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Recensione Panasonic DMC LX5

Recensione Panasonic DMC LX5

di Stefano Arcidiacono alias SteO (www.steo.it)

Qualche mese addietro discutevo con l'addetto stampa di Panaconic del fatto che visto il buon rapporto che ho consolidato con la mia LX3 mi sarebbe piaciuto provare la sua diretta erede, la LX5. La cosa è finita li e visto le richieste della compatta per recensioni pensavo di vederla tra molto tempo, invece con mia sorpresa il giorno prima di natale vedo sulla mensola dell'ufficio un plico a mio nome, pensavo ad un'amplificatore che avevo restituito perché arrivato con un canale in corto (un altro "piccolo", lo Scythe SDA-1100 in classe "D") invece il mittente riportava Panasonic Italia, che bella sorpresa!

Panasonic LX5

Per rimanere in campo audio, quando un produttore tira fuori qualcosa di veramente buono, di ben suonante, in genere negli anni fa piccole modifiche migliorative mantenendo il nome originale ed appendendoci dietro la sigla "mark II" ed a seguire, in segno che l'ottima base del progetto originale è rimasta tale.

In questo senso Panasonic avrebbe potuto benissimo chiamare la nuova nata "LX3 markII", visto che partendo da un'ottimo progetto risalente a luglio del 2008 hanno migliorato una serie di cose senza stravolgere l'ottima base originale, di cui molti utenti (me compreso) sono tutt'ora soddisfatti.

Panasonic LX5
Le due sorelle a confronto, la LX5 a destra mostra impugnatura ed un'ottica più grandi ed una slitta accessori più alta.

Facciamo un paio di righe di storia, Panasonic lancia la capostipite della serie "LX" nel luglio del 2005, una compatta costruita in metallo con CCD da 8.4 megapixel in formato 16:9, ottica Leica equivalente ad un 28-112mm f/2.8-4.9 ed un sistema completo di controlli manuali. Passa un'anno ed arriva sul mercato la seconda versione, il sensore sale agli attuali 10.2 megapixel, lo schermo LCD diventa più grande. Nel 2008 arriva la LX3, il design si aggiorna ulteriormente con un grip più comodo per la mano destra, l'ottica si riduce ma migliora in qualità, troviamo infatti un Leica 24-60mm f/2-2.8, i pieni controlli manuali ne fanno un punto di riferimento per chi vuole un'alternativa o una macchina da affiancare alla reflex.

Nel luglio del 2010 arriva l'annuncio della LX5, il sensore da 1/1.63 pollici è stato rivisto e migliorato per aumentarne la sensibilità, pur rimanendo da 10 megapixel, il barilotto è lievemente ingrossato per accogliere la nuova ottica Leica 27-90mm f/2-3.3, sotto la slitta accessori è apparso il connettore per accogliere il mirino digitale, il supporto video è stato migliorato ed il sistema di controllo reso più semplice.


Il nuovo obiettivo Leica

Quello che mi ha colpito della LX3 quando ero alla ricerca di una compatta da portare in vacanza è stato l'obiettivo, non qualcosa di microscopico e buio ma un decente schema a 8 elementi in 6 gruppi con 4 lenti asferiche, non molto lungo dato che arriva solo a 60mm, ma con un dignitoso grandangolare da 24mm ed una luminosità di tutto rispetto, f/2 in grandangolare e f/2.8 arrivati al -modesto- tele.

Nel nuovo DC Vario-Summicron montato sulla LX5 gli elementi salgono a 10 montati in 9 gruppi per aumentare il "lato tele" sino a 90mm, mantenendo inalterato il grandangolare da 24mm e la sua apertura massima pari a f/2, l'apertura in tele è salita di conseguenza all'aumento di lunghezza portandosi a f/3.3. Considerando che affiancando le due macchine e portando la LX5 a quelli che dovrebbero essere i 60mm della LX3 si ha un'apertura segnalata pari a f/3, i tecnici della Panasonic sono riusciti a cavare 30mm di zoom in più senza apparenti sacrifici, ben fatto.

Il barilotto sembra a prima vista lo stesso, ma affiancandole si scopre che è cresciuto di un paio di mm, così come la lente frontale e la vite per gli accessori. Panasonic fornisce come accessorio un'adattatore per montare vari filtri da 52mm ed una fantastica lente di conversione che porta la LX5 a 18mm!

Quasi dimenticavo, la LX5 non ha un sistema di lamelle che protegge l'obiettivo, ma un normale tappo come nelle ottiche per le reflex, che francamente a me sa più di protezione, ma i fautori della macchina pronta appena tirata fuori dalla tasca mi gridano che certe volte non c'è il tempo di togliere il tappo... fate un po' voi.

