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 Visualizzo solo le notizie nella categoria Mostre

 Inserita il 13 aprile 2014 da SteO (G+), nella categoria Mostre.
mia_metro
s.t. foto libreria galleria ospita nei suoi spazi Corpi Visibili, la prima mostra personale dell'attrice romana Mia Benedetta. La raccolta si compone di due sezioni: una parte è costituita da foto scattate sulle spiagge della Puglia, terra di origine dell'autrice, mentre la seconda rappresenta una selezione di scatti eseguiti nelle metropolitane di New York, Roma, Parigi e Milano.

Le fotografie immortalano corpi colti di sorpresa, sia in movimento sia in momenti di attesa o di riposo; in esse, come accade al cinema, lo sguardo del personaggio ritratto non è mai rivolto verso l'obiettivo.

La scelta dei soggetti ricade spesso su corpi pieni e accoglienti. L'abbondanza della carne rappresenta per Mia Benedetta un tratto costitutivo della verità del visibile, e rispecchia un suo interesse specifico verso le forme tipiche della figura materna, imperfetta e asimmetrica quanto vitale. "Il nostro immaginario", sostiene "è abituato a vedere o ad immaginare dei corpi perfetti, e di perfezione si muore".

Nel suo lavoro di attrice, Mia Benedetta ha studiato a lungo bioenergetica, un metodo che punta sull'integrazione tra il linguaggio del corpo e le emozioni che si provano. La fotografia si offre allora come un ulteriore occasione per indagare e raccontare la trama di emozioni della nostra esistenza corporea: per una volta l'interprete ci propone il suo punto di vista sulla natura umana, senza essere chiamata ad entrare in scena, ad esibire il proprio repertorio di pose.

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 Inserita il 13 aprile 2014 da SteO (G+), nella categoria Mostre.
La Galleria D'Arte Moderna di Genova, uno dei quattro Musei di Nervi, dal 25 aprile al 22 giugno accoglie la mostra fotografica Cose di Natura. Luisa Menazzi Moretti e Marco Maria Zanin con diverse opere site specific, frutto di un dialogo creato in loco con le raccolte museali e il paesaggio circostante.

L'evento è il sesto appuntamento della rassegna "Natura ConTemporanea" ideata e curata da Fortunato D'Amico e Maria Flora Giubilei per due musei di Genova Nervi - la Galleria D'Arte Moderna e le Raccolte Frugone - ed è incentrata sulla lettura delle differenze espressive degli artisti in rapporto alle collezioni esposte e al suggestivo contesto naturale dei parchi storici e della costa.

L'esposizione approfondisce il tema della natura e istituisce un dialogo tra l'arte contemporanea e i lavori esposti nelle collezioni permanenti della Galleria di Arte Moderna di ambito otto-novecentesco, particolarmente legati al tema del paesaggio.

Gli scatti in mostra mettono in luce la forte dicotomia fra modi di guardare la realtà.
L'obiettivo di Luisa Menazzi Moretti è attento a catturare immagini là dove normalmente si lascia scivolare lo sguardo. L'artista si esprime attraverso l'osservazione del dettaglio e le sue inquadrature mettono in risalto la ricerca dell'armonia della forma, di equilibri geometrici e di colori carichi di espressività, come si evince nelle opere esposte in mostra Alberi e specchio, Sfere, Serre e Terra e cielo. Elementi simbolici, quasi astratti conducono in un mondo metaforico ricco di rimandi al mondo reale.

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 Inserita il 13 aprile 2014 da SteO (G+), nella categoria Mostre.
henri-cartier-bresson
Sarà esposta a Roma dal 26 settembre 2014 al 6 gennaio 2015, presso il Museo dell'Ara Pacis, la mostra retrospettiva Henri Cartier-Bresson a cura di Clément Chéroux, ora in corso al Centre Pompidou di Parigi.

La grande esposizione, promossa da Roma Capitale Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e prodotta da Contrasto e Zètema Progetto Cultura, viene presentata a dieci anni esatti dalla morte di Henri Cartier-Bresson. Clément Chéroux è storico della fotografia e curatore presso il Centre Pompidou, Musée national d'art moderne.

La mostra propone una nuova lettura dell'immenso corpus di immagini che Cartier-Bresson ci ha lasciato: copre l'intero percorso professionale del grande fotografo ed è il frutto di un lungo lavoro di ricerca svolto dal curatore nel corso di molti anni di studio nell'archivio di Cartier-Bresson. Saranno esposte oltre 500 tra fotografie, disegni, dipinti, film e documenti, riunendo le più importanti icone ma anche le immagini meno conosciute del grande maestro.

