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Articoli > Stop & regola della reciprocità
La variazione di uno "stop", corrisponde al raddoppio od al dimezzamento di un parametro di scatto, ovvero una variazione del tempo, del diaframma o della sensibilità ISO. A questo punto dobbiamo parlare un attimo di diaframma, perché lo stesso non si raddoppia/dimezza rispettivamente moltiplicando per due o dividendo per lo stesso valore, ma per 1.4142. il valore di apertura corrisponde al rapporto tra la focale e la dimensione del fascio di luce che attraversa l'obiettivoSpiegare la provenienza di questo valore è semplice, noi sappiamo che il valore di apertura corrisponde al rapporto tra la focale e la dimensione del fascio di luce che attraversa l'obiettivo (per semplicità possiamo supporre simile al diametro della lente posteriore), un valore di "f" pari a 8, significa quindi che il rapporto di apertura equivale a 1/8, ovvero il diametro del fascio di luce entra 8 volte nella lunghezza focale. A questo punto, possiamo dedurre che, per far passare il doppio di luce nell'obiettivo, dobbiamo raddoppiare l'area del cerchio che rappresenta tale fascio, per far questo, la geometria ci dice che dobbiamo moltiplicare il diametro del cerchio per la radice quadrata di 2, che è pari a 1.41421356237, approssimabile in 1.4142. Utilizzando una calcolatrice, moltiplicando 1 per radice 2 e così via per i valori ottenuti, possiamo ottenere la scala dei diaframmi: ![]() Rappresentazione di 9 diaframmi, separati da 1 stop. 1 1,414213562 (f1.4) 2 2,828427125 (f2.8) 4 5,656854249 (f5.6) 8 11,3137085 (f11) 16 22,627417 (f22) 32 45,254834 (f45) 64 90,50966799 (f90) 128 Ovviamente, nessun obiettivo riporta i valori per esteso... Possiamo ora parlare della "regola di reciprocità"; questa lega i tre parametri di scatto, che, come suddetto sono apertura, tempo e sensibilità. La regola non solo li lega, ma ci dice che se variamo un parametro e compensiamo su uno o due dei rimanenti, lo scatto sarà equivalente per quantità di luce impressionata. possiamo diminuire il tempo di 1 stop ed aumentare l'apertura sempre di 1 valore, ...ottenendo la stessa quantità di luce sulla pellicola/sensore.Per quanto riguarda il valore ISO, alcune fotocamere dispongono di valori intermedi, un classico esempio è quello del valore 64, che non ha una corrispondenza al raddoppio (128), dato che il valore successivo è 100. La differenza tra 64 e 100 è quindi di 2/3 di stop circa, il terzo mancante possiamo trascurarlo nei nostro conti, anche perché poche macchine dispongono di tempi o diaframmi altrettanto anomali (alcune medio formato ed i banchi ottici...). Ricapitolando quindi, possiamo utilizzare numerose coppie tempo/diaframma, equivalenti a quella proposta dall'esposimetro della macchina, ottenendo la stessa quantità di luce sulla pellicola/sensore, ma effetti diversi, pensate in particolare alla variazione nella profondità di campo. Commenti
i vostri articoli sono interessanti davvero specie per principianti come me... pero' adesso non nascondo di esser impaurito da questa regola o rapporto avendo delle lacune in matematica.. conclusione non credo di dover far calcoli assurdi mentre sono in procinto di scattare un momento topico in modalita' manuale... non credete ? esiste oltre la teoria appunto... in pratica poi... un modo per applicare questa regola diciamo in modo piu' naturale possibile ? per carita' il mio non vuol essere un tono polemico ma dettato solo dal fatto della preoccupazione di far calcoli matematici ke ruberebbero ehm tempo allo scatto di una foto !!! grazie.... Per inserire commenti devi essere registrato !
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La manipolazione sul diaframma , influenza la p.d.c ( profondità di campo ) , cioè quella distanza entro la quale gli oggetti ripresi sono più o meno nitidi . E' un concetto abbastanza complesso che si sviluppa nella distanza iperfocale ( c'è un magnifico articolo con tabelle dinamiche , propio su questo sito ) , ma ancora non ti devi preoccupare ; se hai bisogno di un ritratto ambientato , allora ti serve maggiore p.d.c , ovvero chiuderai il più possibile . Viceversa , se volessi creare un fondo pittorico e surreale , facendo spiccare il tuo soggetto principale in una nube cromatica o tonale , in caso di b.n , allora apri il più possibile .
Tieni a mente , che ogni obbiettivo ha un suo range di aperture migliori , dove da il massimo in termini di nitidezza , aberrazione cromatica e distorsione . Da ricordare che una fotografia ravvicinata , con un apertura di 1,4 - 1,8 , 2,0 , produrrà un immagine " morbida " in contrasto con pochi mm di " iperfocale " , che sgrazieranno l'insieme , un classico è il ritratto dove la punta del naso è nitida , ed il resto , via , via più sfocato .
Pare che , alcuni ritrattisti , si avvalgano di questo espediente per ottenere effetti " softfocus " .
Per i tempi il discorso è estremamente semplice ; userai e darai priorità al tempo che ti serve , se vuoi una foto nitida , userai come minimo un tempo che sia uguale alla lunghezza focale in uso ( vecchia regola del nonno ), a meno che poi , non sia il tuo soggetto a muoversi .
Sopra 1/50 , il rischio di mosso o micromosso è alto .
Se devi riprendere soggetti veloci , vuoi un diaframma aperto per isolare il soggetto dallo sfondo , oppure perchè c'è poca luce , allora devi per forza di cose alzare gli ISO . Ma in quest'ultimo caso , meglio optare per supporti analogici . La grana della pellicola è meno triste del rumore digitale .
In effetti , la soluzione degli ISO è una scelta obbligata , per condizioni di scarsa luce e necessità di tempi brevi o brevissimi . Lasciando aperto il campo alle coppie tempo-diaframma .