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Commenti
Grande Ero...tutto bene caro? viaggi in programma? a prestoooo Ho visionato le tue belle e commoventi foto, e ti ringrazio perchè grazie ad esse riesco a vedere cose che altrimenti nn avrei mai apprezzato. Il nostro pianeta è grande, le realtà sono diverse e molte volte nella povertà di questo maledetto mondo c'è molta più dignità e bellezza di quanto si crede. Di nuovo grazie per questi spaccati di vita vera. Grazie a Te , la cosa che più desidero è mostrare la verità . Così facendo ogni fotoamatore è responsabile del proprio messaggio e partecipe al ruolo sociale della fotografia . Grazie ancora e buonissime feste . ottimo scatto Salvatore...e ottimo anche il pensiero. Ancora auguri a te NO NO NO NO , scusate ma si é fatta un po' di confusione . Anzi direi che mi sono espresso male , malissimo ., quando espongo un immagine di questo tipo , non punto il dito contro nessuna situazione in particolare , ne tantomeno ( ma mi si conosce e forse è suprefluo specificarlo ) , cerco di suscitare una facile emozione . Il lavoro non è dignitoso MAI , pertanto avrei potuto fotografare un impiegato od un tramviere , anzi , avessi fotografato un avvocato , un dentista , personaggi sempre in bilico tra truffa e onestà ... La mia denuncia era molto più sottile , il lavoro salariato , ha raggiunto livelli di mercificazione tali , che oramai non ci si ribella più , non si rivendica più , il mio riferimento a Torino, avrebbe dovuto condurvi alla chiave di lettura giusta , ma non ho sottolineato la cosa con la giusta forza . Oggi , i lavoratori vanno sul posto di lavoro e discutono di tutto tranne che di dignità ... forse se sono diventati "uomini cavallo", è anche colpa loro ... non credo ti sia espresso male direi che il concetto che hai proposto è profondo ed attuale. la questione credo sia sul fatto che la nostra cultura ed esperienza di vita ci faccia fare confusione e unifica il tutto in un unico termine globale di schiavitù molteplici situazioni. quanto dici è sempre stato e forse sempre sarà, ma non solo per mancanza di volontà, ma proprio per il fatto che il legame tra lavoro e schiavitù è talmente forte che risulta impossibile scinderlo. il solo concetto che si pensi che il potere lo possa detenere chi muove i soldi,il cosidetto padrone, e che invece non venga condiviso con chi materialmente gli permette di farseli, i cosidetti operai, è ancora radicato in quasi tutte le culture. il lavoro è dignitoso semmai lo siamo o no noi quando accettiamo le condizioni di lavoro, qualunque esse siano, sono quelle che dovremmo considerare. a volte queste scelte sono volontarie altre volte no e qui si ritorna al punto di partenza ,per sfamare la famiglia cosa siamo disposti a fare? ciao Fabio Un grande scatto di reportage.... stupenda tema importante,a cui pochi danno importanza e giorno dopo giorno si vedono i risultati. illustrissimo e pregiatissimo sig. Salvatore, alla luce dei fatti esplosi in questi giorni in un clima di alta tensione e a ricordarci l'immane silenzio dei nostri cuori, quali esser umani in generale,......... e qui mi sono perso nei meandri della psiche umana e dove solo un burocrate-politicizzato sarebbe in grado di distrecarsi ed uscirne vittorioso spacciandoci l'altrui sofferenza come un qualche cosa di inevitabile se non addirittura di neccessario. la nostra condanna, quali persone attaccate ai valori, sta nel fatto che dobbiamo vivere a cavallo tra una cultura preistorica e una moderna. il fatto è che quella preistorica è ancora troppo dominante. dove il nostro cuore soffre nel vedere certe situazioni, lì lo stesso concetto è visto come pura normalità. l'India, quasi al primo posto mondiale per lo sviluppo della ricerca elettronica convive con i cadaveri che il gange si porta verso il mare faccendoli passare davanti agli occhi di migliaia di persone che si "lavano" e si "immergono" nelle sue acque per purificarsi. in africa la morte dei bambini vale tanto quanto il modo con cui vengono alla luce e gli adulti continuano a "sfornarli", scusa il termine, come se nulla fosse, solo per rispondere ad una legge che la natura gli ha imposto geneticamente e valida per tutto il regno animale, dover comunque procreare e il senso di soppravivenza, ovvero la procreazione, è tanto più forte quanto più forte è lo stato di miseria. idem per il sud-america dove i popoli miserabili si aggregano alle periferie delle città creando piccole