Le mostre retrospettive dedicate a Henri Cartier-Bresson, fin'ora hanno sempre cercato di dimostrare il senso di unità del suo lavoro sottolineando la sua abilità nel cogliere i "momenti decisivi". Questa esposizione vuole mostrare invece come ci sia stato non uno ma diversi Cartier-Bresson: il fotografo, vicino al movimento Surrealista intorno agli anni Trenta, il militante documentarista della Guerra civile spagnola e della Seconda guerra mondiale, il reporter degli anni Cinquanta e Sessanta e infine, cominciando negli anni Settanta, l'artista più intimista.


www.contrasto.it
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 Inserita il 12 aprile 2014 da SteO (G+), nella categoria Mostre.
All'alba le spazzine di Ouagadougou tornano a casa dai loro figli dopo una notte passata a ramazzare. Alle sette di mattina i viali di Luanda sono già paralizzati dal traffico e si trasformano in caotici bazar dove serpeggiano venditori ambulanti e borseggiatori. Poco più tardi i pastori della Valle dell'Omo - dopo aver celato accuratamente i loro smartphone sotto gli abiti tradizionali - cominciano a mettersi in posa con le lance per accontentare i turisti assetati di esotismo.

A mezzogiorno gli uomini d'affari di Johannesburg si danno appuntamento per l'aperitivo al golf club con vista sulle baracche delle ex township. A quell'ora i Pigmei del Gabon stanno già banchettando con bruchi e falene catturati in piena foresta. Dopo pranzo i gruppi metal di Gaborone si radunano vestiti da cowboy a suonare in scantinati bui, mentre i giovani di Kigali preferiscono chattare con gli amici negli internet café. Nel primo pomeriggio a Lusaka i predicatori evangelici tengono appassionati sermoni su marciapiedi gremiti di fedeli.

Al crepuscolo la pista di ghiaccio di Nairobi si riempie di coppie di fidanzati; nei circoli letterari di Abidjan si leggono poesie d'autore; nel circo di Conakry volteggiano ex baby-soldati diventati trapezisti. Al tramonto il lungomare di Maputo si anima di artisti di strada, le spiagge di Dakar diventano palestre per lottatori, le piazze di Addis Abeba si gonfiano di podisti che rincorrono sogni olimpici. All'ora di cena i venditori di locuste fanno affari d'oro sulle strade di Kampala, invece i carcerati di Freetown si contendono il rancio con cazzotti e fendenti.

Quando cala il buio gli studenti di Brazzaville si riversano a studiare sotto i lampioni delle strade, intanto il cinema ambulante di Nyamey inizia le proiezioni in sperduti villaggi e i sacerdoti vudù di Ouidah danno vita a cerimonie segrete e riti d'iniziazione. In tarda serata i ragazzi di Lagos litigano coi buttafuori per entrare nelle discoteche stipate all'inverosimile. E nei rutilanti locali di Kinshasa si tengono concorsi di eleganza destinati a proseguire tutta la notte…

In un solo giorno in Africa accadono un mondo di cose: rituali immutati da secoli, fatti nuovi e imprevedibili, eventi e situazioni che vedono protagonisti più di un miliardo di persone (con un'età media di 19 anni: la popolazione più giovane e dinamica del pianeta).

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 Inserita il 30 marzo 2014 da SteO (G+), nella categoria Mostre.
RE-located (Trasferito) è una collezione di opere visive che mette in discussione le caratteristiche della rappresentazione documentaria e il ruolo dell'artista. I vari codici tecnici, ideologici e formali che sono normalmente associati alle riproduzioni meccaniche diventono incerti attraverso l'utilizzo di una nuova tecnologia e un nuovo approccio alla fotografia.

Mentre la materia è riconoscibile e risonante, l'uso dello scanner mi ha permesso di comunicare in modo diverso dalle discipline più tradizionali come la fotografia o la cinematografia. Con queste immagini il mio obiettivo è di creare un unico tipo di espressione, uno spartito visivo in cui misure e inquadrature sono costruite in un flusso di citazioni narrative.

Le immagini di RE-located possiedono una struttura sia letterale che interpretativa. Le rappresentazioni particolari sembrano essere totalmente astratte, mentre sono sempre legate a riferimenti materiali e alle caratteristiche dello scanner. Alcune delle opere sono scansioni dirette, le altre sono state costruite da varie scansioni effettuate nella stessa posizione.

