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Commenti
![]() ![]() Ahhh la Gold ... fantastica Una sala di lettura o una mostra virtuale di foto? Scatto immenso! ...a domani, fratello...!!! ![]() Meravigliosissima. tutto cio che è supleffuo è Maia(illusione),riguardo la foto ,complimenti ![]() A me questa luce e questa saturazione fa impazzire, esposizione da manuale, la resa è davvero fantastica, mi pare una pellicola sensibile al rosso Royal Gold? come sempre, proponi scatti stupendi... Salvo vai a vedere sulla chat di PhotoRevolt... AUGURI ANCORA DI BUON COMPLEANNO (ahahahhahahahahahhahahzhahahhaahahhahahahahahaasahahah) Per me e' molto bella ma stretta, Salvatore. Forse non l'ho capita ma le persone con la loro devozione hanno lo stesso peso della statua raffigurate il Dio, che qui li schiaccia....quindi forse un'inquadratura orizzontale o piu' aperta sarebbe stata piu' appropriata. Se invece questa era la tua idea allora la foto e' perfetta. Attendo lumi!! quoto pero ho visto nel sito di Fikr che hai foto molto belle! Ah beh Paolo , quasi non mi assumo responsabilità ... è una foto di 20 anni fa e la fotografia non era ancora una passione ... Il Budda non è un dio , non ha alcun potere sugli uomini , se non quello di indicare loro la Via del Darma , la strada che conduce alla cessazione del dolore attraverso la rivelazione delle 4 sante verità e la dottrina del Nobile ottuplice sentiero : Le quattro nobili verità sono le seguenti: 1) La santa verità della sofferenza: tutta l'esistenza è sofferenza (dukkha); 2) La santa verità della causa della sofferenza: la causa (samudaya) della sofferenza è l'inconsapevole desiderio di piacere (tanha), di perpetuare la vita e la propensione a ritenere che tutto termini con la morte; 3) La santa verità dell'eliminazione della sofferenza: la sofferenza è sopprimibile (nirodha) mediante la cessazione del desiderio e la rinuncia: 4) La santa verità della via della soppressione della sofferenza: la via che conduce all'eliminazione della sofferenza è l'ottuplice sentiero (ashtangika-marga). Il Nobile ottuplice sentiero : Gli elementi dell' Ottuplice Sentiero, possono essere considerati secondo tre tipologie. Questo ordinamento, però, non significa affatto che esista un albero gerarchico fra gli otto elementi, né tanto meno che esista un ordine di successione e di importanza fra di essi. Tutti quanti gli otto elementi sono coltivati comtemporaneamente nella pratica buddhista e ciascuno interagisce in una realizzazione sinergica con gli altri. * la "prima tipologia" riguarda la «saggezza» (pañña) 1. Retto intendimento (samma ditthi) cioè il riconoscimento delle "Quattro Nobili Verità" attraverso la loro corretta conoscenza e la conseguente loro corretta visione. 2. Retta risoluzione (samma sankappa) cioè il corretto impegno sostenuto dalla corretta intenzione nel padroneggiare il trsna (l'attaccamento al desiderio di vivere, alla brama ed all'avidità di esistere, di divenire o di liberarsi, al desiderio di affermare il proprio «sé esistente») in modo da manterene la corretta aspirazione che consegue alla corretta motivazione, al fine di non lasciarsi condizionare dalla «sete di esistere», causa del Samsāra * la "seconda tipologia" riguarda la «moralità» (sila) 1. Retta Parola (samma vaca) cioè l'assunzione della personale responsabilità delle nostre parole, ponendo attenzione nella loro scelta e ponderandole in modo che esse non producano effetti nocivi agli altri e di conseguenza a noi stessi; ciò significa anche che il nostro agire deve essere improntato al nostro parlare e corrispondere ad esso. 2. Retta Azione (samma kammanta) cioè l'azione non motivata dalla ricerca di egoistici vantaggi, svolta senza attaccamento verso i suoi frutti. È anche "l'azione che si conforma correttamente alla situazione", nel senso in cui non c'è più distinzione fra l'azione individuale e personale e l'azione del karma cosmico in relazione all'evento in cui l'agire individuale e personale si determina. In questo caso il corretto agire individuale armonizza in modo talmente perfetto il karma specifico prodotto dall'azione individuale al karma cosmico, da non consentire più che il karma individuale si distingua da quello universale e di esso viene quindi a costituire una sua intima ed indistinguibile componente. Per questo motivo la "retta azione" è anche considerata un "agire senza agire". 3. Retta Condotta di vita (samma ajiva) cioè vivere in modo equilibrato evitando gli eccessi, procurandosi un sostentamento adeguato con mezzi che non possano arrecare danno o sofferenza agli altri. Questo comporta anche la corretta padronanza delle proprie intenzioni, in modo che esse siano sempre orientate e dirette lungo la linea mediana di condotta di vita (majjhama patipada) attraverso una corretta azione (samma kammanta). * la "terza tipologia" riguarda la specificità della «meditazione buddhista» (samadhi) 1. Retto Sforzo (samma vayama) cioè lasciare andare gli stati non salutari e coltivare quelli salutari. Significa anche confidare nella bontà della propria pratica buddhista perseverando con un corretto ed equilibrato impegno nello sforzo, motivato dalla fede (saddhâ) che al buddhista praticante proviene dai risultati ottenuti nell'avanzamento lungo il persorso della propria personale realizzazione spirituale e nell'avanzamento verso una sempre maggiore capacità di esercitare una corretta azione (samma kammanta) nella propria pratica buddhista. 2. Retta Consapevolezza (samma sati) cioè la capacità di mantenere la mente priva di confusione, non influenzata dalla brama e dall'attaccamento (trsna) 3. Retta pratica della meditazione (samma samadhi) cioè la capacità di mantenere il corretto atteggiamento interiore che porta alla corretta padronanza di sé stessi durante la pratica della meditazione (dhyāna). Nel Buddhismo Zen si usa il termine giapponese "zanmai" anziché il termine sanscrito "samadhi", con lo stesso significato di raggiungimento del livello più elevato di "unione", riunificazione, identificazione del sé individuale con la realtà esistente. L'uso del termine "zanmai" è particolarmente indicato nel caso dell'ottavo elemento dell'ottuplice sentiero, poiché esso implica uno stato interiore nel quale la mente è assolutamente libera da distrazione ed è assorbita in intensa e decisa concentrazione, la quale, correttamente applicata, è una specifica caratteristica richiesta nella "retta pratica della meditazione" ( da Wikipedia ) Queste sono alcune cose che ho sentito dire sul Budda e la Sua dottrina , vagabondando fra alberi di leetchee e silenzi profumati di incenso , su sentieri che stanno scomparendo ... Ma in fondo , ogni aspetto del mondo sensibile , non è che un illusione . Poco importa che duri 1 secondo o tremila anni , anche il tempo non esiste . Per inserire commenti devi essere registrato !
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