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Recensione Canon EOS 60D con EF-S 18-200 f/3.5-5.6 IS

Recensione Canon EOS 60D con EF-S 18-200 f/3.5-5.6 IS

di Stefano Arcidiacono alias SteO (www.steo.it)

Un mese di convivenza e tanti scatti dopo averla tolta dal suo imballo vi parlo dell'ultima erede della linea xxD di Canon, accoppiata ad un'ottica "tutto fare" che in molti attendevano con impazienza.

Canon EOS 60D

L'arrivo della EOS 7D ha sconvolto i piani ed i sogni di molti fotoamatori, che se prima raccoglievano i soldi per passare da un modello a tre numeri (xxxD) ad un semi professionale con due, improvvisamente si sono trovati con questa ammiraglia in miniatura superdotata e con una EOS 50D che oramai mostrava lacune in diversi campi.

Canon ha lavorato sodo per colmare il gap e proporre un nuovo modello sotto i 1000 euro, quello che ne è venuto fuori è una macchina per certi versi molto vicina alla 7D, che propone anche delle nuove caratteristiche, che senza dubbio soddisferanno chi viene dalla serie inferiore, ma anche alcuni compromessi che forse lasceranno nel dubbio chi possiede una 50D piuttosto che una 40D e sta cercando un corpo macchina nuovo.

Partiamo dalle "perdite", la 60D rinuncia al corpo in magnesio della 50D, rimpiazzato da una più leggera struttura in alluminio rivestita in policarbonato, perde il piccolo joypad rimpiazzato dalla ruota multifunzione ed un po' di velocità (5.3 contro 6.3 fps), la scheda di memoria passa da CF a SD, che personalmente apprezzo di più per la compattezza e la maggiore robustezza sia della scheda che dello slot (non ci sono piolini che possono piegarsi).

Canon EOS 60D

Al tatto la EOS 60D da una bella sensazione di solidità, e credo che per come uso io la reflex così come la maggior parte dei fotoamatori che si coccola il proprio corredo, dovrebbe resistere a lungo, sicuramente il professionista che cerca un secondo corpo leggero ma resistente potrebbe vedere in questa mancanza un motivo per investire sulla 7D.

La EOS 60D guadagna invece sul modello precedente l'estensione della gamma ISO a 6400 senza usare modalità particolari, un sistema di misurazione più accurato ereditato dalla 7D così come le capacità video, uno splendido LCD articolato con una risoluzione superiore sia a quello della 50D che della 7D, un peso ridotto a 755 grammi.

Canon EOS 60D

Rispetto alla 7D non ha il doppio processore Digic IV, che si traduce in una raffica più lenta, ha un buffer ridotto (comunque 58 Jpeg e 15 RAW), il mirino che copre il 96% del campo inquadrato e non il 100% come il modello superiore, ed un sistema autofocus a 9 punti contro i 19 della sorella maggiore. Nuova la possibilità di lavorare e convertire i file RAW direttamente in camera.

La 60D perde anche 420-430 euro dalla sorella maggiore, cifra vicina al costo dell'obiettivo in prova giusto per fare un'esempio. Se dovessi consigliare un'amico sulle due macchine solo su quanto detto sin'ora, probabilmente potrei dirgli di indirizzarsi sulla 7D se possiede già delle ottiche buone o viceversa di risparmiare con la 60D ed acquistare un'ottica nuova.


Corpo leggero, display articolato

Poco più piccola e leggera del modello precedente, la EOS 60D pur avendo perso il corpo in magnesio come ho già detto non manca nel trasmettere una sensazione di robustezza, il mirino luminoso ed ampio lo trovo comodo anche con gli occhiali e c'è ampio spazio su cui poggiare il naso e la guancia, almeno quando il display è chiuso.

Eh già, ereditato direttamente dalla sorellina piccola EOS 600D, la nostra 60D monta un display snodabile che può essere chiuso contro il corpo macchina per proteggerlo, girato verso di noi come i normali display, ma anche aperto lateralmente ed inclinato in modo da poter usare la fotocamera in posizioni strane più agevolmente.

