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Canon · EOS 40D

Canon
EOS 40D

Inserito il 09/10/2007  -  5 di 5  -  Una recensione, consigliato.  -  Visto 13062 volte.


Potenza e versatilità in un unico prodotto dalle mille possibilità, perfetto per i fotografi più esigenti. Con una velocità di scatto continuo di 6,5 fotogrammi al secondo, un sensore da 10.1 Megapixel ed un'ampia gamma di funzioni, è stata progettata per accettare qualsiasi sfida.

Caratteristiche
* Sensore CMOS APS-C da 10.1 Megapixel
* 6,5 fps, raffica massima di 75 foto in formato JPEG
* Ampia gamma di sensibilità: 100 - 1600 ISO (espandibile fino a 50 - 3200 ISO)
* Schermo LCD da 3" con modalità Live View
* Processore DIGIC III
* Schermo LCD da 3" con modalità Live View
* Impostazioni Picture Style
* Corpo in lega di magnesio
* Compatibile con gli obiettivi EF/EF-S ed i flash Speedlite EX

Fonte: Canon Italia


Prezzo medio: 1.180 Euro - Utenti che lo possiedono: 101» - Foto in cui è stato utilizzato: 802»
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Recensioni


Data
08.01.2008

Scritta da
Mikael
( intermedio )

