America made in Sicily #1
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| titolo | America made in Sicily #1 |
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| autore | SuEccellEnzo (fotografo dal 2004) |
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| data | 05.05.2008 |
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| località | Agrigento (mappa) |
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| sito web | apri |
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| contenuto | G |
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| visionata | 189 volte |
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| categorie | astratte, colore, emotive, paesaggi, viraggio |
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| descrizione | L'immaginario collettivo, ormai globale, è indiscutibilmente condizionato dai vari media e dal frullato di immagini che assorbiamo di continuo, tanto da avere ricreato dei luoghi ideali a cui tentiamo di far corrispondere ciò che ci passa sotto gli occhi. Mettiamo in atto di continuo e in modo più o meno consapevole tentativi di far coincidere l'esterno quotidiano con l'immaginario di cui sopra, al quale è legato in maniera indissolubile un nucleo di emozioni "base" che ci condiziona sempre.
Quest'immaginario è talmente pervaso dalla forza mediatica, da avere rovinato quasi del tutto il piacere-bisogno del viaggio. O perlomeno del viaggio come lo si intendeva una volta, quando si viaggiava senza sapere ciò che si sarebbe trovato, al massimo favoleggiando di mostri a due teste e di uomini alti tre metri, ovvero con in testa l'immaginario di allora.
A meno di rare eccezioni, ormai si viaggia in massima parte, se non per ottuso turismo, per andare a verificare se quel certo posto è come lo abbiamo visto in tv. E quasi mai lo è, perché in quel determinato film il luogo è sempre reinventato per i fini espressivi del regista o del fotografo di turno. A quello sono legate le nostre emozioni: difficile riprovarle senza quella visuale distorta, frustrante e claustrofobico essere sul posto (ma è davvero così piccolo?) ma lontani anni luce dalla prospettiva esaltata da una sapiente e ruffiana inquadratura grandangolare.
E invece, in maniera del tutto inaspettata, quelle immagini possono materializzarsi improvvisamente a pochi passi da casa, proprio mentre l'ipnotica vista di un paesaggio consueto fa riemergere emozioni e ricordi sopiti, lasciando spazio a una fantasia di nuovo bambina che, nonostante i più diligenti tentativi, non riesce a soppiantare del tutto la realtà. Tramite alcuni "reperti" - qua la fisionomia nota di un rilievo montuoso, là un cartello stradale arrugginito e sforacchiato su cui campeggia un nome evocativo - l'identità del luogo viene comunque fuori.
E immaginario e paesaggio finiscono per coincidere in un'unica emozione, in un viaggio dell'anima.
Per un solo istante.
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Commenti
| Mostro 11 commenti, dal più recente: |  |
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Mi piace anche la scelta dei colori.
Bravissimo. Condivido in toto le tue parole.