Con la LX3 ho preso un adattatore appositamente realizzato dalla ditta C.O.M.A. per montare i filtri da 52mm già in mio possesso, piuttosto che quelli da 46mm richiesti dall'originale. Che ben venga quindi il nuovo adattatore da 52mm, formato sicuramente più diffuso, anche perché adottato su diverse ottiche per reflex.

Panasonic LX5

Attorno al barilotto troviamo due deviatori, quello più in basso permette di cambiare il sistema di messa a fuoco tra automatico, macro e manuale. Proprio davanti alla slitta accessori si trova il deviatore per il formato, qui troviamo 16:9, 3:2, 4:3 ed il nuovo formato quadrato 1:1 che apparve per la prima volta un annetto fa in un aggiornamento firmware per la LX3, su cui bisogna però agire via menù, in modo senz'altro più scomodo.

L'impugnatura sulla LX5 è più morbida ed ampia e perde la cornice cromata, che può piacere o meno.

Sul lato superiore troviamo a partire da sinistra il flash pop-up, che si attiva spostando una piccola levetta posta accanto e si disattiva semplicemente chiudendolo. Per me questa è la soluzione più pratica che esista, non c'è bisogno di menù e pulsanti, è sempre a portata di mano, l'unico inconveniente è che in borse o tasche troppo strette potrebbe capitare di trovarlo aperto. A seguire la slitta accessori dopo la cura dopante; adesso è più alta per accogliere la porta dati che permette di agganciare il mirino ottico LVF-1.

La ruota per selezionare la modalità operativa sembra essere più facile da spostare di quella della LX3, speriamo che la slitta accessori più alta ed adesso dotata di copertura di serie la protegga meglio dai cambiamenti accidentali ai passaggi dalla borsa alla mano e viceversa. Sulla ruota troviamo la modalità automatica, le quattro modalità PASM, una modalità filmati manuale, due modalità personalizzabili C1 e C2 (che ne contiene 3 al suo interno), abbiamo poi la modalità di impostazione attraverso le "scene" ed una nuova che parte dall'impostare la "modalità colore" per avere risultati particolari senza troppe regolazioni.

Il bilanciere per lo zoom è rimasto invariato ma il tasto di scatto è diventato satinato piuttosto che lucido ed è un po' più alto, personalmente lo trovo più piacevole di quello montato sulla mia LX3, ma sicuramente non è questo che fa la differenza :-P

A destra del bilanciere, sopra la levetta di accensione troviamo invece una novità, il tasto FOCUS che consentiva di variare i punti di autofocus ha ceduto il posto ad un incavato pulsante rosso contornato da una banda cromata, l'icona sotto non lascia adito a dubbi, mi premi e qualsiasi sia la modalità io provo a registrare un filmato, e lo faccio con il protocollo AVCHD Lite a 1280x720pixel (sono presenti anche altre impostazioni ed il formato Motion Jpeg).

Panasonic LX5

La parte posteriore della LX5 è riempita per buona parte dallo schermo TFT da 3 pollici illuminato a led, 460.000 pixel, copertura prossima al 100% dell'immagine inquadrata.

A destra del monitor LCD la LX3 mostrava dei comandi un po' anomali, una levetta per passare da scatto a visione, ma si poteva riprogrammare un tasto per svolgere il compito ed un micro-pad per entrare nel menù rapido ed impostare un po' di tutto. Evidentemente Panasonic si è accorta che gli utenti se la cavano meglio con la ghiera "premi e gira" montata sulla EVIL GF1 e l'ha trasportata pari pari sulla LX5; un colpetto con il pollice e un colpo di ruota per scegliere il parametro, ad esempio l'apertura, un'altro colpetto ed una girata per scegliere quella che si vuole impostare.

Panasonic LX5
A destra la LX5 con la nuova ghiera di controllo.

La levetta per cambiare modalità ha ceduto il posto ad un meno sadico pulsante, così che si può passare in ripresa in qualsiasi momento senza perdere troppo tempo. Il difetto volendo ascoltare chi si è innamorato della levetta è che in quel modo si può accendere la macchina in visualizzazione senza aprire l'ottica, ma è altresì vero (ora mi incarto) che con il tappo l'ottica non esce, la macchina si incavola ma permette di passare al volo in riproduzione; tolta la leva, trovato l'inganno :-P

Rimane il tasto "AF/AE LOCK" ed il pad a 4 direzioni più tasto centrale, in cui si è trasferito per l'occasione il tasto "FOCUS", sotto troviamo il tasto "DISPLAY" per modificare la quantità di informazioni che addobbano lo schermo e per finire il tasto con la duplice funzione di accedere al menù di impostazione veloce e cancellare le immagini in riproduzione.