Con questa nuova produzione, ho spostato la mia pratica artistica in un nuovo spazio visivo e concettuale. Mentre nel mio lavoro principale, come un fotografo documentarista, mi concentravo sul carattere unico della rappresentazione fotografica, ora apprezzo la capacità di questo nuovo mezzo di ricontestualizzare i soggetti in una lingua nuova e diversa.

Jay Wolke

fsmgallery - via San Zanobi 19r, Firenze
Ingresso Libero
La mostra rimarrà aperta fino al 10 maggio
dal lunedì al sabato con orario 15/19 o su appuntamento
www.studiomarangoni.it
 

 Inserita il 23 marzo 2014 da SteO (G+), nella categoria Mostre.
antonio-cunico
Il vicentino Antonio Cunico ricopre il ruolo di delegato provinciale FIAF di Vicenza, collabora con il Dipartimento Attività Culturali della Federazione ed è vicepresidente del fotoclub "Il Punto Focale". Ha partecipato ad innumerevoli concorsi fotografici nazionali ed internazionali conseguendo oltre centocinquanta ammissioni e un'ottantina di premi.

Le sue immagini sono frequentemente apparse sulle riviste specializzate come "Fotografare", "Fotoit", "il Fotoamatore" e pubblicate in vari libri fotografici. Nel 2013 è stato insignito dell'onoreficenza AFIAP (Artiste Fedèration Internationale de l'Art Photographique).

Al "Bistrot de Venise" presenta un originale serie di immagini a colori, in pannelli di grande formato, incentrate sul tema dei riflessi sulle vetrine di negozi e boutiques.

Gli scatti che sono stati raccolti in questa mostra raccontano una quotidianità cittadina che passa inosservata all'occhio distratto del passante, ma che quando rimane impressa sulla pellicola assume una consistenza nuova, fatta di sovrapposizioni di manifesti, graffiti, slogan pubblicitari patinati e frammenti di realtà.

L'autore sarà presente all'incontro.
Questo evento ha ottenuto il riconoscimento FIAF (Fed. Italiana Ass. Fotografiche).

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 Inserita il 21 marzo 2014 da SteO (G+), nella categoria Mostre.
frank-horvat-1955-london-mate
Prosegue fino a lunedì 21 aprile ( giorno di Pasquetta), a Seravezza in Versilia (Lucca), l'undicesima edizione di "Seravezza Fotografia", una manifestazione di respiro nazionale con la direzione artistica di Ivo Balderi, che ogni anno coniuga con successo i grandi nomi della fotografia internazionale con il mondo amatoriale della fotografia.

Anche l'edizione di quest'anno è nel segno di uno dei più grandi fotografi contemporanei, Frank Horvat che presenta una retrospettiva nelle sale del Palazzo Mediceo (riconosciuto dall'Unesco Patrimonio Mondiale dell'Umanità), viale L. Amadei 230 a Seravezza, fino a domenica 21 aprile.

La mostra, dal titolo "House with Fifteen Keys", è la più importante e completa mai realizzata in Italia dal grande maestro e dal giorno della sua apertura lo scorso 27 febbraio, ha riscosso uno straordinario successo di pubblico con migliaia di visitatori. Il percorso espositivo comprende oltre 290 scatti che raccontano l'eccezionale lavoro realizzato da Horvat dal 1945 fino ad oggi: dal reportage sociale, ai personalissimi scatti di moda fino ai suoi ultimi lavori con la fotografia digitale e l'ipad, diviso secondo quelle che lui chiama "15 chiavi di lettura" come "luce", "condizione umana", "voyeur", "tempo sospeso", "metafore"" "autoritratti".

"Ho cercato un denominatore comune e ne ho trovati 15 – spiega Frank Horvat – e li ho chiamati chiavi. In questo modo ho costruito la mostra per conoscere quello che è stato il mio percorso in tutti questi anni, capire quello che ho fatto e farmi un regalo. Credo di essere uno dei rari fotografi che hanno vissuto e fotografato nell'era della fotografia in bianco e nero ma poi anche in quella della fotografia digitale. E forse, o almeno a mia conoscenza, l'unico ad avere, in un'era come nell'altra, realizzato progetti che sono stati pubblicati ed esposti. Con Fifteen Keys, la mia principale intenzione è di mostrare che questa diversità di tecniche, di periodi, di soggetti e di punti di vista non ha impedito una fondamentale unità di occhio e di spirito".

