOS 7D offre le quattro modalità "PASM" e la posa Bulb per un pieno controllo dell'apparecchio, una modalità automatica da "punta & scatta", una modalità creativa e 3 personalizzabili a piacere.

modalita_scatto

In qualsiasi modalità premendo il tasto [Q] si accede ad un menù di riepilogo interattivo, dove si possono modificare le impostazioni al volo tramite joypad e rotelle. Nella modalità automatica si può scegliere solo il tipo di file e lo scatto singolo o a tempo.

In modalità creativa appare il menù per chi vuole fotografare creativamente ma senza preoccuparsi della parte tecnica, in pratica si può scegliere quanto si vuole lo sfondo sfocato, se schiarire o scurire la scena, il tipo di stile, l'uso del flash e la macchina imposterà i parametri di conseguenza. Diciamo una modalità automatica un po' più interattiva per chi è alle prime armi.

modalita_creativa

Tutte le altre modalità offrono invece una schermata completa di controllo, le opzioni si possono modificare da qui come dai tasti dedicati se disponibili.

schermo_controllo_rapido

Nella schermata sovrastante si possono notare alcune cose interessanti, la "D+" indica che è attivata la funzione personalizzata che da priorità alle tonalità chiare, per migliorare il dettaglio nelle aree luminose, sotto troviamo l'icona dell'ottimizzazione automatica della luce (quella con la sagoma e la scritta "off").

La funzione di ottimizzazione automatica della luce corregge automaticamente immagini troppo scure o con contrasto basso, si può regolare su tre livelli diversi e nel caso dei file RAW si può cambiare anche dopo lo scatto, ovviamente in Jpeg non è possibile.

controlli_personalizzati

Subito sotto l'icona di accesso ad una delle mie schermate preferite, quella dei controlli personalizzati. Da questa si possono personalizzare diversi comandi, persino il tasto di scatto, la prima cosa che ho fatto è stata dare al joypad la selezione diretta dei punti AF, una grande comodità!

La personalizzazione si spinge al massimo con le tre modalità C1/C2/C3, in pratica impostate la EOS 7D come meglio credete e poi memorizzate via menù il tutto in uno dei tre slot disponibili, per poi richiamare i parametri rapidamente quando serve. A questo si aggiunge il "my menu", una schermata di menù vuota, in cui inserire le voci che si richiamano più spesso per averle a portata di mano in una sola schermata.

menu_style

Chiudo il paragrafo con una schermata del menù stile, richiamabile sempre dal menù [Q], questo permette di impostare  e personalizzare lo stile foto, modificabile in seguito nei file RAW.



Menù principale


Il menù principale della EOS 7D cambia in base alla modalità impostata, le due modalità automatiche hanno un menù ridotto, mentre le altre offrono ben 11 schede così suddivise:

- 4 schede registrazione
- 2 schede riproduzione
- 3 schede impostazioni
- 1 scheda parametri personalizzati
- 1 scheda "my menu"

Le schede sono contraddistinte da icone colorate, ognuna di esse è fatta in modo da avere tante voci quante sono visualizzabili sullo schermo LCD, in modo da vedere tutte le opzioni a prima occhiata.

menu_principale

Vediamo le tante opzioni disponibili:

Il menù memorizza l'ultima voce selezionata e si riapre sulla stessa.


La EOS 7D come videocamera

Le registrazioni video possono avere una durata massima di 29 minuti e 59 secondi per un file non superiore a 4GB., il video contempla 3 diverse risoluzioni con diversi frame-rate:


Per entrare in modalità video bisogna spostare la piccola ghiera posta a sinistra del mirino sull'icona della videocamera, si avvierà il live view e si potrà avviare/fermare la registrazione con il tasto [start/stop] posto al centro della ghiera appena nominata.
In modalità video si può intervenire sull'esposizione con un range di 5 stop e sulla sensibilità ISO, tranne che nelle due modalità automatiche. In modalità manuale le cose si fanno invece molto più interessanti, dato che tramite le due ruote è possibile regolare tempi e diaframma a piacere, prendendo il pieno controllo della ripresa video.

Dal confronto indiretto con la EOS 5D mark II posso dire che la EOS 7D ne esce abbastanza bene, ciò che può far preferire la 5D potrebbe essere la migliore gestione della profondità di campo ed una minor rumorosità nelle riprese in scarse condizioni di illuminazione, grazie al sensore più grande.