Durante la prova ho potuto apprezzare la sua presenza in diverse occasioni, durante una serie di macro scattate ad un insetto su uno stelo a qualche decina di centimetri dal suolo, poter inclinare il display facilita decisamente le cose in questi casi, stessa cosa nel caso opposto, ovvero quello in cui ci si trova a fotografare tenendo la fotocamera più in alto possibile perché ci si trova tra la folla ad esempio.

Canon EOS 60D

La ruota dei programmi, situata sulla sinistra del pentaprisma, è dotata di un meccanismo che evita movimenti accidentali, per ruotarla bisogna premere contemporaneamente il pulsante centrale; utile ma anche un po' noioso in certe situazioni, devo dire. La modalità video si trova alla fine dei programmi "creativi", in pratica bisogna fare un giro di ruota per passare da Program o Av alla modalità video, decisamente più conveniente lo switch della EOS 7D, che permette di passare a questa modalità al volo.

Alla destra del pentaprisma troviamo il display LCD monocromatico informativo sovrastato dai tradizionali tasti per accedere alle funzioni principali ed illuminare lo stesso.

Il retro ovviamente è caratterizzato dall'ampio display e dal suo snodo, ad esclusione del pulsante "cestino" tutti i comandi si trovano sulla parte destra, con una stile simile a quello della sorella minore (tasti grandi e di varia forma), ma con una ruota centrale dotata di pad direzionale che va a supplire la mancanza del piccolo joypad presente sulla 50D così come sulla 7D.

Canon EOS 60D

Sul lato sinistro ampio spazio alle connessioni, anche per un microfono esterno che sicuramente acquisterà chi è intenzionato a sfruttare a fondo la modalità video, sul lato destro il piccolo slot per la scheda di memoria SD.

Sul lato inferiore troviamo l'attacco ben centrato per il treppiedi e lo slot per la grossa batteria, che va ad inserirsi nell'impugnatura.

Concludiamo la visita guidata con la parte anteriore, accanto all'ingresso per ottiche EF ed EF-S troviamo il piccolo pulsante per chiudere il diaframma ed ottenere così l'anteprima della profondità di campo.


La plancia di comando...

La EOS 60D offre il consolidato menù Canon a schede, diviso in colori che ne identificano l'area di interesse, con una scheda personalizzabile per avere a disposizione quei comandi che si utilizzano più spesso.

Il menù riepilogativo permette invece di navigare tra le numerose opzioni fornite dalla telecamera col pad, attivando per esempio la livella elettronica per avere le foto perfettamente in bolla.

Canon EOS 60D

Novità interessante su questa macchina, la possibilità di editare i filmati tagliando le parti non necessarie e quella di produrre file JPEG dai RAW direttamente in macchina, manipolando una serie di impostazioni a proprio piacimento. Questa opportunità mi sembra molto conveniente; possiamo tranquillamente scattare solo in RAW, producendo la JPEG all'occorrenza, ad esempio perché si rende necessario stampare al volo uno scatto o per mandarlo via e-mail tramite un portatile. Fra le opzioni è possibile anche ridurre la dimensione dell'immagine dai 18 megapixel di cui è capace la macchina.


L'EF-S 18-200 f/3.5-5.6 IS, il corredo intero o quasi in tasca

Ricordo che all'acquisto della mia prima reflex guardavo certe ottiche "tutto in uno" come la soluzione per coprire buona parte delle esigenze fotografiche con una spesa contenuta, poi leggevo i pareri in giro per la rete e facevo un passo indietro, spinto da quelli negativi sulla qualità.

Da allora di anni ne sono passati molti e la tecnologia ha fatto decisamente dei passi avanti, in fondo non più di 20 anni addietro si ragionava solo in ottiche fisse, pochi zoom avevano una qualità decente.

Veniamo quindi a questo arnese, un ottica realizzata per i sensori APS-C che offre una focale equivalente di 29-320mm, un po' carente sul grandangolo, anche solo 5mm in meno ne avrebbero fatto un qualcosa di unico, ma senza dubbio più che sufficiente alla maggior parte delle esigenze sul lato tele.

