
L'A.F.I.-Archivio Fotografico Italiano, che ha come finalità quella di promuovere la fotografia in tutti i suoi aspetti, diffondere la cultura della preservazione di immagini storiche, moderne e contemporanee e di promuovere i giovani autori, con il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Castellanza (Va) e con il supporto tecnologico di EPSON, organizza dal 7 al 28 ottobre 2012 presso la storica villa Pomini di Castellanza (Va), la rassegna fotografica dal titolo: PERCORSI DI LUCE.
Un grande autore e due giovani talenti per esplorare i diversi linguaggi della fotografia: Piergiorgio Branzi - DIARIO MOSCOVITA; Emanuele Carpenzano - NEL GREMBO; Giorgia Carena - IMMAGINI DAL SILENZIO.
EMANUELE CARPENZANO
Siciliano, nato 43 anni fa, vive e lavora a Catania dove esercita l'attività di fotografo professionista. Profondo conoscitore della sua terra, ama ritrarne i luoghi, i volti e le tradizioni con sincero coinvolgimento. Ha al suo attivo numerose partecipazioni a concorsi e mostre, che hanno sempre riscosso un notevole favore di pubblico. Attualmente dirige il Centro di Arti Visive Sikanie, da lui fondato nel 1996 con sede a Catania, che si occupa di promuovere attraverso corsi, stages e mostre fotografiche l'interesse per il mondo della fotografia. È, inoltre, un sensibile interprete della fotografia da cerimonia, settore in cui riesce ad esprimere una viva partecipazione alle emozioni dei protagonisti e dove il reportage più puro si mescola al racconto quasi cinematografico di uno dei giorni più belli di tutta la vita.
Per affrontare in fotografia il tema del nudo bisogna essere dotati di una particolare sensibilità perché quello che l'obiettivo inquadra non è, nonostante le apparenze, solo un corpo ma una persona di cui saper valorizzare tutte le sfumature, soprattutto quelle più intime e delicate che rientrano nell'ambito della dimensione psicologica.
E' proprio questa sensibilità a caratterizzare "Nel grembo", la ricerca realizzata da Emanuele Carpenzano con uno stile e una intensità che escludono da subito il puro esercizio di stile che pure nella fotografia di nudo è così comune. Piuttosto, quello che interessa al fotografo è raccontare una storia con la spontaneità di un racconto, con il graffiante vigore di un aforisma.
Un sottile filo lega il fotografo alla modella perché il primo fa un passo indietro e accetta di essere colui che, dopo aver dato lo spunto, sceglie un ruolo apparentemente defilato consentendo alla seconda di occupare lo spazio con l'intensità di cui è capace. Il corpo della donna è imprigionato in una stanza dalle pareti nere che caratterizza un design modernissimo ed essenziale: questo diventa il luogo teatrale ossessivo e claustrofobico al cui interno la ragazza si muove come volesse liberarsi di una sofferenza che emerge nei suoi gesti rapidi e disperati, nel suo moltiplicarsi in superfici specchianti, nel suo rannicchiarsi su se stessa, nel suo abbandono. Poi, quando tutto sembra chiudersi su di lei, improvvisa arriva la liberazione: il cielo si allarga espandendosi, la luce domina ogni cosa e il corpo della donna sembra ritrovare la sua serenità fin quasi a confondersi con l'acqua, con la sabbia, con la roccia che con la loro vicinanza le conferiscono una flessuosità e una delicatezza nuove.
E' allora che il fotografo rivela il suo vero ruolo di demiurgo, colui che con la sua presenza ha consentito alla vicenda di svolgersi, alla donna di rinascere.
Roberto Mutti
Villa Pomini - Via Don Luigi Testori, 14 - Castellanza (Va)
Periodo espositivo: 7 - 28 ottobre 2012
Inaugurazione: 7 ottobre 2012 ore 17 con proiezione di un video dedicato a P.G. Branzi
Orari di visita: venerdì e sabato 15/19 - domenica 10/12 - 15/19 - Ingresso libero
Segreteria organizzativa: Archivio Fotografico Italiano - www.archiviofotografico.org
Informazioni/contatti: Claudio Argentiero T.347 5902640 / e-mail: claudio.argentiero@alice.it