città-stato e chiamate favelas. a volte penso chi realmente soffra di più, loro che conoscono una sola condizione di vita e la vedono come unica realtà o noi che conosciamo i moltepli aspetti e che abbiamo paura di scottarci e scontrarci con la sofferenza stessa? se io soffro nel vedere un bambino africano con la pancia gonfia e le mosche al naso cosa proverei se vedessi mio figlio ridotto in quelle condizioni? credo che la nostra mente si faccia carico di condizioni culturali talmente diverse dalla nostra che non riesce a compensare il divario e quella nostra soffrenza ne è la prova tangibile, forse dovremmo staccarci emotivamente, non per menefreghismo o quant'altro, bensì per dare un giusto peso e valore. rimane inevitabile che ogni tanto ci si sfoghi e si ci accenda e la scintilla può essere anche una foto, dobbiamo pur in qualche modo scaricare la tensione emotiva, e il sentire voci concordi ci dà forza nell'affrontare il tempo che ci rimane da vivere. questa foto non la trovo particolarmente attinente al concetto di sofferenza, è un normale lavoro che serve per portare a casa dei soldi per vivere, anzi la trovo più importante per il fatto che dimostra che è l'uomo stesso che prende il coraggio di sobbarcarsi certe mansioni considerate specifiche solo degli animali. non degrada e non declassa il valore umano se il lavoro è una condizione per poter vivere. sono lo molteplici faccie nascoste del lavoro, come quello che tocca il mondo dei minori, che degradano l'uomo e il suo significato. i tuoi viaggi ti hanno portato in terre che non conosco e mai visto di persona e il vederle nelle tue foto fa solo che piacere. ciao Salvatore alla prossima Fabio la cosa assurda è che questo alla fine sia considerato un "normale lavoro",un tempo la chiamavano schiavitù. E' proprio con queste condizioni che degradano e declassano il valore umano,non so come si possa pensare il contrario. caro pint. il termine di schiavitù è ben altra cosa e non è vero che è solamente per un genere di popolazioni. il lavoro è nato con la schiavitù e quasi tutto quello che ora vediamo deriva da essa. forse credi che un operaio della fiat o altra fabbrica che lavora allo stesso bullone per tutta la vita non sia uno schiavo? tutti siamo schiavi e obbligati a portare a casa i soldi per vivere solo che lo accettiamo, somatizzandolo nel nontro inconscio e giustificandolo col nome più semplice di lavoro. la schiavitù che noi dovremmo definire tale è certamente quella che nega la libertà della persona intesa come ideologia e la possibilità di esprimersi. è certamente banale definire schiavitù solo sulla base di un'azione fisica, in questo caso il carreto trainato. io stesso mi considero schiavo ma del sistema, dello stato, delle potenze politiche che fanno quello che vogliono e di me stesso che mi costringo ad accettare questo invece di seguire il cuore e viaggiare per il mondo libero e senza pensieri, forse tu sei già libero? la schiavitù è certamente qualcosa di più terribile e auguriamoci di non provarla mai. o no? se per dare sostegno alla mia famiglia o a me stesso dovessi trainare il carretto certo che lo farei e con orgoglio,mi vergognerei di più se cadessi nel facile furto o cose simili. ciao Fabio Dici cose giuste che sono sotto gli occhi di tutti,ma è costringendoci a vivere e lavorare in certe condizioni che ottiengono il degrado più totale di noi stessi,a Calcutta come a Milano,Torino ecc.. Come fai a dire che questo sia un normale lavoro?Perchè l'India invece di costruirsi la bomba atomica non pensa prima a questa povera gente? Ora l'India è solo l'esempio di questa foto ma il concetto è esportabile in tutti i paesi del mondo,Italia in primis. Tutti siamo schiavi in questo sistema,ma nessuno fa niente perchè il sistema stesso cambi,salvo poi piangere le decine di morti che avvengono ogni giorno solo per poter portare avanti un "normale lavoro". Onore al vecchio che tira il carretto,ma io comincerei a tirare le pietre invece che tirare il carretto,perchè così magari le cose iniziano a cambiare. Parere personale,scusami tanto. Ciao Maurizio Come abbiamo ridotto l'uomo!!!!! Riflessione importante... Forse non è necessario dire niente, non servono voti e stelline, solo fermarsi un attimo e riflettere Grande e triste commento,bello scatto e colpo d'occhio,bravo in tutto ![]() Per inserire commenti devi essere registrato !
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...AUGURI Fratello Salvatore...!!!