Esperienza
2019 anni

Usato
1 mese

Giudizio

:: consigliato

Valore


Voti recensione
5/5, 19 voti

Vota la recensione

 Pagato 1180 Euro, Negozio

Recensione:
Premesse:
Dopo aver faticosamente risparmiato per ben due anni e forte di piccole entrate economiche recenti ho sostituito, dopo quasi tre anni, la mia fidata Canon EOS 350D con un modello decisamente superiore, la EOS 40D. Si tratta di una Reflex digitale con un sensore CMOS da 10,1 Megapixel effettivi, dotata di alcune innovative caratteristiche tecnologiche che la avvicinano molto più alle ammiraglie di casa Canon piuttosto che le macchine fotografiche più amatoriali come la 400D o la 30D.
Non intendo dilungarmi troppo sulle caratteristiche tecniche di questa macchina, né intendo farne una recensione. Per chi volesse avere questo genere di informazioni, consiglio caldamente di leggersi con attenzione la seguente recensione tecnica, dove vengono forniti tutti i dettagli del caso: http://www.dpreview.com/reviews/canoneos40d/
Io, dal canto mio, ho testato con intensità la macchina fotografica sul campo nel mio recente soggiorno a Vieste, sul Gargano, dove ho potuto farmi un'idea sulle sue effettive prestazioni; sono proprio tali impressioni che intendo condividere con voi, sperando possano essere utili a qualcuno.
Il corpo macchina:
La EOS 40D è una Reflex, ed ha un aspetto del tutto simile a tutte le Reflex, analogiche o digitali, attualmente esistenti. Per uno come me, che viene dalla scuola della 350D, la 40D è un altro pianeta: è più grande, più robusta, più maneggevole.
Tra le sue più belle caratteristiche vi è un meraviglioso LCD da 3'' che permette una visualizzazione nitida e precisa sia del menù sia delle foto scattate. Purtroppo ho notato una sua vertiginosa tendenza a sporcarsi e presto comprerò una protezione per evitare che si graffi. Il viewfinder è abbastanza luminoso (anni luce più luminoso di quello della 350D), ed è intercambiabile con ben tre modelli diversi (standard, standard con griglia, di precisione).
La macchina non è indistruttibile come le ammiraglie di casa Canon, ma è parzialmente impermeabile ed è dotata di un sistema di pulizia del sensore ad ultrasuoni che si attiva ad ogni accensione e spegnimento. Ho usato la macchina con pioggia, vento e persino sulla sabbia; ho, ovviamente, usato delle accortezze per evitarle stress inutili, ma devo dire che si è comportata benissimo e fino ad ora non mi ha dato problemi di polvere di alcun tipo.
Ovviamente la macchina pesa di più della 350D (822 g vs. 540 g con batteria inclusa) ma questo non risulta uno svantaggio particolare. I tasti, il joystick e le due ghiere sono disposti in modo accurato, ci si abitua ben presto al loro utilizzo, anche se alcune funzioni di controllo non sono proprio immediatamente accessibili, a volte ci devo pensare un po' per ricordarmi come e cosa fare (suppongo sia questione di abitudine). L'unica cosa che continuo a trovare un po' scomodo è il pulsante di accensione, ma neanche questo mi sembra un handicap considerevole. L'illuminazione, di un orrido color arancio, non mi pare adeguata al resto del corpo macchina.
Il design della macchina è essenziale ed elegante, leggermente bombato in alcuni punti e spigoloso in altri. La parte della macchina che si impugna con la destra è rivestita di un buon materiale antiscivolo. Le connessioni per l'USB e per gli altri cavi sono ben protette. La ghiera di selezione delle modalità di scatto è a sinistra invece che a destra, come per la 350D, e comprende 7 modalità "basic" (da me mai testate) e 8 modalità "creative" (tutte da me testate, eccetto la modalità A-DEP che ho sempre ritenuto inutile).
Primissime impressioni:
Appena acquistata la macchina ho subito fatto svariate prove per testare le sue potenzialità. Le prime foto che ho fatto sono stati dei ritratti ad i miei amici mentre giocavamo a Risiko, ed ho utilizzato come lenti il Sigma 12-24 ed il Canon 50 f 1.4. La prima cosa che ho verificato, in quell'occasione, è stata l'estrema potenzialità dell'autofocus, soprattutto con il 50mm. La 40D ha nove punti di messa a fuoco, ma quello centrale è il migliore ed è ancora più potente e funzionante con lenti che hanno diaframmi minimi di 2.8 o minori. Il flash, sia quello esterno che quello pop-up della macchina, si comportano benissimo anche quando usati completamente in manuale. La velocità di scatto è impressionante, soprattutto se si scatta in jpeg. L'otturatore fa un rumore molto gradevole; la successiva revisione delle foto è ottimale.
Ottima la resa agli alti ISO, davvero notevole. La macchina ha una gamma ISO da 100 a 1600, ad intervalli di 1/3 di stop, con la pregevole possibilità di estendere gli ISO a 3200 nella modalità H. La riduzione del rumore per scatti con tempi lunghi è eccellente, rende il rumore piacevolmente simile a grana. Ad ogni modo, per quanto ho visto personalmente, da 1000 ISO in su il rumore si nota, ma è davvero contenuto anche a 3200.
La scheda di memoria che utilizzo come principale è una Sandisk III 4GB; se tengo selezionato come tipo di file i RAW, allora posso scattare poco meno di 300 foto. Questa macchina produce file notevoli, soprattutto per il fatto che il suo processore d'immagine DIGIC-III ha un convertitore da analogico a digitale a 14 bit, ed i file RAW risultanti hanno un peso medio di 12,0 MB, mentre i jpeg alla massima qualità si attestano sui 3,5 MB.
Il software in dotazione della macchina, come ho presto verificato, è insufficiente, quantomeno per i miei personali usi. Il convertitore RAW ha funzionalità limitate, ed io personalmente utilizzo - sfruttando così appieno le potenzialità della macchina - Adobe Lightroom.
Sul campo:
Veniamo, ora, alle applicazioni sul campo. Per chi un po' mi conosce come fotografo, saprà che non ho un "genere" preferenziale, ma che mi piace spaziare molto, anche se indubbiamente la maggior parte del mio portfolio comprende paesaggi e ritratti. Ho una spiccata predilezione per il bianco e nero, ragion per cui possiedo un buon kit d filtri Cokin. Sapevo che a Vieste avrei trovato spiagge desolate, scogliere spazzate dalle onde, foreste parzialmente innevate; quello che cercavo! Da molto, infatti, volevo cimentarmi in quella che si potrebbe chiamare "slow speed photography", ossia una fotografia incentrata sul cogliere il dinamismo del paesaggio anche in piena luce mediante l'impiego di tempi di posa molto lunghi. Ho ottenuto dei buoni risultati utilizzando sia il filtro infrarosso che un'abbinata abbastanza particolare di due filtri neutri ND8 più il polarizzatore.