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 Inserita il 26 febbraio 2014 da SteO (G+), nella categoria Mostre.
una-certa-idea-di-sogno-e-di-viaggio
Si inaugura domani giovedì 27 febbraio alle ore 18 presso l'UNA Hotel Versilia, via Sergio Bernardini 335 a Lido di Camaiore ( Lu), la mostra fotografica di Bart Herreman "UNA certa idea di sogno e di viaggio" organizzata nell'ambito dell'undicesima edizione di Seravezza Fotografia.

Perfettamente integrate nei locali dell'hotel fino al 21 aprile, si potranno ammirare 6 grandi immagini che fanno parte della collezione permanente di Seravezza Fotografia realizzate da Bart Herreman, fotografo belga ma che vive e lavora a Milano, protagonista della passata edizione della rassegna con la mostra "Esefossevero".

I lavori di Herreman sono tutti all'insegna della fantasia e del surrealismo con animali e personaggi rappresentati in luoghi improbabili e in momenti quotidiani creati grazie all'uso della tecnologia digitale, per primo Photoshop. Nelle sue fotografie predomina il rapporto tra animale e ambiente e dove la figura umana è ora sovrastata da animali divenuti improvvisamente giganti come elefanti, giraffe, zebre e animali domestici e tutto sembra straordinariamente credibile. Un viaggio infinito fatto di visioni spontanee, unite da una genuina vena ironica dove in ogni composizione c'è sempre qualcosa di sorprendente e affascinante. La mostra è ad ingresso libero.

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 Inserita il 26 febbraio 2014 da SteO (G+), nella categoria Mostre.
cute4congo
Inaugurerà il 15 aprile presso la Galleria d'Arte Paola Meliga di Torino la mostra fotografica "#Cute4Congo, a light in the shadow". Venti scatti dei fotografi Sarah Scaparone e Thorsten Stobbe per raccontare la missione umanitaria che Cute Project ha svolto a Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo, nel mese di dicembre 2013.

Cute Project, organizzazione no profit di volontariato in Chirurgia Plastica Ricostruttiva di Torino, ha lavorato presso l'Ospedale Universitario di Kinshasa dal 29 novembre al 14 dicembre 2013 realizzando 57 interventi di chirurgia plastica ricostruttiva su bambini affetti da ustioni gravi e invalidanti e ha tenuto corsi di formazione a medici locali, chirurghi e infermieri.

Lo scopo della mostra, realizzata grazie al supporto della Galleria d'Arte Paola Meliga, con il sostegno dell'azienda vercellese gliAironi Risi&Co., del Centro di Medicina Multispecialistica Examina di Torino e del Gruppo Grafico Editoriale G. Canale & C. di Torino, è quello di documentare l'attività di volontariato che ha avuto luogo a Kinshasa e di raccogliere, attraverso le donazioni ricevute durante lo svolgersi della mostra, fondi per le nuove missioni.

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 Inserita il 26 febbraio 2014 da SteO (G+), nella categoria Mostre.
OMAGGIO A MILANO
In mezzo alla città – Luci nella città

Dove: Ex Fornace, Alzaia Naviglio Pavese n°16 Milano
Orari: tutti i giorni compresi festivi 10.00 – 13.00 / 15.30 – 19.30
Inaugurazione: Venerdì 28 febbraio 2014, ore 18.00 – 21.00
Ingresso: libero

'Omaggio a Milano' nasce come una doppia mostra o se preferite, come una mostra sperimentale. Centrale è il ruolo dello sdoppiamento.
Due mostre in una: Luci nella città e In mezzo alla città.

Due sguardi, due piani di lettura, due percorsi di esplorazione della città. Due voci per certi aspetti contrapposte: la fotografia carica di ritratti del passato della nostra città, in bianco e nero offertaci dal prezioso archivio di scatti custodito dalla Fondazione Aem e la pittura di Andrea Ferrari Bordogna che affida al tratto ma più ancora al colore la trasfigurazione dei luoghi scelti in una città che è sicuramente Milano; città (apparentemente) conosciuta nei suoi spazi che torna a noi come sospesa in un tempo non definito.

Milano, con le sue contraddizioni ma insieme con la sua forza, la sua energia, il suo fascino, il suo 'positivo'. 'Omaggio a Milano' introduce due chiavi possibili di accesso alla città e, tra questi racconti, propone un incontro, un avvicinamento, un confronto nella convinzione che da questi accostamenti nasce, imprevedibile, il nuovo.

www.fondazioneaem.it
 


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