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Commenti
cavolo questa l'avevo persa!!!! un ottimo lavoro![]() una foto di grande impatto visivo ed emozionale. Già il titolo è tutto un programma a corollario di un scatto degno di tutte le attenzioni!!! ![]() Eccezionale!! Complimenti per la meritatissima segnalazione. A furia di parlarne la foto è andata in evidenza! Ancora complimenti, è una bellissima immagine bravo,è bellissima.. che dir hanno già detto tutto...complimenti compliementi Fra per il bellissimo lavoro e per la meritata evidenza ...he he he...l'avevo detto Io...l'avevo detto...he he he...!!! Te lo avevo detto è da copertina........e vaiiiiiiiiiiiiiiii Notevole e d'impatto anche senza addentrarsi nei meandri della filosofia... Complimenti Complimentoni E-fra,una coppetta meritatissima.Continua così!!!!!!!!!!!! Dopo i commenti di Morgana74 e SuEccellEnzo (che vi invito a leggere), non mi provo neppure ad addentrarmi nell'analisi del messaggio della foto... Sottolineo soltanto la capacità dello scatto in questione di "far pensare", di stimolare l'osservatore ad analisi profonde e per nulla semplici. Tecnicamente la foto è ben composta e gode di una buona gestione della luce. La foto va in evidenza Luxor Bravo E-fra,un lavoro realizzato molto bene.Molto bello il contrasto tra le luci ed il buio ch c'è intorno.Sei riuscito a creare un'atmosfera che ti coinvolge,complimenti. realizzazione molto bella....che dire....complimenti!!! Complimenti per la creatività e per la realizzazione. Ottima ottima realizzazione e-fra!! mi piace un sacco!!! ![]() Fantastica!!!! Grande lavoro!!! I miei complimenti!!! Geniale è davvero troppo! Grazie infinite Zucco... un'immagine veramente inquietante ...concordo in toto con Morgana...!!! ...i miei migliori complimenti...clap, clap, clap...!!! ![]() Ottimo lavoro E-fra ... una sala degli specchi, illusoria moltiplicazione dell'io diminuzione o moltiplicazione dell'io, questo è il dilemma io...o...IO... E una gran bella composizione caro E-fra Interessante! WOW. Il titolo, però... hmmm, più che una diminuzione, mi pare decisamente che rappresenti una moltiplicazione dell'Io! Se posso intromettermi, io trovo invece "ironicamente" azzeccato il titolo: laddove c'è moltiplicazione, non è detto che si mantenga la propria individualità, anzi...ci si perde in frammenti che non riconducono a nulla, che non ci individuano come soggetti particolari. Si diminuisce la propria specificità e particolarità, per sfumare in un clone di un clone di un clone.... Questa la mia lettura, poi non so.... Certo che puoi intrometterti, anzi. Intanto, per la fretta, non mi sono espresso in maniera del tutto esatta, perlomeno non completa. Più che di moltiplicazione, io parlerei di frammentazione dell'Io. Forse si potrebbero comprendere entrambe le cose, pensando a una frammentazione in tanti piccoli "io". Sul fatto che non si mantenga la propria individualità, non sono del tutto sicuro di ciò che affermi. Che cos'è la tua individualità? Sicura che i frammenti non riconducano a nulla e non ti individuino in soggetto particolare? E non siano invece l'essenza di ciò che sei? Che il concetto di identità non sia in realtà così pacifico e che la nostra essenza non sia proprio di essere Uno, nessuno e centomila? Io nel mio piccolo, in un contesto e forse con intenti diversi da questo foto, ho cercato dire la mia, con un corto di genere grottesco girato, con pochi mezzi, 4 anni fa. Se vi va, dategli un'occhiata! delirIO o su myspace Chiedo scusa ad E-fra per l'uso privatistico dei commenti sulla sua foto Se ti disturba, fammi sapere entro 48 che rimuovo il mio messaggio Approfitto di nuovo dello spazio... Certo, son d'accordo che siamo uno nessuno e centomila (Anche se il Vitangelo Moscarda pirandelliano era tutto sommato un folle, nel bene e nel male, che perde coscienza di sé, appunto), e che questa è tendenzialmente la nostra essenza, però è anche vero che "sotto la maschera non c'è nulla"...noi siamo un insieme più o meno armonioso (io meno, ma la ricerca continua!!!) di vari aspetti e frammenti che ci descrivono, ma secondo me il lavoro