La  EOS 7D come fotocamera (EF-S 15-85mm f/3.5-5.6 IS USM) 

Il lavoro fatto per avvicinare la macchina alle richieste di chi la usa si vede prendendola in mano, avvicinandola all'occhio e fotografando. L'autofocus risponde prontamente ed il mirino provvede a visualizzare chiaramente cosa si sta mettendo a fuoco, complici le dimensioni e la luminosità, comporre la scena facendo attenzione ai particolari diventa un piacere che in genere è prerogativa dei mirini montati sulle macchine full-frame. Allo scatto il rumore è quello giusto, particolare sicuramente non di primo piano, ma Canon ha assecondato i fotografi anche in questa richiesta, fornendo una bel feedback audio alla pressione del tasto di scatto.

Canon EOS 7D 
AV: 1/500, f/8, ISO 100 @ 80mm. Zone chiare ben esposte e dettagli in ombra ben visibili.


Canon EOS 7D

AV: 1/200, f/8, ISO 100 @ 85mm. Qui si vede bene lo sfocato del 15-85mm.

Canon EOS 7D

P: 1/30sec, f/5.6, ISO 3200 @ 85mm. Grazie alla buona sensibilità ISO ed all'IS del 15-85mm non è un problema scattare foto con scarsa luce.


Canon EOS 7D

Crop al 100% della foto precedente, il rumore non manca, ma è comunque abbastanza contenuto da poter fare una stampa quasi in A3 ottenendo un buon risultato, ho provato personalmente con carta fotografica opaca su Canon Pixma 9000.


Canon EOS 7D

Il 15-85mm non se la cava male in macro, mette a fuoco a 35cm dal piano focale producendo un inquadratura sufficientemente stretta da inquadrare una mano.


Canon EOS 7D

Montando il tubo di prolunga EF 25 II le cose cambiano decisamente, considerate che un tasto è largo circa 15mm, la la sporgenza sulla "F" sarà alta mezzo millimetro. Se vi piace la fotografia macro considerate nella spesa il tubo di prolunga, sembra fatto su misura per questo obiettivo.
Canon EOS 7D

L'EF-S 15-85mm f/3.5-5.6 IS USM è un buon tutto fare, con la sua focale equivalente ad un 24-136 offre la possibilità di spaziare tra vari generi fotografici, permettendo ad esempio di passare da una figura intera al ritratto senza sostituire l'ottica. La stabilizzazione permette di recuperare diversi stop, complice la buona sensibilità del sensore si può scattare anche in condizioni di luce non proprio ideali, dimenticando un po' che non è di certo un'ottica luminosissima. Il motore di messa a fuoco e di tipo ultrasonico ad anello, con possibilità di intervenire sulla messa a fuoco in qualsiasi momento, a prescindere dalla posizione dell'interruttore AF.

Le lenti sono rivestite con il trattamento antiriflesso Canon Super Spectra, ideato per ridurre al minimo bagliori e fantasmini (:-P), ed in effetti su centinaia di foto scattate in questo periodo solo su una è presente un flare, dovuto probabilmente alle cromature della 500 che stavo fotografando. Su un'obiettivo di questo prezzo comunque un paraluce in omaggio non avrebbe guastato, visto anche il costo dell'accessorio...

Canon EOS 7D

L'immancabile comparazione alle diverse sensibilità ISO (100, 200, 400, 800, 1600, 3200, 6400, 12800) con spezzoni di varie foto scattate in formato RAW aperte con iPhoto,  sino a ISO 800 il rumore è molto contenuto, permettendo grazie all'elevata risoluzione stampe formato poster, ad ISO 1600 comincia a farsi sentire ma rimane comunque più che utilizzabile. Aumentando la sensibilità a 3200 il rumore comincia a farsi sentire più seriamente, ma devo dire che dalle prove di stampa che ho fatto nell'uso "reale" della fotocamera le immagini sono spesso più che utilizzabili. Ovviamente a 6400 e 12800 bisogna accettare dei compromessi, visto che i dettagli cominciano a perdersi nel rumore.

Concludo con una nota riguardo alla densità dei pixel, credo che Canon abbia raggiunto il massimo o quasi di ciò che si possa "stipare" attualmente in un sensore formato APS-C, con i 18 megapixel della EOS 7D.
La formula matematica che permette di calcolare entro che limite la diffrazione comincia a diminuire la nitidezza ci da un f/6.8, per confronto la EOS 5D mark II mostra un f/10.3 e la EOS 50D un f/7.6; ovviamente questo non significa che non si può scattare a f/8 o a f/16, ma semplicemente che la risoluzione sta su una bilancia insieme alla nitidezza, per andare oltre bisogna per forza di cose aumentare le dimensioni del sensore.