L'apertura non è certo sbalorditiva, ma abituato al 17-40 F4L non posso lamentarmene troppo, considerando anche la presenza della stabilizzazione, che fa "sembrare" l'ottica più luminosa di diversi stop, almeno per i tempi impiegabili.

La cosa che piuttosto mi ha deluso è la mancanza del motore ultrasonico ad anello, vera chicca delle ottiche Canon, che permette una messa a fuoco istantanea, d'altro canto è anche vero che da qualche parte bisogna risparmiare per mantenere il costo accessibile.

Canon EOS 60D

Fisicamente l'ottica è circa la metà del 70-200 F4L che possiedo, raggiungendo la focale massima si allunga tramite la fuoriuscita di un doppio cilindro sino a raddoppiare la sua lunghezza. Avere due cilindri di prolunga è praticamente obbligatorio per un'ottica simile, diventa però un punto debole per chi fa uso intenso del proprio corredo e magari e abituato a non badarci troppo.

Attorno al cilindro principale le ghiere di zoom e messa a fuoco, i tasti per disattivare l'autofocus e la stabilizzazione ed il tasto LOCK per bloccare l'ottica nella posizione chiusa, in modo da evitare che puntandola in basso se ne esca da sola.

L'impressione generale è quella di un oggetto ben costruito e comodo da utilizzare, passare da un modesto grandangolare ad un teleobiettivo da 320mm in un secondo è una vera comodità e permette a volte di fare scatti che altrimenti andrebbero persi, per la mancanza del tempo necessario a cambiare ottica.

L'autofocus è sufficientemente veloce nell'uso normale, non può gareggiare sicuramente con un USM nell'inseguimento di un soggetto in movimento, non mi ha convinto nelle riprese video, in cui si è mostrato abbastanza incerto e soprattuto troppo rumoroso per il microfono di bordo della EOS 60D, che rileva ogni minimo rumore prodotto.

La qualità, il punto che ovviamente interessa chi vuole acquistare qualsiasi ottica. Vi dico subito che io ne sono rimasto piacevolmente sorpreso, un mese intero di foto, dai panorami ad un matrimonio hanno centrato l'ago della mia personale bilancia tra qualità e flessibilità d'uso. Se però nella vostra classifica mettete la qualità al di sopra di tutto penso che non sia l'ottica che fa per voi.

Osservando i file RAW da 18 megapixel della EOS 60D al 100% si nota come il 18-200 offra buone prestazioni al centro della foto, soprattutto salendo di focale, mentre perde di nitidezza sugli angoli.

L'ottica offre anche delle buone prestazioni in macro e si abbina bene con la prolunga da 25mm, ho notato però che da il meglio di se poco prima della distanza minima di messa a fuoco.

Insomma un ottica secondo me molto ambiziosa, ovviamente una differenza di focali così importante comporta dei compromessi che a mio parere vengono compensati bene da quello che offre, una flessibilità importante ad un costo contenuto.

Qualche scatto...

Ecco una selezione di scatti realizzati durante il periodo di prova, ho usato la macchina praticamente sempre in RAW, gestendo il workflow con Aperture 3, le foto sono poi convertite al WEB via Photoshop.

L'EF-S 18-200 non se la cava male come ottica macro, nella foto che segue una falena (se le mie scarse doti entomologiche non mi ingannano) aggrappata ad una sfiga di grano, zoom a 145mm, apertura f/16 con tempo pari a 1/250, ISO in automatico a 1250:

Canon EOS 60D

In una domenica uggiosa grazie ad un roadbook ed un po' di senso dell'orientamento siamo giunti al rifugio "Tre Arie", una stupenda area attrezzata dove il cane in foto, del custode penso, ha deciso che doveva farsi coccolare a tutti i costi, nella seconda foto un particolare al 100% della prima. Scattata in RAW a 200mm, f/5.6 con un tempo pari a 1/320 di secondo, ISO 250:

Canon EOS 60D
Canon EOS 60D

Il bello di quest'ottica è ovviamente poter passare dal tele al grandangolare (24mm in foto) all'istante, la foto è scattata a ISO 250 con apertura f/16 ed un tempo di 1/30 a mano libera è piuttosto nitida, anche se avrei decisamente potuto aprire un po', sicuramente stavo pensando a godermi il paesaggio stupendo:

Canon EOS 60D

Segue uno scatto tratto dal matrimonio di Valeria, trovate il portfolio completo sul mio sito personale, eseguito in interni con l'ausilio di un faretto a luce fissa, ISO 400 ad f/5.6, 1/125 a 100mm:

Canon EOS 60D

Nella foto che segue potete vedere uno scatto difficile da realizzare ed una sua parte al 100%, i dati mi dicono 100m a f/5.6 ad 1/60 con la sensibilità impostata ad ISO 2000. Considerate che l'affresco si trova nella parte interna di una cupola di una chiesa di Noto, la parte centrale con la colomba è illuminata dalla luce del sole, fortissima rispetto all'illuminazione circostante, di conseguenza ho dovuto tirare un bel po' le ombre in Aperture per far uscire le figure, che sono praticamente oltre la sensibilità impostata sulla macchina, per questo dalla porzione al 100% il rumore si mostra ben oltre quello effettivo a ISO 2000:

Canon EOS 60D

A proposito di sensibilità, ecco la foto con l'accostamento di vari scatti eseguiti da cavalletto modificando il valore ISO manualmente e lasciando che la macchina facesse il resto, sino a ISO 800 la EOS 60D produce degli scatti con rumore contenutissimo, ed anche a 1600 la situazione non è male, si può usare benissimo. Ad ISO 3200 il rumore comincia a farsi vedere, notate le zone nere, aumentando drasticamente al ISO 12800:

Canon EOS 60D

Ed ecco una prova di sfocato eseguita all'infiorata di Noto, l'ottica era a 170mm, f/5.6 con 1/320 a ISO 160, fotografia scattata raso terra oltre le transenne grazie all'utilissimo display orientabile:

Canon EOS 60D

Dalle scale di non mi ricordo quale monumento di Noto, con l'ottica a 200mm mi sono seguito un matrimonio in divisa e l'arrivo poco dopo degli sbandieratori in costume, nella grande chiesa subito di fronte. Scattata a ISO 100 con diaframma a f/7.1 ad 1/400 di secondo:

Canon EOS 60D

Che differenza passa tra un 18mm ed un 200mm? Ecco una foto scattata dalla stessa punto ai due estremi:

Canon EOS 60D
Canon EOS 60D

Conclusione

Le macchine di Canon hanno raggiunto oramai un buon livello di maturità, la EOS 60D lo dimostra, dotata di un sensore APS-C che offre qualità e buona sensibilità, non che risoluzione più che sufficiente anche per un poster. La presenza del display snodabile è una piacevole aggiunta che, fidatevi, imparerete ad apprezzare e considerare importante per una reflex moderna.

L'accoppiata con l'EF-S 18-200 non ne fa una compatta, quanto meno per dimensione, ma crea uno strumento molto flessibile, adatto a chi vuole concentrarsi sulla fotografia, senza badare al cambio di obiettivo.



Commenti

Mostro 2 commenti, dal più recente:Discendente

Sonia-
A Natale unendo anche il compleanno ravvicinato,mi hanno rifatto il...guardaroba fotografico così sono passata dalla Canon D450 alla 60D con l'aggiunta dell'Obiettivo EF 300mm 4,0L IS USM + Canon Extender EF 1.4x III.
L'EF-S 18-200 f/3.5-5.6 IS l'ho mantenuto.
Qualche foto di prova l'ho già scattata, anche con il tele e l'extender e le prime impressioni sono ottime.
Ho letto con molto interesse questa tua esaustiva recensione e apprezzo ancora di + il regalo ricevuto.
Ciao SteO
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Inserito da Sonia- Utente di Photorevolt il 30/01/2012 alle 11:11:01

mecov
Ottima recenzione, grazie steo
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Inserito da Vito Meco Utente di Photorevolt il 24/07/2011 alle 10:02:25


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