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Recensione Canon Powershot S90

Recensione Canon Powershot S90

di Stefano Arcidiacono alias SteO (www.steo.it)

Figlia della G11, la piccola S90 strizza l'occhio al fotoamatore evoluto ed al professionista, invitandolo a portarla sempre con se, per quello scatto fortunato che, non si sa mai, può capitare in un momento non previsto.


Il segmento delle compatte di qualità, che sembrava oramai avviato ad un lento declino, sta vivendo un nuovo momento di gloria in quello che forse è proprio il periodo più difficile, visto la spietata concorrenza delle EVIL (le compatte ad ottica intercambiabile). Storicamente direi che un buon peso nel rilancio del segmento lo dobbiamo a Panasonic con la sua LX3, che proprio questa estate compie due anni e va in pensione in favore della LX5, partner in questa corsa anche Sigma, Ricoh che si è praticamente specializzata in macchine compatte e più recentemente la Samsung con la sua EX1.

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L'ottica della S90 è protetta da due lamelle e dalla ghiera multifunzione, una volta chiusa, il flash si integra perfettamente nel corpo.


Canon ha sempre coperto il segmento con la serie “G”, macchine robuste, concepite per il fotoamatore così come il professionista che vuole un apparecchio piccolo da portare sempre con se, ed ovviamente anche per chi non sente il bisogno di affrontare oneri e pesi di un corredo reflex. Il “difetto” dell'attuale G11 come dei modelli precedenti è che non è poi così compatta, rimane comunque una macchina che necessita di una piccola borsa; la PowerShot S90 è il modello che va invece ad inserirsi in “tasca”, ereditando comunque diverse cose dalla serie “G”.

Mettendo accanto le schede tecniche della piccola S90 e della sorella maggiore G11 scopriamo che montano entrambe un CCD da 1/1.7” da “soli” 10 megapixel affiancato da un processore DIGIC di quarta generazione. La scelta di limitare i megapixel a 10 è stata fatta con cognizione di causa e va tutta a favore nostro, visto che su un sensore di queste dimensioni andare oltre è solo controproducente in termini di rumore e qualità dell'immagine, almeno con le tecnologie attuali. Un elogio in questo senso a Canon che ha “osato” tornare indietro dai 14,7 megapixel della G10, privilegiando la qualità all'impatto pubblicitario di una maggiore risoluzione.

Lo zoom della S90 ha perso qualcosa in lunghezza rispetto alla sorella, monta infatti un 28-105mm equivalente, rispetto al 28-140mm della G11, lo zoom è composto da 7 elementi disposti in sette gruppi, è stabilizzato ed ha un apertura massima pari a f/2 a 28mm e f/4.9 a 105mm. La S90 offre quindi un 28mm f/2, si poteva osare qualche millimetro in più di grandangolare ma non ci si può lamentare considerando che la LX3 parte si da 24mm, ma si ferma ad un modesto 60mm.

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Accanto al tasto di accensione "RING FUNC." permette di modificare la funzione della ghiera anteriore.

Rispetto alla G11 la S90 perde la slitta accessori, lo schermo orientabile ed inevitabilmente tutte le “manopole” che rendono la G11 così affascinante, nella severa dieta la S90 guadagna però una bella ghiera frontale multiuso. La S90 attorno all'ottica ha la “solita” ghiera zigrinata, che ci si aspetterebbe di poter smontare per innestare un cilindro di raccordo e quindi degli aggiuntivi ottici ed invece nulla da fare, non si svita.

I designer della Canon hanno avuto un'idea brillante, trasformare la ghiera che circonda il piccolo barilotto in un sistema di controllo che, coadiuvato da un tasto sulla parte superiore dell'apparecchio, permette di modificare vari parametri al volo. Premendo infatti “RING FUNC.” accanto al pulsante di scatto, si apre una barra con 6 icone che permette di scegliere cosa assegnare alla ghiera:

- controllo standard: varia in base alla modalità PASM selezionata
- sensibilità ISO
- correzione esposizione
- messa a fuoco manuale
- bilanciamento del bianco
- zoom a passi (girando la ghiera si ha: 28, 35, 50, 85 e 105mm)

Il controllo dello zoom con la ghiera è molto interessante, ma ho trovato veramente utili la messa a fuoco manuale e la correzione dell'esposizione.

Ovviamente lo zoom si può modificare con il classico bilancere posto attorno al tasto di scatto, completano la parte superiore la ghiera di selezione affogata nella parte destra, difficile da ruotare per sbaglio (cosa che mi succede immancabilmente sulla LX3) ed il flash pop-up, ben nascosto nella parte sinistra dell'apparecchio.

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La Canon S90 e la Panasonic LX3 a confronto, l'ottica della S90 è decisamente più compatta.

