Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni leggere la nostra informativa.
Chiudi
F.A.Q.

Torna alla lista delle F.a.q.

Come funziona l'esposimetro ?
Ultimo aggiornamento: 17.11.2004

L'esposimetro si basa sulla capacitÓ che hanno certi materiali, di variare la propria resistenza elettrica in base alla luce che li investe. In particolare, le macchine odierne utilizzano celle al silicio blu o all'arseniuro di gallio, materiali in grado di fornire una rapida e precisa risposta al variare della luce.
L'esposimetro viene di norma tarato su di una superficie campione "grigio medio", con una riflettenza del 18%, che Ŕ possibile acquistare nei negozi di fotografia per avere un riferimento certo.

L'esposimetro vede quindi il mondo come una scala di luminositÓ (non distingue i colori), e tenta di ricondurre la scena inquadrata sempre al suddetto riferimento; nella pratica questo significa che esponendo sulle foglie verdi di un albero, che hanno un tono "medio" otterremo un valore corretto, al contrario, un esempio classico in cui l'esposimetro sbaglia clamorosamente Ŕ quello della neve, che senza correzione apparirÓ sottoesposta, ovvero grigia.

Per concludere, le macchine moderne implementano diversi metodi di esposizione, in genere ne troviamo almeno tre: valutativa, media pesata al centro, centrale o spot (piccola zona al centro del fotogramma).

 

PhotoRevolt.com - Comunità Fotografica Indipendente - Fotografia Digitale e tradizionale - ISSN: 1825-7976.
Fondato da Stefano Arcidiacono. Leggi la nota di copyright, visualizza la mappa del sito o le statistiche.

RSS  XML  ATOM