Canon Pixma Pro 9000

Insieme alla EOS 7D ed all'obiettivo Canon mi ha fornito la stampante Pixma Pro 9000 con relative carta opaca e lucida. La Pro 9000 è una stampante A3+ solida ed imponente dotata di ben 8 inchiostri, in grado di accogliere svariati tipi di supporti tra cui anche CD/DVD, per le carte più ostiche si può utilizzare un percorso orizzontale evitando possibili deformazioni.

Canon EOS 7D

Appoggiata sul tavolo, la Pixma appare come un parallelepipedo compatto, ma basta aprire il pannello anteriore e quello superiore per trasformarla in un minilab domestico, aperto il vano anteriore il carrello si illumina di rosso e chiede affamato le sue cartucce, pochi minuti ed un po' di attenzione per non confonderle fra loro e la stampante e pronta all'uso.

Canon EOS 7D

A questo ci sono due soluzioni possibili, il collegamento diretto alla fotocamera o stampare via computer.  Collegare la EOS 7D alla Pixma Pro 9000 richiede pochi secondi ed ha il vantaggio di non doversi preoccupare dei driver e delle relative impostazioni, i due apparecchi si riconoscono al volo rendendo l'operazione semplicissima; scelta la foto c'è solo da aspettare qualche minuto perché la Pixma ne tiri fuori l'equivalente cartaceo in formato A3 con la migliore corrispondenza cromatica che è in grado di riprodurre.

Anche il collegamento all'iMac è stato abbastanza semplice, la stampante è stata riconosciuta ed istallata senza toccare il disco fornito in dotazione. Per cominciare a rodare la stampante ho messo su un paio di fogli di Canon Photo Paper Pro II come quello usato nel collegamento diretto ed ho provato con una delle scattate con la EOS 7D in RAW e successivamente sistemata con iPhoto;  qualcosa non ha funzionato a dovere ed i colori sono usciti fuori un po' strani, in particolare le zone più scure sembravano in preda ad allucinazioni da Peyote.

Decido di destinare un povero foglio alle prove e comincio a stampare piccoli test per rendermi conto degli effetti delle varie impostazioni disponibili, alla seconda prova scovo il problema e magicamente i colori tornano normali; bastava dare la gestione colori in mano a ColorSync, il sistema di gestione colore Apple, ed ecco che i colori sono tornati alla realtà!

L'ideale comunque, per chi decidesse di acquistare la Pixma Pro 9000 a mio parere sarebbe tagliare un foglio A3 della carta che si andrà ad utilizzare e spendere un po' di tempo in prove, segnandosi parametri e risultati, per avere a portata di mano le impostazioni da utilizzare a seconda di ciò che si vuole ottenere.

Riguardo il bianconero, le mie prove hanno visto protagonista la bellissima carta opaca Canon Fine Art Premium Matte. Con le impostazioni standard il bianconero presenta una certa dominante magenta, più o meno visibile in base all'immagine, stampando avendo cura di selezionare l'opzione "scala di grigi" la dominante sparisce e le stampe appaiono veramente "bianconere", l'unico inconveniente diventa il tempo di stampa, preparatevi una bella tisana...

La Pixma Pro 9000 mentre scrivo si può acquistare on-line sui 420 euro circa, ogni cartuccia costa sui 12 euro, considerando anche il costo della carta sicuramente il costo/copia gioca a favore dei laboratori, e questa non è sicuramente una novità. Gestire però tutto il processo da soli, dalla fase di scatto al tenere la stampa 30x40 in mano ha un fascino tutto suo, che può valere la maggiore spesa e sicuramente non mancherà di dare delle belle soddisfazioni.

Conclusioni

Certo che dalla mia "vecchia" EOS 400D ne è passata di acqua sotto i ponti, la EOS 7D è una di quelle fotocamere che si fa subito voler bene, tra le mani da la sensazione di qualcosa di ben fatto, costruito per durare a lungo, ed all'occhio da tutto lo spazio necessario per lavorare con tranquillità, vedendo chiaramente la foto che si sta andando a comporre nel mirino, i comandi sono di buone dimensioni ed a portata di mano o di guanto.

L'autofocus di nuova generazione e la velocità di gestione la rendono una fotocamera adatta anche a chi vuole avvicinarsi alla fotografia sportiva senza spendere un capitale, le prestazioni non vi deluderanno.