faticoso e necessario è cercare di ricomporre questi aspetti, di prenderne coscienza, di superarne alcuni, dominarne altri. E' facile e pericoloso abbandonarsi alla frammentarietà scomposta che alla fine ci permetterebbe di essere adattabili a qualsiasi contesto e situazione e dunque tutti uguali a tutti...il lavoro complesso è appunto ricostruire il proprio essere maturando al meglio una consapevolezza di sé che ci permette, più o meno, una certa solidità per muoverci nel mondo in quanto individui distinti e distinguibili. E ora mi scuso per l'ennesima papocchia!!! Ma l'argomento è essenziale, direi...! E grazie a E-Fra che con una sua bella foto ha scatenato il tutto! Tutti argomenti validissimi! ma sinceramente non credo sia il caso di addentrarsi troppo... il rischio è non uscirne più! Se posso, sia pure per un attimo e chiedendo scusa in anticipo ad E-fra, m'intrometto anch'io. Solo per dire che sono pienamente d'accordo con te, Morgana, solo con un piccolo ma non trascurabile distinguo. Dove dici: "ricomporre questi aspetti, di prenderne coscienza, di superarne alcuni, dominarne altri." io direi invece di accettarli tutti: la cosa più difficile e la più naturale al tempo stesso. Per inciso, alla mia tenera età (56) sono ancora nel bel mezzo del guado e dispero di toccare terra! All'autore i miei complimenti per l'ottima realizzazione. Scusatemi, forse non mi sono espresso chiaramente o sono stato frainteso. In pratica, dicendo "noi siamo un insieme più o meno armonioso [...] di vari aspetti e frammenti che ci descrivono", state dicendo quello che ho detto nelle poco sopra: "Sicura che i frammenti non riconducano a nulla e non ti individuino in soggetto particolare? E non siano invece ][i frammenti, la loro unione] l'essenza di ciò che sei?" Come dicevo ieri a Morgana su myspace, il nostro pensiero è più vicino di quanto possa sembrare, e non solo sulla curiosità, ma anche sul contenuto, ritengo (specialmente dopo questo suo secondo intervento). Sul fatto che sia pericoloso o meno abbandonarsi alla frammentarietà, non lo so, non la vedo in termini di pericolosità (non è quello che personalmente mi interessa, al momento, ma devo rifletterci), quanto di verità. Anche se c'è appunto il rischio della follia cui accennavi con Moscarda. Ma la "follia" è, diciamo così, il contrappasso per aver scoperto l'illusorietà delle sovrastrutture umane. Il prezzo dell'estrema lucidità. La migliore letteratura del 900 si è interrogata su questo. Probabilmente perché l'epoca (anche per le scoperte scientifiche, tecnologiche, psicologiche, ecc.) alimenta queste tendenze "centrifughe" dell'io, per così dire. Come sintetizza E-fra (come ti dicevo via mail, non conoscevo Lasch, ma mi pare interessante il suo libro), c'è il rischio di non uscirne più. Ma forse è davvero l'argomento essenziale, in particolare dei nostri tempi (e, aggiungo, della mia incompiuta generazione). Anche se non si era capito, sono d'accordissimo con te, Morgana, quando parli del lavoro complesso sulla consapevolezza di sé, sul prendere coscienza di questi aspetti, ecc. E anche quanto dice Oberdan non è in totale contraddizione: anche l'accettare questi aspetti comporta comunque una consapevolezza. Un po' diverso forse è il comportamento che, secondo me, ne deriva, e che non condivido del tutto. Faccio un esempio: prendo coscienza che dentro di me c'è una parte violenta. Il solo accettare questa parte cosa significa? Che lascerò libero sfogo alla violenza quando mi pare? Uhmmm... non mi convince tanto. L'accettazione è il primo passo, poi il lavoro è probabilmente quello indicato da Morgana: superare alcuni aspetti o dominarli (magari sublimandoli, per continuare l'esempio, dando sfogo in altri modi all'aggressività che è presente in ognuno di noi). Perlomeno provarci. In fondo è il "gnoti seauton" di Socrate. Conosci te stesso. Per conoscere anche gli altri, penso io.] Splendida e surreale atmosfera, ottima resa del concetto! Per inserire commenti devi essere registrato !
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29 voti
cavolo questa l'avevo persa!!!! un ottimo lavoro



















