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· Deadpixel
Punti di un sensore digitale, non più in grado di reagire alla luce, in genere restituiscono sempre la massima intensità, risultando così bianchi.

Vedi anche: CCD (charge-coupled device), CMOS (complimentary metal-oxide semiconductor), Hotpixel

· Definizione
Descrive la miscela qualitativa dell'immagine prodotta dalle caratteristiche specifiche della nitidezza, del dettaglio e della granulosità (oppure dalle corrispondenti acutanza, risoluzione e granularità). La definizione fotografica non viene completamente determinata dalla qualità dell'obiettivo e dei materiali, ma anche da fattori quali la precisione della messa a fuoco, la stabilità della macchina e dell'ingranditore, il contrasto del soggetto e dell'immagine, il livello di esposizione e l'eventuale uso di filtri.

· Diaframma

Il diaframma è un foro situato all'interno dell'obbiettivo, che regola il passaggio della luce. Tecnicamente è formato da una serie di lamelle (in genere da 6 a 9), che vanno a creare un foro di forma poligonale, dalle dimensioni variabili. La variazione di ampiezza del diaframma è molto importante, permette infatti non solo di regolare semplicemente la quantità di luce che arriverà al sensore o alla pellicola, ma di variare la profondità di campo.
Infatti, con il diaframma aperto (F:1.8, F:2.8, F4) si ottiene pochissima profondità di campo, utile per avere a fuoco il soggetto in primo piano e sfocato lo sfondo. Al contrario con diaframmi molto chiusi si ottiene un elevata profondità di campo, risulteranno quindi a fuoco soggetti in primo piano, ma anche lontani.

Vedi anche: f/stop, Otturatore

· Diapositiva
Immagine positiva impressa su un supporto trasparente. Questo genere di pellicola, detta anche invertibile, ha una latitudine di posa inferiore rispetto alle pellicole negative per stampe a colori, ma garantisce una maggiore definizione delle immagini ed una qualità della stampa superiore.

· Dicroiche (lampade)
Lampade alogene a bassa tensione e lunga durata.

· Difetto di reciprocità
La reciprocità è definibile come rapporto fra valore del diaframma e tempo di scatto; al variare della coppia diaframma tempo di scatto verso valori del diaframma sempre maggiori – diaframma più chiuso – si va incontro ad una costante ed incrementale perdita di luminosità dell'immagine che porta ad una sua progressiva sottoesposizione. Questo problema si manifesta perché la relazione fra la quantità di luce necessaria alla corretta esposizione della pellicola ed il tempo di posa, non è costante. Il difetto è visibile nella ripresa con tempi di scatto molto lunghi e per eliminare la sottoesposizione della scena è consigliato un ulteriore aumento del tempo di posa, mantenendo inalterato il valore del diaframma. Se si utilizzano pellicole negative a colori, il difetto di reciprocità produce sgradevoli dominanti cromatiche.

· Diffrazione
E' un difetto che si manifesta lavorando a diaframi molto chiusi e causa la perdita di nitidezza dell'immagine. L'effetto più evidente della diffrazione si ha quando si fotografano sorgenti luminose dirette o indirette: ogni punto luminoso appare nel fotogramma come una stella, che avrà un numero di raggi pari al numero delle lamelle del diaframma dell'obiettivo usato.

· Digiscoping
Tecnica che consiste nell'unire una fotocamera digitale ad un telescopio da osservazione, per fotografare gli animali a lunga distanza, nel loro ambiente naturale.

Vedi anche: Birdwatching

· DIN (Deutsche Industrie Normen)
Standardizzazione tedesca che indica la sensibilità della pellicola. Ad ogni raddoppio della sensibilità, corrisponde un aumento di 3 del numero che la indica.

Vedi anche: ASA (American Standards Association), ISO (International Standards Organization)

· Dissolvenza
Termine di origine cinematografica che indica il passaggio dal buio all'inizio della scena (dissolvenza in ingresso) o dalla fine della scena al buio (in uscita). La dissolvenza può anche essere incrociata, quando da una scena si passa alla successiva, sovrapponendo le due dissolvenze.

· Distorsione a cuscinetto/barilotto
Si tratta di difetti causati dalla curvatura delle lenti, soprattutto negli obiettivi grandangolari. Si manifestano perché i raggi luminosi obliqui che intercettano la lente frontale dell'ottica hanno piani di messa a fuoco differenti dai raggi che attraversano la lente in prossimità dell'asse ottico. Nella distorsione a cuscinetto si ha una curvatura veso il centro del fotogramma delle linee rette ai margini dell'inquadratura; al contrario nella distorsione a barilotto le linee tendono a curvare verso i margini dell'immagine. In entrambi i casi si ha una riduzione del fenomeno aumentando la distanza dal soggetto e riducendo il valore del diaframma di lavoro.

· DO (Diffractive Optics)
Sigla utilizzata da Canon per indicare gli obiettivi con lenti difrattive. Questo tipo di lenti, oggi multistrato, sono lavorate in modo da correggere le aberrazioni cromatiche e sopratutto forzare la luce a seguire il percorso giusto, senza dispersioni, come avviene per le normali lenti.
Gli obiettivi che montano questo tipo di lenti, oltre all'ottima capacità di correggere le aberrazioni, si distinguono per un minor ingombro, rispetto agli equivalenti focale, ma senza lenti DO.

· Dorso a Scansione
I dorsi a scansione, usati in genere con le fotocamera di grande formato, funzionano come uno scanner piano, di quelli che ognuno di noi può avere in casa, per intenderci. Una singola riga di fotorecettori viene mossa da un motorino lungo il dorso, producendo come risultato finale un file di elevata risoluzione, ad esempio il PowerPhase FX di Pahese One, fornisce un output di 12.600 x 10.500 pixel, praticamente 132 megapixel.

All'atto pratico il tempo di scatto si moltiplica per la velocità impiegata dal sensore a coprire l'intero campo utile, per tale motivo i dorsi a scansione possono essere utilizzati solo in studio, in situazioni di luce controllata, e solo con soggetti perfettamente immobili.

Vedi anche: Dorso Digitale

· Dorso Digitale
Periferica contenente un sensore CCD/CMOS di grosse dimensioni ed elevata risoluzione, da utilizzare tramite adattatori su macchine fotografiche medio e grande formato.

Esistono tre tipologie di dorsi digitali, a Scansione, One-shot e Multi-shot.

Nei dorsi Multi-Shot, la fotografia viene composta attraverso l'unione di tre esposizioni differenti, una per ogni colore della terna RGB.

Al contrario, nei dorsi One-Shot, l'immagine viene prodotta in un'unica esposizione.

Vedi anche: Dorso a Scansione

· DPI
I DPI sono il rapporto tra punti(pixel) e misura reale in pollici.

Per ottenere la dimensione di stampa reale:

dimensione pollici (2.5 cm) = lato in pixel / risoluzione voluta

Ad esempio per una risoluzione di 1600x1200:
L1 = 1600/300 = 5.3 inch = ~13cm
L2 = 1200/300 = 4 inch = ~10cm

· DSLR (Digital Single Lens Reflex)
Fotocamera SLR digitale.

Vedi anche: EVIL = Electronic Viewer Interchangeable Lens, SLR (Single Lens Reflex)


 

PhotoRevolt.com - Comunità Fotografica Indipendente - Fotografia Digitale e tradizionale - ISSN: 1825-7976.
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