Il flash della LX3 si alza meccanicamente con un piccolo interruttore annegato accanto ad esso, per disattivarlo si rientra “a mano” nel corpo macchina, la Canon invece ha optato per un controllo elettronico, per attivarlo bisogna cliccare sulla parte destra della ghiera/controller posta sul retro e scegliere la funzione (auto, acceso o sincro lenta), non ha il vizio di saltar su dalla borsa come quello della LX3, dato che non c'è un selettore manuale, ma è meno immediato da attivare e disattivare.

Piccola parentesi sul confronto tra queste due macchine, che come avrete capito tirerò fuori più volte durante la recensione, avendole entrambe davanti. Riguardo le dimensioni, la S90 è alta quanto la LX3 ed è appena più piccola in larghezza, la differenza fondamentale la gioca l'ottica, quella della S90 sporge meno di un centimetro dal corpo, mentre quella della LX3, completa di tappo (non ha le lamelle, ma un tappo di plastica da togliere come sulle ottiche delle reflex) sporge qualcosa come 2.3 centimetri. Questa differenza basta per far entrare comodamente la S90 in quelle tasche dove la LX3 sta un po' stretta con la sua ottica “abbondante”.

Come detto l'ottica della S90 offre una ghiera di controllo multiuso, mentre quella delle LX3 ha la filettatura su cui si può montare un aggiuntivo per usare filtri o l'adattatore grandangolare. Altra differenza la slitta accessori, che sulla LX3 può accogliere un mirino ottico esterno (che però costa metà della macchina...), trasmettitori e flash di diverso tipo.

Nella parte di sotto Canon è riuscita al contrario di Panasonic ad inserire l'innesto del treppiedi nella posizione migliore, proprio sotto l'ottica. Ottimo lo sportellino batteria/scheda della S90, anche qui un punto a favore della S90, quello nella LX3 in contrasto con il resto, sembra fatto di carta velina.

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L'attacco per il treppiedi è ben centrato, lo sportellino per batteria e scheda ben solido come tutto il resto.

A proposito di costruzione, la S90 è di metallo ed ha un aspetto molto solido, di cui poi si ha certezza stringendola in mano. La salvaguardia della piccola compatta è affidata ad un laccetto da polso che si va ad innestare sul lato destro della macchina, tra i due tappi che coprono il connettore HDMI e l'A/V Digital che serve sia da porta USB che da uscita video normale.

Sul retro capeggia il display LCD PureColor II da 3 pollici, da 461.000 punti. Accanto ad esso la ruota di selezione che fa anche da controller a quattro posizioni completata da un tasto centrale (tutto in uno insomma) e quattro tasti disposti in egual modo sopra e sotto di esso. Interessante come in condizioni di luce veramente scarsa la S90 riesca a visualizzare qualcosa sul display, permettendo così di comporre la foto quasi al buoi per poi utilizzare il flash al momento dello scatto.

Il controller tutto fare permette di accedere velocemente al tipo di messa a fuoco, all'esposizione, al flash ed allo scatto temporizzato, che permette di regolare sia il tempo che il numero di scatti da fare. Nota dolente secondo me del controller l'eccessiva facilità con cui scorre la rotella che fa da cornice allo stesso, basta sfiorarla con il pollice, che in genere sta poggiato poco più sopra sulla piccola sporgenza sotto la ruota di selezione delle modalità, per vedere improvvisamente sullo schermo un parametro che cambia da solo misteriosamente...

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Il controller multiuso permette di modificare tutto agevolmente, purtroppo Ŕ facile ruotare la ghiera inavvertitamente.

A proposito di modalità selezionabili, in una delle PASM (programma, priorità di apertura/tempo, manuale) è possibile dal menù principale salvare le impostazioni correnti, per poi richiamarle in qualsiasi momento andando a ruotare la ghiera sulla “C”.


Torniamo un'attimo sul retro per concludere con i controlli; in condizioni di ripresa il tasto “SET” al centro del controller richiama una barra laterale sullo schermo che riporta le principali impostazioni della macchina, facilmente modificabili con lo stesso. Sopra il controller troviamo il tasto “PLAY” per rivedere le foto scattate, un tasto personalizzabile dal menù principale (ottima cosa) , sotto il tasto “DISP.” per modificare quanto visualizzato sul display ed infine il tasto “MENU” che potete immaginare a cosa serva.


Un complemento alla reflex

Ancora prima di arrivare sugli scaffali la S90 ha suscitato molto interesse, rievocando in molti fotografi alcune compatte a pellicola del secolo scorso, in grado di tirar fuori la stessa qualità degli apparecchi più grandi grazie ad ottiche fisse di buona qualità ed all'uso della stessa pellicola. I tempi sono un po' cambiati da allora, la pellicola è stata sostituita dai sensori, che nelle compatte si sono ristretti per mantenere i costi e permette la riduzione fisica delle ottiche.

La S90 ha un sensore leggermente più grande della stragrande maggioranza delle compatte, ma rimane comunque diverse volte più piccolo di quello montato su di una reflex formato APS-C, per non parlare del pieno formato. Questo si ripercuote essenzialmente in due modi, la capacità limitata di sfocare lo sfondo, possibile solo in parte sfruttando la buona apertura dell'ottica e nella gestione del rumore, contro cui tutti i sensori digitali devono lottare.