L'accoppiata con l'EF-S 15-85mm f/3.5-5.6 IS USM la rende una buona compagna di viaggio, potendola alloggiare in una borsa di dimensioni relativamente contenute. Il 15-85 non è molto luminoso, sopratutto alla focale più lunga, questo difetto si può almeno in parte compensare con la stabilizzazione e la buona sensibilità del sensore della EOS 7D, che come detto permette di alzare il valore ISO senza rimpiangere troppo i dettagli.

In conclusione, per il fotoamatore la Canon EOS 7D mi sembra oggi un'ottima scelta per portare a casa una macchina fotografica robusta e duratura, che per molti anni darà sicuramente un buon riscontro ai propri sforzi, anche il profesionista potrebbe concedergli una prova, utilizzandola ad esempio come corpo più economico da affiancare alla EOS 5D mark II.


Commenti

Mostro 7 commenti, dal più recente:Discendente

Fabjo
grazie mille! ci farò un pensierino 8 troppo gentile!
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Inserito da Fabjo Utente di Photorevolt il 08/10/2013 alle 00:29:20

Fabjo
Ho un budget di 800- 1000 euro! cosa mi consigli!
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Inserito da Fabjo Utente di Photorevolt il 07/10/2013 alle 14:00:19

SteO
Per come la penso io (che un'obiettivo dura una vita, se buono), farei uno sforzo e mi orienterei sul 70-200 F4L IS o sul 70-200 F2.8L, entrambi Canon, entrambi sui 1100.

Io possiedo da tempo il 70-200 F4L non stabilizzato, è costruito come un tank, il motore è silenziosissimo e permette l'intervento sul fuoco in qualsiasi momento, praticamente diventa inutile passare in manuale, e la qualità è ineccepibile. La versione stabilizzata permette sicuramente di stare più sereni, la versione 2.8 è uno stop più veloce ma non è stabilizzata, considera comunque che il fatto che sia più luminoso aiuta la macchina in fase di autofocus.

L'alternativa economica potrebbe essere un Tamron, qualitativamente hanno raggiunto un buon livello, ma non c'è il motore USM dei Canon, bisognerebbe provare!

Magari vedi se c'è qualche Canon Day previsto nella tua zona o qualche negoziante disposto a far provare l'ottica con la propria macchina, anche 5 minuti per rendersi conto delle misure e dei pesi (il Canon F2.8 è un macigno...).
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Inserito da Stefano "SteO" Arcidiacono Amministratore di Photorevolt il 07/10/2013 alle 20:48:11

Fabjo
Salve, ho da poco comprato una 7d e vorrei testarla in situazioni di bassa luminosità come ad esempio il Teatro e la fotografia di scena, vorrei acquistare anche un obbiettivo che mi consenta di fotografare a distanza, cosa potrei comprare cercando di contenere i costi!? grazie mille 8
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Inserito da Fabjo Utente di Photorevolt il 02/10/2013 alle 21:46:42

SteO
Contenendo i costi... l'obiettivo più economico che trovi, per le ottiche buone purtroppo ci voglio bei soldini. Se non puoi prendi qualcosa per accomodare, magari guarda anche l'usato e comincia a fare colletta per il futuro...

Giusto per fare un "nome", il 70-300 Tamron si trova a 130 euro, è buio e senza stabilizzazione, ma per quel prezzo!
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Inserito da Stefano "SteO" Arcidiacono Amministratore di Photorevolt il 04/10/2013 alle 01:43:17

cirosco99
Gent.mo Stefano vorrei comprarla ... ieri mi nasceva un dubbio , la differenza che possa sussistere tra una Canon EOS 7D e una Canon EOS 7D Body ... cosa che leggevo sfogliando i prezzi in rete.Scusami se approfitto della Tua competenza .
saluti cirosco99 ( Ciro Scognamiglio Napoli)
Rispondi Invia una e-mail privata
Inserito da cirosco99 Utente di Photorevolt il 27/11/2010 alle 17:42:04

SteO
Ma figurati, sono qui per questo.
La dicitura "body" o "body only" sta per solo corpo, in pratica senza obiettivo, avrai notato che costa un tantino meno così

Il 15-85mm non è niente male, anche se personalmente sono un po' stanco del mio "buoio" f/4 ed ora come ore se volessi/potessi investirei in ottiche belle luminose.

Saluti
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Inserito da Stefano "SteO" Arcidiacono Amministratore di Photorevolt il 29/11/2010 alle 23:24:01


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