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Un lungo cammino

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Le mie prime fotografie risalgono alla fine degli anni '80. In quell'epoca, nonostante fossi in possesso di una macchina davvero speciale, la Yashica Fx3 Super 2000 dotata del normale e di un piccolo zoom tele, avevo meno di 15 anni: tutto quello che sapevo era che per fare una buona foto dovevo regolare il tempo non sotto al 1/60 di secondo e girare il diaframma fino a far comparire una lucetta verde... Nonostante l'esiguità delle informazioni in mio possesso, devo dire che due delle mie più belle foto sono state fatte con quell'attrezzatura.
Allora scattare significava solo tentare di portare a casa dei ricordi migliori, che potessero durare nel tempo, ma la reflex diventava sempre più un peso scomodo da trascinare dietro.
Così, fu solo dopo un lunghissimo periodo di inattività, che ripresi a scattare. Nel 2005 il giorno dopo il matrimonio acquistai una F65 per immortalare il viaggio di nozze tra le capitali europee... Fu quello il nuovo inizio che fece rinascere in me una passione che prima non era fiorita completamente e che ora invece coltivo con più forza, ma anche con più consapevolezza tecnica.
La F65, però, è quella che è. Durò un anno o poco più. Ora scatto in digitale con Canon, mi trascino chili e chili di attrezzatura senza sentirne il peso; anzi è proprio il fatto di poter fotografare qualcosa che mi dà una spinta in più ad uscire dal comodo guscio di casa mia.
Non mi sento ancora legato ad uno stile. Per me la fotografia è innanzi tutto un modo di esprimere e far provare emozioni e quindi un modo di comunicare. Per questo credo che sia bello cimentarsi con diversi approcci. Se dovessi comunque descrivere ciò che cerco in una foto credo che direi che gli elementi principali, sono la capacità di rendere classica una immagine (cioè di sospenderla nel tempo o, al contrario, di darle una appartenenza temporale ben definita), la ricerca delle forme e dell'armonia dei colori e, perché no, un uso meditato di ironia e di autoironia.
Nell'epoca del digitale, mi capita a volte di riprendere in mano la vecchia Yashica. Le sensazioni che provo non sono minimamente paragonabili a quando uso la 350D ed i risultati a volte mi sorprendono. In ogni caso, la maggior parte delle foto che avrete la voglia di vedere qui sono ormai in digitale.
Mi chiedo spesso quale sarà il futuro della fotografia. L'unica risposta che mi dò e che spero di poterne essere un piccolo protagonista, nel mio privato si intende, e nella condivisione di qualche scatto meglio riuscito in questa community, che spero che preservi sempre il clima familiare ed amichevole che l'ha contraddistinta da quando l'ho conosciuta.
Il bello di photorevolt è che non ci limitiamo a dire "bella" o "brutta" ad una foto, ma possiamo commentare la tecnica e criticare in modo costruttivo le scelte.
Perciò benvenuto ancora una volta nel mio portfolio! Sarà un piacere per me sapere che ne pensi.
Ciao
Andrea
PS. Un mio difetto? Quando scrivo mi dilungo, lo so!!! 
Alcuni dei miei scatti preferiti, nelle pagine più vecchie del portfolio
Notre Dame #2

L'arrivo dello sposo

Un giorno crescerai

Ciao, pa'

C'era la notte tra di noi

Tempo che passa

La frontiera

Due ritratti ambientati#2

Mascoline preoccupazioni

Ne sai niente del mio cocomero?
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