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Stop & regola della reciprocità

di Stefano Arcidiacono alias SteO (www.steo.it)

La variazione di uno "stop", corrisponde al raddoppio od al dimezzamento di un parametro di scatto, ovvero una variazione del tempo, del diaframma o della sensibilità ISO. A questo punto dobbiamo parlare un attimo di diaframma, perché lo stesso non si raddoppia/dimezza rispettivamente moltiplicando per due o dividendo per lo stesso valore, ma per 1.4142.

il valore di apertura corrisponde al rapporto tra la focale e la dimensione del fascio di luce che attraversa l'obiettivo

Spiegare la provenienza di questo valore è semplice, noi sappiamo che il valore di apertura corrisponde al rapporto tra la focale e la dimensione del fascio di luce che attraversa l'obiettivo (per semplicità possiamo supporre simile al diametro della lente posteriore), un valore di "f" pari a 8, significa quindi che il rapporto di apertura equivale a 1/8, ovvero il diametro del fascio di luce entra 8 volte nella lunghezza focale.

A questo punto, possiamo dedurre che, per far passare il doppio di luce nell'obiettivo, dobbiamo raddoppiare l'area del cerchio che rappresenta tale fascio, per far questo, la geometria ci dice che dobbiamo moltiplicare il diametro del cerchio per la radice quadrata di 2, che è pari a 1.41421356237, approssimabile in 1.4142.

Utilizzando una calcolatrice, moltiplicando 1 per radice 2 e così via per i valori ottenuti, possiamo ottenere la scala dei diaframmi:

diaframmi
Rappresentazione di 9 diaframmi, separati da 1 stop.
1
1,414213562		(f1.4)
2
2,828427125		(f2.8)
4
5,656854249		(f5.6)
8
11,3137085		(f11)
16
22,627417		(f22)
32
45,254834		(f45)
64
90,50966799		(f90)
128

Ovviamente, nessun obiettivo riporta i valori per esteso...

 

Possiamo ora parlare della "regola di reciprocità"; questa lega i tre parametri di scatto, che, come suddetto sono apertura, tempo e sensibilità. La regola non solo li lega, ma ci dice che se variamo un parametro e compensiamo su uno o due dei rimanenti, lo scatto sarà equivalente per quantità di luce impressionata.
Facciamo un esempio pratico, se l'esposimetro della macchina indica a 100 ISO un valore f4 @ 1/60, possiamo diminuire il tempo di 1 stop ed aumentare l'apertura sempre di 1 valore, impostando quindi f2.8 @ 1/125 (solitamente 1/120 non è selezionabile), ottenendo la stessa quantità di luce sulla pellicola/sensore.
Se vogliamo mantenere per un qualunque motivo l'apertura ad f4, aumentando però il tempo sempre ad 1/125, possiamo compensare modificando l'ISO di 1 stop, quindi da 100 a 200 ISO.

possiamo diminuire il tempo di 1 stop ed aumentare l'apertura sempre di 1 valore, ...ottenendo la stessa quantità di luce sulla pellicola/sensore.

Per quanto riguarda il valore ISO, alcune fotocamere dispongono di valori intermedi, un classico esempio è quello del valore 64, che non ha una corrispondenza al raddoppio (128), dato che il valore successivo è 100. La differenza tra 64 e 100 è quindi di 2/3 di stop circa, il terzo mancante possiamo trascurarlo nei nostro conti, anche perché poche macchine dispongono di tempi o diaframmi altrettanto anomali (alcune medio formato ed i banchi ottici...).

Ricapitolando quindi, possiamo utilizzare numerose coppie tempo/diaframma, equivalenti a quella proposta dall'esposimetro della macchina, ottenendo la stessa quantità di luce sulla pellicola/sensore, ma effetti diversi, pensate in particolare alla variazione nella profondità di campo.



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