E’ cresciuto in Massachusetts e si è laureato al Dartmouth College, dove
ha studiato Storia dell’Arte e Scienze Politiche (1966-70). La scelta
di diventare fotoreporter è stata fortemente influenzata dalle immagini
della Guerra in Vietnam e dal Movimento per i Diritti Civili in
America. Ha lavorato a bordo delle navi della Marina Mercantile, come
apprendista capocronista e camionista, e al contempo studiava
fotografia da autodidatta.
Nel 1976 ha cominciato a lavorare come fotografo di un giornale nel
Nuovo Messico. Nel 1980 si è trasferito a New York per cominciare una
carriera come fotografo freelance per un giornale. Il suo primo
incarico all'estero fu un servizio sulla lotta civile nell’Irlanda del
Nord nel 1981, durante lo sciopero della fame dell’IRA. Da allora
Nachtwey si è dedicato esclusivamente alla documentazione di guerre,
conflitti e questioni sociali. Il vasto repertorio dei suoi lavori
fotografici copre un raggio di quattro continenti.
Nachtwey
è stato un fotografo di contratto con Time sin dal 1984. Ha lavorato in
associazione con la Black Star dal 1980 al 1985 ed è stato membro della
Magnum dal 1986 al 2001. E’ socio della Royal Photographic Society e ha
ricevuto un Dottorato Honoris Causa in Belle Arti dal Massachusetts
College of Arts. Nel settembre 2001 è diventato membro fondatore
dell’Agenzia Fotografica VII.
La
grandezza di James Nachtwey, ciò che lo rende un autore e non un
semplice reporter di guerra è che nelle sue fotografie c'è sempre
un'attenta composizione. Forse ci si aspetta che un fotografo di fronte
ai bambini affamati o ai cadaveri decomposti, diventi incapace di
svolgere il suo lavoro, dimentico della sua professionalità, così come
chiunque sarebbe incapace di dire qualsiasi parola di fronte a scene
del genere. Invece le fotografie di Nachtwey sono sempre chiare e
precise testimonianze e l'attenzione alla composizione diventa il mezzo
con cui Nachtwey informa, comunica in modo efficace quello che ha
visto, con la partecipazione di chi assiste alla sofferenza umana e
vuole combatterla.
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