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Gli 8 secondi di esposizione a ISO 100 non hanno spaventato la S90, il dettaglio c'è ed il rumore è contenuto.

Confrontare la S90 con una reflex mi sembra assurdo, non solo per quanto suddetto, ma anche per la velocità dell'autofocus e più in generale per quella operativa, eppure ci sono dei punti su cui la S90 gareggia bene ed altri in cui può persino vincere. Inutile dire chi vince se prendiamo in esame il peso e le dimensioni, la S90 non tocca i 200 grami con batteria e scheda di memoria, e se portate abitualmente un marsupio od un indumento con una tasca che può accogliere un pacchetto di sigarette, non dovreste avere problemi a portare anche lei.

Parlando di qualità fotografica, che è quello che poi ci interessa, è interessante constatare come in molti si siano districati nei confronti più improbabili tra la S90 e reflex con ottiche di vario tipo. Quello che ne esce e che ho potuto anche constatare lavorando sui file generati dalla compatta è che in certe condizioni gli scatti sono realmente paragonabili a quelli di una reflex, grazie sopratutto alla ottima qualità dell'ottica integrata (direi superiore a quella fornita in molti kit reflex entry-level).

In scene in cui non c'è bisogno della risposta veloce di una reflex, in buone condizioni di luce la S90 non vi farà rimpiangere una sola moneta dei soldi spesi per acquistarla; la differenza con una reflex ovviamente si fa sentire al crescere della sensibilità impostata. La S90 è in grado di arrivare sino a ISO 3200 ma con una perdita importante nei dettagli, il mio gusto personale a seguito di un mese di utilizzo, mi dice che tra ISO 80 e 400 posso stare tranquillo del risultato, mentre ISO 800 e 1600 sono da utilizzare con una certa cautela e possibilmente utilizzando il formato RAW, in modo da poter lavorare sul rumore in post-produzione, potendone controllare meglio il risultato.

canon_s90_iso
L'immancabile raffronto tra le impostazioni ISO disponibili (si possono selezionare anche valori intermedi),
sino a ISO 400 per i miei gusti il rumore è tollerabile.

Portando in giro la mia Canon 400D con il 17-40 f/4L insieme alla S90 mi sono trovato ad un certo punto a fare una considerazione penso interessante sull'apertura; quando mi trovo ad usare la massima apertura sulla 400D ad ISO 400, per fare un esempio, sulla S90 posso usare tranquillamente ISO 100, complice anche la stabilizzazione per compensare il tempo poco più lento, è altresì vero che sulla 400D posso montare il 50mm f/1.8...


Concludendo

Poter provare tante fotocamere è divertente ed interessante, alcune di queste lasciano il segno, altre meno. La S90 la ricorderò come la piccola compatta permanentemente infilata nella tasca centrale del marsupio, a portata di mano per immortalare una scena particolare o semplicemente per una foto ricordo tra amici. La macchina compatta a portata di mano non mi è mai mancata, una Samsung NV8 mi segue da parecchio tempo, ma non è esattamente l'apparecchio che un fotoamatore può desiderare per qualità e controlli manuali.

Mentre scrivevo questa recensione Canon ha comunicato l'arrivo a breve di un nuovo modello, la S95, un'aggiornamento come suggerisce il nome, che aggiunge il video a 720p e proporzioni d'immagine diverse dal 4:3, per gareggiare alla pari con la LX3 e la neo annunciata LX5. Canon ha aggiornato anche la stabilizzazione passando al tipo “ibrido” che compensa il movimento angolare, ed aggiunto una modalità HDR, che fonde 3 scatti in uno per aumentare la gamma dinamica.


Di seguito alcuni scatti effettuati nel periodo di prova:

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Una "Pina Colada" a ISO 800, f/2 - 1/25, il rumore c'è ma non ha compromesso il dettaglio, anche se non la stamperei A3...

carnevale_estivo_acireale
Scatto a mano libera al carnevale estivo di Acireale, con relativo crop al 100%, f/4 - 1/25 ISO 200.

brigantini
Il cantante dei "Brigantini" a ISO 800, f/4.9 - 1/30. E' verde per via di un faretto puntato su di lui.

cavagrande_gola
La bellissima gola di Cavagrande, che fatica arrivarci e tornare indietro... f/4 - 1/320 a ISO 80.

piccioni
Piccioni pronti all'attacco a Santa Maria La Scala, f/4.9 - 1/250 a ISO 320.

riccio_mare
Un riccio di mare a ISO 80, f/2 - 1/500 dal file jpeg.

tenda_araba
Foto dell'interno di una tenda araba a ISO 800 tagliata in diagonale per mostrare un particolare al 100%.

scalo_pennisi_notturno
Uno scatto eseguito a mano libera dello "Scalo Pennisi" a ISO 1600!



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