Sul lato sinistro non c'è nulla di rilevante se non l'anello per la tracolla, sul destro uno sportellino copre una mini HDMI e il connettore USB che se la memoria non mi inganna con il giusto cavo fa anche da uscita video normale, manca qualcosa... ah ecco sulla LX3 c'è un contatto per l'alimentatore, che qui si inserisce togliendo un coperchietto al vano batteria e montando un adattatore al suo posto.

A proposito di vano batteria, adesso monta una batteria diversa, un po' più capiente, lo sportellino è rimasto invariato, forse un po' facile da aprire accidentalmente, anche se personalmente non mi è mai accaduto.

Anche la vite per il treppiedi rimane sulla sinistra del barilotto, sarebbe stato meglio averla al centro per ridurre al minimo gli errori nelle panoramiche su treppiedi, ma in quella posizione evidentemente si scontrerebbe con le lenti.

Ok spenta è carina, ma accesa?

Accendendo la macchina mi saluta il conosciuto messaggio di errore, prima devo decisamente togliere il tappo, fatto questo ed impostata in "P" lo schermo mostra le proporzioni settate sul barilotto, una serie di icone indicano le impostazioni principali, lo stato della batteria e l'istogramma sorride allegro.

Agendo sul tasto display in sequenza si elimina tutto, dando spazio alla libera creatività, ma comunque con i parametri di scatto ed i punti di fuoco che appaiono alla pressione del tasto di scatto, premendo di nuovo si attivano le linee guida; normalmente lo schermo si divide secondo la regola dei terzi ma si può scegliere anche tra un crocevia di linee oltre quelle dei terzi o due righe personalizzabili, e l'istogramma mostrato sulla destra. Un'ulteriore pressione riporta alla schermata originale.

Qualsiasi sia l'impostazione premendo il tasto "Q.MENU" viene visualizzata una schiera di icone sulla parte alta dello schermo, da queste scendono in base alla selezione altre icone che permettono di modificare tutto, l'unica che non riesco a far funzionare è quella della miscela, che rimane sempre su Arabica :-P

Vediamole un po' insieme:
- modo film, diverse opzioni tra cui l'ottimo "B&W dinamico" di cui sono innamorato
- opzioni del flash integrato
- raffica
- modalità esposizione: multipla, pesata al centro, spot
- modalità autofocus: facce, tracking, 23 aree, un'area (configurabile a piacere)
- bilanciamento del bianco
- dimensione file; cambia in base all'impostazione d'aspetto
- qualità registrazione video
- modo LCD; c'è una modalità super luminoso ottima in pieno sole

Vi ho detto della registrazione in formato RAW? Parte del successo della serie LX è dovuto sicuramente al supporto per i file RAW, formato irrinunciabile per il fotoamatore smaliziato ed il professionista. La LX3 con l'ultimo firmware tirava fuori delle Jpeg veramente buone e la LX5 non è decisamente da meno, in particolare con la modalità film impostata su "bianconero dinamico" genera delle foto in bianconero che si fanno guardare, per fare altrettanto dai RAW ci vuole una certa pazienza od una buona azione impostata a dovere in Photoshop.

Tramite menù è possibile personalizzare molti parametri per adattare la macchina alle proprie esigenze, e visto che le esigenze possono cambiare a seconda della situazione tornano molto utili le modalità personalizzate. C'è ne sono quattro in totale, una si può richiamare rapidamente passando la ghiera funzioni in C1, andando invece su C2 si apre un menù che chiede quale delle ulteriori 3 disponibili impostare.

Ad esempio, io sono partito dalla modalità "Apertura" impostando il "bianconero dinamico" e nessun limite alla sensibilità ISO per avere in C1 uno un programma che mi permetta di tirare fuori qualcosa di buono anche in condizioni estreme, al contrario normalmente limito l'impostazione ISO a 400, visto che per i miei gusti a 800 il rumore comincia ad essere troppo per una buona foto, ciò non toglie che con un po' di accortezza ed un po' di riduzione in post-produzione si possa utilizzare.

Potrei tediarvi spiegandovi per filo e per segno tutte le funzioni disponibili ma il manuale è già stato scritto da altri, quindi vedrò di seguito di descrivervi e commentare qualche scatto che ho fatto durante il periodo di prova e le relative impressioni.

Panasonic LX5

La barchetta di Tropea che cavalca i sassi sulla mia scrivania, in ricordo di una bella vacanza. La LX5 non disdegna le macro, sopratutto in grandangolare, dove si può arrivare praticamente sul soggetto. La foto tratta dal file Jpeg è stata scattata a mano libera ad un paio di centimetri dal soggetto, tempo di 1/8 a f/2 con ISO 400, il sistema di stabilizzazione sa il fatto suo...