Usando l'infrarosso ho anche apprezzato che la 40D, così come la 350D, ha una buona sensibilità a queste particolari lunghezze d'onda, ma come nel caso della 350D se non si presta attenzione alle luci parassite e alla perfetta pulizia del filtro e della lente si rischia di imbattersi in fastidiosi flare violacei ed artifici vari. I tempi di posa, però, sono i più lunghi possibili e le immagini (per me rigorosamente da convertire in bianco e nero) sono di grande impatto.
L'uso combinato del pola più i due neutri garantisce tempi sufficientemente lunghi (specialmente in tempestose giornate invernali). Le immagini che si ottengono hanno dei colori un po' sfalsati, vagamente surreali , con molte tonalità virate al viola, al rosso, o a colori acidi vicini al verde mare. La conversione in b/n rende anche in questo caso davvero benissimo.
In entrambi i casi, la macchina a 100 ISO, sul cavalletto, scatto remoto e blocco dello specchio ha garantito risultati ottimali, anche su pose di 1 min ed oltre, e la riduzione del rumore interna ha reso superflua ogni mia postproduzione volta alla riduzione del rumore. È stata necessaria, invece, molta produzione riguardo la nitidezza, ma questo fattore è dovuto al 12-24 Sigma che è una lente molto morbida, specialmente con l'infrarosso, e poco ha a che fare con la 40D.
Live View:
Molti fotografi, più o meno seri, sono stati affascinati da questa innovazione presente sulla 40D, la modalità live view. In pratica si tratta di un meccanismo che rende questa macchina vagamente (sottolineo: vagamente) simile alle compatte: lo specchio si solleva, e l'immagine viene riprodotta sullo schermo LCD in presa diretta mediante il sensore (che tende a scaldarsi molto presto). Ovviamente - per la stessa natura della messa a fuoco con una Reflex - l'autofocus non è possibile in questa modalità, ed è quindi necessario o mettere a fuoco in manuale o premere un pulsante ad hoc che riabbassa lo specchio, mette a fuoco sul punto AF preselezionato e ritorna rapidamente al live view. Quali, dunque, i vantaggi di tale modalità? Beh, io personalmente direi che sono notevoli, soprattutto per un certo tipo di fotografia.
Prima di tutto è possibile attivare la visualizzazione di una classica griglia nella modalità live view che consente una composizione ottimale nella fotografia di paesaggio ed un controllo accurato delle linee orizzontali e verticali, rendendo accessorio l'uso di varie livelle e bolle di controllo. Poi, quando si deve mettere a fuoco un qualche dettaglio, ad esempio nella fotografia macro con o senza i tubi di prolunga, allora questa macchina diviene una meraviglia. In live view è, infatti, possibile "zoomare" su alcuni punti del fotogramma e controllare, in un modo prima impensabile, la precisione della messa a fuoco in manuale. Onestamente, direi che non è poco!
Il live view è a mio avviso un accessorio utilissimo se usato con moderazione ed intelligenza (consuma batteria, anche se non la prosciuga). Alcuni - a quanto ho letto sulla rete - lo ritengono un fronzolo un po' inutile; io, invece, lo reputo uno strumento di grande utilità che sfrutterò sicuramente al massimo per il futuro.
Personalizzazione:
Come le ammiraglie della serie EOS, la 40D è personalizzabile in modo spettacolare! Sono presenti ben 24 funzioni avanzate, alcune delle quali utilissime ed innovative. Inoltre sulla ghiera sono presenti tre modalità, C1, C2 e C3, che corrispondono a delle modalità di scatto totalmente personalizzabili per richiamare in un solo movimento tutte le funzioni che sono utili per una data situazione di scatto. Io, ad esempio, ho una modalità per i paesaggi in cui ho attivato il sollevamento dello specchio, ISO 100, priorità di diaframmi, live view con alcune funzioni. Sulla modalità C2 ho attivato alcune funzioni utili alle macro e sulla modalità C3 impostazioni per fotografie ad alta velocità, per animali fuggevoli, sport, bambini o altro.
Molto comodi sono anche i "picture style", ossia delle regolazioni personalizzabili di contrasto, saturazione etc., richiamabili mediante un tasto ed editabili su pc, che però trovo più indovinati solo quando si scatta in jpeg, mentre li reputo vagamente superflui se si scatta in RAW.
Comodo, anche se non ancora da me sperimentato, è il sistema di personalizzazione del menù, che permette di stravolgerlo a proprio piacimento a seconda delle proprie necessità.
Conclusioni:
Probabilmente con il tempo e l'utilizzo avrò modo di apprezzare in modo più approfondito i vantaggi e gli svantaggi di questa macchina fotografica. Per adesso, mi dico estremamente soddisfatto del mio investimento economico che mi ha fatto prediligere questo corpo alla più blasonata 5D, che però vedevo ormai troppo "vecchia" e forse mal adatta alle mie applicazioni fotografiche. La 40D è una macchina meravigliosa, a mio avviso dall'eccezionale rapporto qualità/prezzo, con immagini eccellenti e superbe qualità innovative e capacità di personalizzazione. I suoi difetti apparenti sono pochi; personalmente trovo scomodo il pulsante di accensione ed il controllo di alcune funzionalità mediante i pulsanti posti sulla parte alta, a destra.

Pro:
Rapporto qualità/prezzo.
Costruzione solida.
Schermo LCD da 3''.
Rumore contenuto a tutti gli ISO, eccellente sistema interno di riduzione del rumore.
Velocità di scatto impressionante, quasi surreale in jpeg.
Modalità live view molto utile in determ

Contro:
Pulsante di accensione a mio avviso scomodo.
Forse revisionabile il sistema di pulsanti di controllo.
Retroilluminazione non totalmente adeguata.
Lo schermo tende a sporcarsi o, peggio, graffiarsi.

Prodotti simili usati:
Canon EOS 350D

Servizio assistenza:
Per ora non ancora utilizzato.
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