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F.A.Q.
Torna alla lista delle F.a.q. Come funziona l'esposimetro ? Ultimo aggiornamento: 17.11.2004 L'esposimetro si basa sulla capacità che hanno certi materiali, di variare la propria resistenza elettrica in base alla luce che li investe. In particolare, le macchine odierne utilizzano celle al silicio blu o all'arseniuro di gallio, materiali in grado di fornire una rapida e precisa risposta al variare della luce. L'esposimetro viene di norma tarato su di una superficie campione "grigio medio", con una riflettenza del 18%, che è possibile acquistare nei negozi di fotografia per avere un riferimento certo. L'esposimetro vede quindi il mondo come una scala di luminosità (non distingue i colori), e tenta di ricondurre la scena inquadrata sempre al suddetto riferimento; nella pratica questo significa che esponendo sulle foglie verdi di un albero, che hanno un tono "medio" otterremo un valore corretto, al contrario, un esempio classico in cui l'esposimetro sbaglia clamorosamente è quello della neve, che senza correzione apparirà sottoesposta, ovvero grigia. Per concludere, le macchine moderne implementano diversi metodi di esposizione, in genere ne troviamo almeno tre: valutativa, media pesata al centro, centrale o spot (piccola zona al centro del fotogramma).
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