Panasonic LX5

Una distesa di roccia lavica sull'Etna ottima per mettere alla prova il sistema di esposizione, che con un piccolo aiutino (-1 EV) si è comportato bene, restituendo un file RAW che contiene informazioni sia sulla bianca neve che sulle zone più in ombra delle rocce, il file Jpeg in questo caso mostra meno dettaglio. Scattata a ISO 80 con un tempo pari 1/800, apertura f/8, compensazione impostata per tutta la serie a -1EV.

Panasonic LX5

Panorama verso Catania tratto dal file Jpeg, le rocce sono un po' scure (EV a -1) ma il cielo è venuto una meraviglia, nessuna bruciatura, nuvole belle paffute.

Panasonic LX5

Uno scorcio di montagna scattata in "Bianconero dinamico", elaborata dalla Jpeg giusto per aumentare un po' il contrasto.

Panasonic LX5
Panasonic LX5

Scorcio si Castelmola, piccolo paesino costruito in cima alla montagna che ospita più in basso la rinomata Taormina, tratta dal file RAW elaborato dentro iPhoto '11, scattata a ISO 100, apertura f/2.5 a 1/2 di secondo. Nella foto a seguire un particolare della 500, considerate il tempo ed il fatto che ero semplicemente appoggiato all'inferriata, non male no?

Panasonic LX5
Panasonic LX5

Questo altarino si trova dentro una grotta salendo per la strada che porta a Castelmola, illuminata all'interno solo da quella piccola lampada alla base dell'icona, scattata a mano libera a ISO 400, apertura f/2 a 1/15, per schiarirla un po' e far vedere meglio la grotta ho aumentato l'esposizione di 1 EV sul file RAW, nella seconda immagine si può vedere il rumore sui fiori sulla destra, qui decisamente si vede il divario con una moderna reflex, che grazie al sensore più grande può fare di meglio.

Panasonic LX5
Panasonic LX5

Candela sul tavolo di un pub, scattata a mano libera a ISO 3200, f/3.2 a 1/250. Il rumore ovviamente a ISO 3200 comunque la qualità è sufficiente per il web o per stampe di piccolo formato (elaborando un po' e passando in bianconero io oserei anche delle stampe più grandi).

Panasonic LX5
Panasonic LX5
Panasonic LX5

Macro di una pipa Savinelli appena fumata, nel particolare si possono vede i granelli di cenere, scattata a mano libera a ISO 100, apertura f/2.8 a 1/125, monotorcia Prolight S/125B con ombrello bianco comandata senza problemi tramite Trigger Wireless Cactus V4. In studio con i monotorcia ed usando sensibilità basse la LX5 tira fuori una qualità al pari di una reflex, fra l'altro riesce a comandare anche l'imponente Canon 580EX, il problema diventa cosa impugnare, visto che il flash è circa tre volte la macchina per dimensioni e peso! :-P

Panasonic LX5
ISO 100
Panasonic LX5
ISO 400
Panasonic LX5
ISO 800
Panasonic LX5
ISO 1600
Panasonic LX5
ISO 3200
Panasonic LX5
ISO 6400

Serie di Jpeg scattate alla mia libreria di "prova ISO" con la luce fissa della monotorcia, sino a ISO 400 il rumore è molto contenuto, a ISO 800 con un po' di lavoro si può limitare a livelli accettabili, a ISO 1600 il dettaglio è più compromesso e si va a perdere a ISO 3200 che utilizzerei solo se non se ne può fare altrimenti o per usare il rumore a proprio favore come "grana" di una foto in bianconero. La LX5 raggiunge ISO 6400 ad una risoluzione di 3 megapixel scarsi, la foto così scattata può andare bene se inserita piccola su un sito web, ma non per altro.

Conclusioni

Dall'inizio di questo articolo non ho cambiato idea, Panasonic ha fatto un buon lavoro di aggiornamento con la LX5, mantenendo quel feeeling a cui la serie LX ci ha abbituati. Non vi nascondo che se potessi vendere la LX3 ad un prezzo ragionevole per chi la compra e per me, passerei alla LX5, la differenza tra le due macchine non è eclatante, la qualità dell'immagine è molto simile, ma quel po' di zoom in più e la possibilità di utilizzarlo nelle riprese video non mi spiacerebbe affatto.

Sicuramente mi sento di consigliarla a chi ha una compatta di fascia bassa o vuole affiancare alla propria reflex una macchina che non faccia dire nel 100% degli scatti "ah, se avessi avuto la reflex!", la LX5 in molte situazioni non ve la farà rimpiangere.



Commenti

Mostro 1 commento:

duke
Anche se novello reputo questo lavoro ben fatto e molto utile per chi come me è in procinto di acquistare una macchina...non semplicemente compatta.

Grazie tante.
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Inserito da duke Utente di Photorevolt il 17/05/2011 alle 10:07:46


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